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TMPL2
Un
sietma informativo per razionalizzare ed innovare Ne
parliamo con
Luciano
Malfer -Dirigente del Servizio per le Politiche Sociali della Provincia Autonoma
di Trento del
13/04/2006
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| Come
si inserisce il progetto e-welfare all'interno del più ampio piano di sviluppo
della società dell'informazione in Trentino e-society? | |
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Il
progetto e-welf@re, nato come ambito di discussione teorico, è divenuto
un progetto concreto ed è entrato, quindi, nel piano
e-society della Provincia Autonoma di Trento, pur non essendo stato declinato
come progetto fin dall'inizio. L'idea nasce da un'analisi portata avanti utilizzando
un sistema di valutazione sulle priorità politiche, dalla quale è
uscita la necessità di un contesto informativo che consentisse di razionalizzare
il sistema socio assistenziale del territorio. Concretamente si tratta della realizzazione
di una cartella sociale informatizzata, sulla scia di ciò che è
stato già realizzato nel Comune di Trento. L'idea centrale del progetto
è quella di utilizzare le potenzialità del web per estendere questo
software a tutti gli altri enti erogatori del Trentino. In questo modo nel giro
di qualche anno potremo contare su un Sistema Informativo Socio Assistenziale
trasversale condiviso da tutto il territorio. Questo sistema sarà l'elemento
fondante e la condizione abilitante per realizzare servizi avanzati, di e-welfare
appunto, coordinati e programmati a livello centrale.. |
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| Ad
esempio stiamo pensando di utilizzare questa piattaforma per un progetto che coinvolga
le abitazioni
domotiche. In particolare si tratta di inserire alcuni sensori all'interno
di residenze private, che consentano di rilevare alcuni dati legati alla fragilità
dell'utente andando ad aggiornare automaticamente un modulo della cartella sociale
informatica predisposto ad hoc. In questo modo si potrebbe intervenire tempestivamente
in situazioni di emergenza oppure utilizzare i dati raccolti per erogare i servizi
direttamente nella abitazione. Questo progetto è il frutto di una specializzazione
che abbiamo maturato sul campo attraverso una decina di esperienze già
realizzate che, però, fino ad oggi erano ancora off line e non collegate
ad un sistema in grado di gestire il servizio da remoto. L'obiettivo è
quello di presidiare l'appartamento e di mettere l'utente del servizio sociale
nella condizione di vivere il più a lungo possibile nel suo appartamento,
sia perché vive meglio sia perché costa di meno. |
| Per
razionalizzare il sistema dei servizi, però, un sistema informativo non
basta, è necessaria una struttura organizzativa adeguata ed una capacità
di programmazione. Quali sono le azioni e gli strumenti previsti in questo senso? | |
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Naturalmente
il Sistema Informativo Socio Assistenziale in sé non è un elemento
di razionalizzazione, ma è comunque uno strumento che pone dei presupposti
fondamentali per poter effettuare la razionalizzazione. Riuscire a tenere sotto
controllo la spesa per l'assistenza sociale sia da un punto di vista dei costi,
che da quello della qualità del servizio erogato è un problema che
non riguarda solo la nostra amministrazione, ma è molto diffuso. Tenga
presente che la Conferenza Stato-Regioni discute, proprio in questi giorni, un
documento tecnico che riguarda i sistemi informativi socio assistenziali con particolare
riferimento ad uno schema di sistema informativo in ambito nazionale. Il nostro
obiettivo è quello di rendere più efficaci i servizi grazie ad una
maggiore capacità di analisi e alla possibilità di erogare servizi
innovativi. |
| Chi
porterà avanti questa analisi? | |
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| La
competenza è della nostra struttura che, tra l'altro, già utilizza
un sistema di pianificazione avanzato. Già oggi, infatti, noi siamo in
grado di strutturare valutazioni approfondite come, ad esempio, quella che stiamo
portando avanti per esaminare la parità di trattamento nei diversi comprensori
del territorio. La domanda a cui vogliamo rispondere con questa analisi è
se l'utente del servizio sociale residente in una particolare comunità
montana gode degli stessi diritti ed ha a disposizione gli stessi servizi di quello
che vive nella città di Trento. In questo senso la cartella sociale
contenente tutte le informazioni dell'utente, avrà una doppia componente:
una destinata ad individuare i servizi di cui la persona necessita ed una seconda
componente di tipo gestionale per conoscere i costi e l'efficacia degli interventi.
