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| Astrea,
tecnologie al servizio della giustizia | |
del
30/03/2006
| | La
lentezza del nostro sistema giudiziario è cosa risaputa e l'Italia è
certamente il Paese in cui i ritardi sono più marcati che negli altri Paesi
europei. Questo anche perché stiamo ancora sperimentando le tecnologie
e i modelli organizzativi che migliorerebbero l'efficienza del nostro sistema
giudiziario. Eppure le iniziative e i progetti sono tanti. Tra questi c'è
Astrea, progetto di ricerca che già da qualche anno sta sperimentando applicativi
tecnologici e metodologie di sviluppo dei sistemi informativi negli uffici giudiziari
in modo innovativo, considerando le esigenze delle diverse professionalità
coinvolte. Ma anche se giustizia e tecnologia sono un binomio vincente, senza
un adeguato restyling organizzativo e gestionale degli uffici, la complessità
degli interventi aumenta. | |
Il
progetto | | Il
progetto Astrea, finanziato
dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR),
nell'ambito dei Fondi sulla Ricerca di Base (FIRB),
mira a migliorare la struttura, l'amministrazione e le comunicazioni dell'organizzazione
giudiziaria del nostro Paese. Un sistema giudiziario efficiente in grado di risolvere
in tempi accettabili le controversie e sanzionare con certezza, rapidità
ed eguaglianza comportamenti considerati devianti, costituisce un fondamento dello
stato di diritto. putroppo, invece, sia in ambito civile che penale il numero
e la complessità delle cause tende sempre di più ad aumentare, creando
un empasse che rende scontenti i cittadini e crea gravi inefficienze all'interno
dell'organizzazione giudiziaria stessa. Quello giudiziario è, infatti,
un ambito altamente complesso ed è tale sia rispetto all'abisso normativo
sia per quanto riguarda l'eccessiva formalizzazione dei procedimenti. Le tecnologie
web, lo scambio di documenti giudiziari per via telematica e la possibilità
di consultare on-line la normativa possono stimolare l'efficienza dell'amministrazione
giudiziaria italiana in tutte le sue articolazioni operative, ma da sole non bastano.
Ecco perché l'obiettivo di Astrea è duplice: da un lato individuare
e sperimentare soluzioni tecnologiche adatte e, parallelamente, analizzare e proporre
soluzioni di tipo organizzativo e formativo per intervenire sulla complessità
del sistema giustizia in Italia.
| |
Il
team di lavoro | | Le
competenze
del programma di ricerca Astrea sono multidisciplinari con contributi che provengono
da esperti di informatica, diritto, sistemi organizzativi e sistemi giudiziari.
Come ci ha spiegato Francesco
Contini
dell'Istituto di ricerca sui Sistemi Giudiziari (IRSIG
) del CNR, uno dei soggetti coinvolti, si tratta di "un mix tra
ricercatori e industria, privato e pubblico. A coordinare l'iniziativa è
il nostro istituto, l'IRSIG, in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario
CINECA, il Centro Studi e Ricerche
sull'Ordinamento Giudiziario - Dipartimento Organizzazione Sistema Politico (CeSROG-DOSP),
la Direzione Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati del Ministero della
Giustizia (DGSIA)
e dall'azienda CM, società
consortile per azioni." | |
Le
5 aree di attività | |
Il
progetto si articola in più aree di attività, ciascuna dedicata
al raggiungimento di un particolare risultato:
Nuove metodologie
per il supporto alle innovazioni:
è la fase iniziale del progetto di ricerca Astrea finalizzata proprio all'individuazione
delle tecnologie informatiche adottabili nel settore della giustizia. I ricercatori
hanno preso spunto da alcune ricerche
europee sia per risalire a casi di successo europei come Money Claims
On Line (sviluppato in Inghilterra e Galles), sia per analizzare sistemi di
interscambio dati e documenti già collaudati. Queste analisi hanno delineato
i tratti della sperimentazione relizzata in collaborazione con l'ufficio del Giudice
di Pace di Bologna. La fase di progettazione è partita da un'attenta
analisi delle infrastrutture tecnologiche e degli applicativi già impiegati
dall'ufficio sia da un punto di vista strettamente tecnologico-informatico, sia
da quello del loro concreto utilizzo. Successivamente le infrastrutture sono state
customizzate sulla base delle caratteristiche organizzative dell'ufficio e dell'esigenza
dell'utenza in modo da sviluppare applicativi che fossero non solo facilmente
integrabili con l'infrastruttura tecnologica esistente, ma anche compatibili con
l'assetto organizzativo rilevato e con le esigenze informative degli utenti.
