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TMPL2
L'eccelleza
del Piemonte si proietta in Europa Ne
parliamo con
Guido
Albertini - Dirigente Progetti Internazionali
del CSI Piemonte del
30/03/2006
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| Quali
sono le funzione della direzione progetti Internazionali del CSI Piemonte? | |
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La
direzione progetti Internazionali è stata creata da poco più di
un anno. L'input è partito dalla volontà del consiglio di amministrazione
del CSI Piemonte di rafforzare la presenza della Regione e del suo ente strumentale
per l'informatica (il consorzio CSI appunto) in Europa. Le motivazioni di questo
indirizzo sono diverse: innanzitutto il confronto con altre realtà extranazionali,
essenziale per capire se le nostre scelte di tipo tecnologico e strategico sono
condivise da altri ed in secondo luogo la necessità di una politica industriale
in direzione europea. La Regione Piemonte, infatti, ha chiesto al CSI di fare
da traino al comparto Piemonte, che ha sofferto e soffre tuttora di una violenta
crisi, per l'apertura di nuove opportunità nell'internazionalizzazione.
In questo senso il compito della direzione è quello di sfruttare le credenziali
e le dimensioni del Consorzio CSI per rispondere a bandi gara internazionali o
per richiedere finanziamenti per progetti di ricerca, ponendosi come capofila
di raggruppamenti temporanei a cui possano aggregarsi anche altre imprese del
territorio. Infine una terza missione è quella di aiutare gli enti piemontesi
a portare a casa dei progetti internazionali. |
| Come
si traduce concretamente tutto ciò? Su cosa siete maggiormente impegnati
in questo momento? | | |
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| Tutto
ciò si traduce concretamente in una serie di progetti già avviati
o in via di definizione tra cui, ad esempio, il progetto PICTURE che è
proprio il risultato di questa azione di partnership con il territorio, in particolare
con la Città di Torino. L'idea iniziale, infatti, è partita proprio
da un'analisi delle nostre potenzialità. Trovando che il punto di forza
della nostra Regione fosse l'ICT applicato ai servizi pubblici e, più in
generale, l'e-Gov, abbiamo effettuato un'azione di screening di tutte le iniziative
europee soffermandoci sul VI programma quadro di ricerca e su una particolare
call proprio nell'area dell'e-Gov. Abbiamo colto al volo l'opportunità
ed intrecciando una serie di rapporti a livello europeo, attraverso mailng list,
convegni ed incontri, compiendo una vera e propria azione di marketing, siamo
riusciti a convincere alcuni partner europei del valore del CSI e abbiamo messo
a punto una serie di proposte. Alcune di queste proposte sono diventate progetti
e tra essi PICTURE che, nato dall'incontro con l'Università di Munster,
ha raccolto una serie di adesioni positive fino all'assegnazione del co-finanziamento.
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| Quindi
il CSI è promotore del progetto? | |
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In
questi progetti di ambito europeo si aderisce in fase di proposta. Non esistono
progetti pronti ai quali si sceglie di aderire, il progetto bisogna farlo nascere
mettendosi insieme e realizzando una proposta competitiva che dovrà fronteggiarne
altre, portate avanti da altri raggruppamenti. Il valore, quindi, è stato
proprio quello di avere un'idea vincente, così come molti altri nostri
progetti e molte altre nostre idee non si sono rivelati vincenti e sono stati
scartati. |
| Potrebbe
descriverci brevemente l'idea centrale del progetto PICTURE? | |
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| Il
tutto parte dalla considerazione che spesso i livelli decisionali delle municipalità,
sono costretti a compiere delle scelte in ambito ICT senza potersi avvalere di
strumenti che gli consentano una visione a lungo termine o una panoramica completa
delle soluzioni possibili. Come è noto le scelte a breve termine non premiano
e, soprattutto, non sono parte di una vera e propria strategia dell'innovazione
in cui si ha una visione chiara degli obiettivi in ambito dell'automazione o dei
servizi ai cittadini. Il problema, dunque, è quello di non avere il tempo
e le competenze necessarie a fare previsioni di medio-lungo respiro. PICTURE tenta
di affrontare questo problema provando a far incontrare una serie di attori provenienti
da regioni, paesi e culture differenti, per individuare punti in comune nelle
scelte informatiche. Una volta individuati questi temi comuni, che nel progetto
vengono definiti Building Blocks, e che ad esempio potrebbero essere quelli relativi
alla posta certificata, all'archiviazione e così via, l'obiettivo è
quello di codificare un approccio corretto per la loro risoluzione. Riassumendo
l'idea è: individuare problemi comuni, capire come affrontrali, analizzare
le soluzioni offerte dal mercato e, infine, proporre il processo e gli strumenti
ottimali per risolvere il problema, massimizzando gli investimenti. |
| Essendo
uno strumento che ha un'ambizione forte, come sarà gestita la comunicazione
e la divulgazione dei risultati? | |
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| Uno
dei compiti del CSI sarà proprio quello della divulgazione dei risultati.