Naturalmente qui stiamo parlando del futuro, ma dal momento in cui esisterà
una base informativa comune sarà semplice fare un piccolo passo avanti
per mettere in atto queste evoluzioni. |
| Quali
sono i tempi e i costi del progetto? | |
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Oggi
la cartella sociale informatizzata esiste ed è già utilizzata nel
Comune di Trento da 50 assistenti sociali che rappresentano un terzo di tutti
quelli presenti sul territorio provinciale. Partendo da questa base già
esistente provvederemo ad effettuare una manutenzione evolutiva del software per
aggiornarlo, completare alcune funzioni e renderlo disponibile a tutti gli enti
gestori. Anche se il cammino è lungo abbiamo iniziato bene, con due enti
su tredici che si sono già proposti spontaneamente e che entro la fine
dell'anno avranno accesso al sistema via web tramite riconoscimento utente. Anche
per questo i costi sono praticamente nulli, perché la norma nazionale rende
possibile il riutilizzo del software prodotto da una pubblica amministrazione
in chiave più allargata e le uniche spese saranno quelle relative alla
formazione e all'allargamento del sistema. Anche dal punto di vista infrastrutturale,
sfruttando il sistema web, il costo del progetto è praticamente nullo in
quanto ci appoggeremo alla linea del piano e-society per la banda larga in Trentino
utilizzando, quindi, un'infrastruttura che già esiste, o che comunque è
già finanziata. Infine la parte di analisi è, come dicevo, un compito
istituzionale della nostra struttura e, quindi, qualcosa che già facciamo.
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| Quali
sono gli attori coinvolti? | |
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| Parlando
di cartella sociale informatizzata gli attori coinvolti sono tutti gli enti che
sul territorio possiedono le competenze delegate in materia sociale, ovvero i
Comuni di Trento e Rovereto ed i comprensori cioè comunità di comuni.
Un altro ambito di protagonisti del progetto riguarda il mondo della ricerca
e della filiera produttiva. In un accordo che verrà adottato a breve dalla
giunta stiamo coinvolgendo, infatti, dei produttori locali privati, in modo da
andare a creare opportunità di sviluppo e specializzazione per il settore
profit. In questo modo, quindi, il sistema sociale diviene laboratorio per il
settore produttivo alimentando un circolo virtuoso che consente di migliorare
le soluzioni ed i servizi e di estendere i progetti su scala più ampia
o in altri contesti territoriali. |
| In
che senso occorre coinvolgere gli operatori profit sul welfare? | |
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I
casi concreti sono diversi e partirei da quelli per dare un'idea di ciò
che può voler dire operare in sinergia con il settore proft. Il primo caso
è quello di un'azienda che si occupa di assemblaggio di sensori e di system
integration e che ha scelto di partecipare volontariamente a specifici accordi
volontari di obiettivo. Le motivazioni sono di due tipi: innanzitutto utilizzare
la sperimentazione come ambiente di ricerca, in secondo luogo acquisire le conoscenze
adatte a rispondere al bando della provincia per il finanziamento dei nuovi alloggi
domotici ed avere, quindi, un vantaggio competitivo rispetto ad altri fornitori.
Un altro esempio viene dall'Università e da alcuni progetti di ricerca
destinati alla produzione dei sensori che stiamo testando nei nostri appartamenti
per poterli rendere prodotti di mercato.. |
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