Sistema informativo per il monitoraggio del sistema giudiziario: l'obiettivo
di questa attività è la realizzazione di un applicativo per mettere
a disposizione dei policy makers, degli operatori del sistema giudiziario, degli
studiosi e, più in generale, dei cittadini, una serie di informazioni relative
al funzionamento del sistema giudiziario. Attraverso tecniche di analisi testuale
sono stati "interrogati" numerosi documenti dalle sentenze della Corte
di Cassazione alle sentenze in materia civile del Tribunale di Bologna. Tali tecniche
comprendevano, tra le altre, la Classificazione Automatica, ovvero l'individuazione
di modelli di classificazione per grandi categorie, il Clustering, il raggruppamento
dinamico per correlazioni nascoste fra documenti e fra citazioni normative e l'Information
Extraction, per estrarre da testi non strutturati informazioni utili per condurre
analisi di giurimetrica. Ognuna di queste tecniche ha permesso la realizzazione
di prototipi quali:
| GiuriClass
il classificatore on-line | Consente
di classificare un documento testuale, come una sentenza, nelle principali grandi
voci di classificazione della materia civile. Il prototipo, disponibile on-line
per i ricercatori Astrea, attualmente consente di classificare un documento alla
volta, anche utilizzando più di un modello. GiuriClass è già
stato utilizzato per classificare le sentenze di merito del Tribunale di Bologna. |
| GiuriMole
analisi on-line delle sentenze della Corte di Cassazione |
Contiene
attualmente un campione di 7400 sentenze e consente di fare il clustering, o raggruppamento
automatico, dei documenti (o di una loro selezione) e di analizzare i risultati
anche in base alla meta-informazione che, grazie al collegamento con le massime,
è stato possibile associare a ciascuna sentenza. Il prototipo, disponibile
on-line per i ricercatori ASTREA, sfrutta la tecnologia MOLE (Mining On-Line Expert)
del CINECA. Per ogni argomento individuato (cluster) è infatti possibile
vedere la distribuzione delle sentenze per anno, per voce di classificazione,
cioè per materia (eventualmente aggregata in grande voce), per Pubblico
Ministero (PM), presidente, ricorrente, resistente, estensore e per riferimenti
normativi (meta-informazione estratta dalle massime che sono associate alla sentenza).