Devo dire che la Commissione Europea tiene molto agli aspetti della comunicazione,
perché si trova nella necessità di dimostrare che questi progetti,
finanziati con contributi comunitari, alla fine hanno prodotto qualche cosa. In
questo senso la comunicazione è un'attività assolutamente non secondaria
e proprio per questo sono stati previsti una serie di strumenti importanti, che
vanno dalla newsletter alla campagna stampa, sia cartacea che web, ad alcuni momenti
seminariali a livello europeo, fino a strumenti di partecipazione democratica
on line come i forum on line aperti alle discussioni. Oltre a questo, ovviamente,
ci saranno delle pubblicazioni descrittive e la stessa Unione Europea diffonderà
i risultati del progetto all'interno dei propri canali comunicativi ufficiali. |
| E
quale sarà, invece il ruolo dgli altri partner coinvolti? | |
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| I
partner sono numerosi e divisi sostanzialmente in municipalità, università
ed aziende private provenienti da molti paesi differenti. I compiti sono assolutamente
ben definiti, anche perché questo tipo di bando richiede un dossier rigoroso
in cui viene specificato chi fa cosa. Tutti gli incarichi sono suddivisi, quindi,
in maniera estremamente precisa fin nel più piccolo dettaglio, a partire
dalle giornate di lavoro, dalle righe di software da scrivere, dalle scadenze
e così via. Non c'è quindi una divisione per categorie, ma all'interno
di ogni scomparto del progetto, chiamato WorkPackage, c'è un partner responsabile
ed una serie di attività a cui partecipano anche tutti gli altri. Per fare
un esempio concreto, all'interno del WP 7 che è quello relativo alla comunicazione
di cui il CSI è il responsabile, anche tutte le altre amministrazioni hanno
un proprio ruolo ben definito, come quello di consegnare le newsletter entro le
scadenze, fornire i materiali e i contenuti, organizzare i convegni e così
via. In questo modo possiamo lavorare per obiettivi ben precisi ed individuati.
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| Sarà
uno strumento di controllo e monitoraggio indirizzato all'Unione Europea o piuttosto
un qualcosa che servirà alla programmazione e quindi alle realtà
nazionali e locali? | | |
| |
Innanzitutto
bisogna precisare che stiamo parlando di un progetto all'interno di un programma
di ricerca e sviluppo della Commissione Europea e ciò vuol dire che l'output
non sarà un prodotto software industriale, ma un prodotto pre-competitivo.
In pratica il nostro obiettivo è dimostrare che l'idea funziona. Se ci
riusciamo, magari strutturando casi pilota, allora avremo diritto ad accedere
ad ulteriori finanziamenti per realizzare un prodotto di mercato e potremo anche
definire meglio il target finale, puntando su una determinata categoria come il
monitoraggio o la programmazione e così via. In questa fase pre-competitiva,
se un'amministrazione pubblica fosse interessata potrà utilizzare il sistema
che, anche se non sarà pronto al 100%, avrà una serie di elementi
perfettamente funzionanti, in misura del 60% circa. |
| Il
Consorzio CSI è un'azienda a partecipazione pubblica che riesce a presentarsi
sul mercato italiano in maniera concorrenziale. Quale è la reazione del
mercato a livello europeo? | |
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| Non
ho l'ambizione di poter dire cosa succede a livello europeo, ma posso parlare
per quella che è la nostra esperienza. Personalmente ho visto che all'estero
esistono società di informatica pubblica che lavorano con modelli simili
a quelli che vediamo qui in Italia: alcune di esse sono controllare totalmente
da amministrazioni pubbliche ed altre derivano da iniziative di partnership pubblico-privata.
Abbiamo trovato delle amministrazioni che hanno una divisione informatica interna
che, se vogliamo, è l'opposto del CSI Piemonte, altre che invece si appoggiano
a strutture che ci assomigliano ed altre ancora che hanno solo partner privati.
Le modalità sono tante e in questo senso non ci sentiamo né isolati,
né un'eccezione. |
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