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L'ICT per superare i divari di genere

del 30/03/2006

La disuguaglianza sociale tra uomo e donna è in Italia ancora molto forte. Lo conferma lo studio appena pubblicato del World Economic Forum (Wef), dal titolo "Women's Empowerment: Measuring the Global Gender Gap". In cima alla classifica ci sono le donne del Nord Europa: prime le svedesi seguite da norvegesi, islandesi, danesi e finladesi. Le italiane, sono solo in 45° posizione all'interno di una classifica di 58 Paesi che vede ultimi in assoluto Pakistan, Turchia e Egitto. Una voragine culturale, sociale e umana alla quale si dovrà porre rimedio. Nell'ambito dell'informazione e dei servizi Internet le donne emergono esclusivamente come consumatrici ma l'utilizzo delle nuove tecnologie on line da parte delle donne può facilitare lo scambio di esperienze, il confronto, il supporto reciproco e lo sviluppo.

Lo studio

Lo studio del Wef misura il gap fra i generi in cinque aree: basate sui modelli globali di disparità tra uomini e donne: partecipazione economica (stessa remunerazione a parità di mansione), opportunità economiche (accesso al mercato del lavoro non legato a un salaria ridotto o a mansioni non qualificate), partecipazione politica (presenza femminile nelle strutture decisionali), formazione, salute e benessere. Nello studio la definizione di partenza di gap di genere è quella di un'eguaglianza tra generi cioè uno stadio dello sviluppo in cui "i diritti, le responsabilità e le opportunità degli individui non devono essere determinate dall'essere nati maschi o femmine".
I risultati non sono confortanti almeno per il nostro Paese: c'è ancora molto da fare per ridurre questo divario a livello mondiale ma un miglioramento dell'eguaglianza tra generi è stato evidenziato in tre aree interconnesse: rafforzamento delle capacità economiche delle donne con un focus particolare nelle nuove tecnologie e nello sviluppo dei mercati, promozione della leadership delle donne e della partecipazione politica.

I risultati

Europa e nuovo continente: ai primi posti troviamo i Paesi Nordici, con in testa la Svezia. Qui il gap di genere è ridotto per diversi motivi: la caratterizzazione di una società fortemente liberale e sistemi di welfare ben organizzati. Seguono la Nuova Zelanda, il Canada e il Regno Unito con Germania e Australia considerate nazioni "woman-friendly", cioè nazioni che hanno fatto dei considerevoli progressi negli ultimi anni per rimuovere gli ostacoli alla piena partecipazione delle donne alla vita politica, economica e sociale delle proprie nazioni. Tra i paesi dell'Europa a 25, la Lituania, la Lettonia e l'Estonia occupano posti relativamente in alto nella graduatoria: buone performance per quanto riguarda le opportunità economiche offerte alla donna, ma la partecipazione economica e la formazione femminile occupano ancora delle basse posizioni, così come gli indicatori dell'area salute e benessere.

Stati Uniti: al 17a posto della classifica, presentano delle ottime performance nell'ambito della formazione e poco meno nell'area della partecipazione economica e della partecipazione politica.

Area asiatica: in Cina non sorprende la partecipazione economica delle donne nella vita economica del Paese (alla nona posizione per quanto riguarda questo range di indicatori), ma le performance cinesi scendono al 46a posto per ciò che riguarda la formazione e al 40a posto per la partecipazione politica delle donne. Ciononostante, la Cina, nell'area asiatica resta nelle alte posizioni seguita solo dal Giappone alla 38a posizione.

Area latino-americana: Costa Rica occupa la 18a posto distanziata notevolmente da Colombia, Uruguay, e Argentina. Per il Perù, Cile, Venezuela, Brasile e Messico. Qui il problema è innanzitutto l'elevata povertà e non la carenza di opportunità visto che le donne rappresentano la maggior parte della forza lavoro.

Donne e tecnologie

Nell'ambito dell'informazione e dei servizi Internet le donne sono ancora viste esclusivamente come consumatrici anche se l'utilizzo delle nuove tecnologie da parte delle donne, che nei paesi in via di sviluppo ricoprono ruoli importanti e spesso sono a capo di piccole e medie imprese, può facilitare lo scambio di esperienze, il confronto, il supporto reciproco e lo sviluppo. Per le nazioni in via di sviluppo l'incremento dei network on line a livello globale e il flusso di tecnologie ha permesso di accedere a maggiori risorse finanziarie disponibili per lo sviluppo e la produzione di tecnologie, investimenti nei settori essenziali e critici così come nell'ambito dei trasporti, delle infrastrutture. Lo studio del gap di genere nei network tecnologici evidenzia una differenza fondamentale tra uomini e donne negli approcci e nei modi di risolvere i problemi. Come le economie stanno diventando sempre più caratterizzate dalle economie della conoscenza e dell'informazione, così è sempre più necessario che esse abbiano un maggiore e più facilitato accesso alle nuove tecnologie delle informazioni e comunicazioni sotto tutti gli aspetti, un maggiore accesso alla produzione e alla diffusione di comunicazione e informazione. Questo aspetto è fondamentale nell'ottica del tipo di informazione, che dev'essere disponibile, in tutti i modi e in tutti i significati di accessibilità. Gli effetti positivi portano ad una maggiore partecipazione sia economica che politica, alla diffusione delle informazioni alla identificazione e definizione dei bisogni di informazione per le donne.

L'adozione di specifiche misuresi stima possa avvenire attraverso:

una serie di sistemi informativi legati al genere, che servano come ricchezza, come database per le comunità di donne (specifiche informazioni su gruppi di lavoro gestiti da donne così come network e comunità on line, statistiche, politiche di genere programmi, piani e progetti);
un "network dei network" che possa fornire strumenti come idee pratiche, strategie, corsi metodologie, storie di successo sotto forma di casi studio, benchmarking e analisi organizzative studi sulle attuali politiche, programmi e progetti e iniziative.

Approfondimenti

Il sito del WEF

La ricerca (.pdf)

 
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