Ad esempio la query "licenziamento" consente di estrarre 1707 sentenze. |
| Giurimetrica
analisi
delle sentenze del Tribunale di Bologna | Grazie
a strumenti informatici che consentono di estrarre da sentenze di merito le informazioni
necessarie per condurre analisi di giurimetrica, è stato possibile interrogare
le sentenze in materia civile del Tribunale di Bologna (32000 documenti), ottenendo
informazioni sul risparmio temporale delle cause in materia di lavoro, o anche
sul grado di specializzazione dei giudici e ancora quanto tempo passa tra l'Iscrizione
al Ruolo e l'udienza in cui la causa viene presa in decisione. Le analisi di giurimetrica
sono finora state condotte sull'intero corpus di sentenze, ma potrebbero essere
implementate in GiuriMole e quindi condotte su sottoinsiemi di sentenze specifici,
di interesse per ciascun utente. |
Court Technology Laboratory: l' aula guidiziaria virtuale: si tratta dell'aspetto
più innovativo del programma di ricerca finalizzato alla realizzazione
del primo laboratorio per le tecnologie applicate alla giustizia in Europa. In
particolare il CTLab è stato pensato come un luogo per la sperimentazione
degli applicativi informatici e telematici realizzati nel settore giustizia, ma
anche per l'organizzazione delle attività formative per gli operatori della
giustizia dai magistrati, ai funzionari, fino agli avvocati. Si tratta di un'aula
di udienza virtuale pensata per permettere la simulazione di dibattimenti multimediali
gestiti con strumenti tecnologici avanzati: videoconferenza per l'escussione di
testimoni e/o imputati da remoto, visualizzatori per l'acquisizione e presentazione
delle prove, i sistemi per l'acquisizione, lavorazione e presentazione di documenti
audio-video-testo digitalizzati e videoverbalizzazione.
Piattaforma Web per i servizi degli Uffici Giudiziari: obiettivo di questa
area di attività è sperimentare una piattaforma web in grado di
fornire una serie di servizi in via telematica ai diversi tipi di utenti degli
uffici giudiziari. Il caso concreto di sperimentazione è quello dell'ufficio
del Giudice di Pace di Bologna per il quale sono in corso attività finalizzate,
non solo allo sviluppo di canali di diffusione di informazione come un sito web,
ma anche all'individuazione di servizi on-line che consentano agli utenti un certo
grado di interazione con gli uffici giudiziari. Come primo passo è stato
progettato, e poi creato, il portale dell'Ufficio del Giudice di Pace di Bologna
composto da una parte pubblica, un ambiente redazionale e un ambiente interattivo
dedicato ai servizi on line. L'ambiente
redazionale è riservato a tutti coloro che partecipano allo sviluppo e
all'aggiornamento del portale. Attraverso quest'area diverse persone, anche da
luoghi diversi, possono condividere informazioni relative al portale e operarvi
direttamente. Gli accessi alle varie aree sono regolati on-line tramite uno strumento
di controllo degli accessi e di profilazione degli utenti. Naturalmente il sito
è adeguato ai i requisiti di usabilità e accessibilità, per
permettere all'utente di reperire facilmente le informazioni, nonché per
garantire l'utilizzo universale. Infine, i ricercatori stanno lavorando agli e-services.
Questa attività ha evidenziato la criticità maggiore relativa alle
garanzie di sicurezza e riservatezza per gli utenti dei servizi. "Per
risolvere il problema, il Ministero ha iper-regolamentato la materia e previsto
l'utilizzo di sistemi complessi e costosi come la firma digitale e l'infrastruttura
PKI." Ci ha sottolineato Contini, "ovviamente la giustizia lavora
prima di tutto con gli avvocati che possono acquistare la firma digitale e imparare
ad utilizzarla correttamente. Ma gli avvocati non sono l'unica utenza. I cittadini,
infatti, in diversi casi hanno il diritto di agire in giudizio senza l'ausilio
degli avvocati, ma le regole di accesso on-line ai database degli uffici prevedono,
per i cittadini, le stesse tecnologie individuate per gli avvocati. Come si può
immaginare è irrealistico pensare che un cittadino debba acquistare una
smart card con firma digitale per accedere on-line ai dati di un procedimento
del valore di poche centinaia di euro. Paradossalmente il web che dovrebbe proprio
servire a diminuire gli intermediari, nei procedimenti giudiziari, finisce col
diventare un'ulteriore barriera tra il servizio pubblico e i cittadini."
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| Approfondimenti
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Astrea:
attenzione alla privacy ma puntando all'efficienza - Ne parliamo con Francesco
Contini, ricercatore progetto Astea per IRSIG CNR
Dossier
sul portale della Ricerca Italiana
Il
sito di Astrea
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