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Cross Lab: impresa e ricerca si incontrano

del 16/03/2006

Per le aziende cresce la necessità innovare non solo a livello di organizzazione interna, ma soprattutto su segmenti sempre più ampi della filiera produttiva e distributiva in cui sono inserite. Il vero vantaggio competitivo è rappresentato dalla capacità di fare rete, di stabilire interconnessioni tra i diversi sistemi informativi aziendali. L'Emilia Romagna risponde a questa esigenza con Cross Lab, centro per l'innovazione tecnologica orientato alla diffusione e al trasferimento delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni (ICT) con l'obiettivo specifico del rafforzamento delle reti di imprese.

Cos'è

CROSS-lab è un centro per l'Innovazione appartenente alla Rete dei Laboratori di Ricerca e dei Centri per l'Innovazione promossa dalla Regione Emilia Romagna nell'ambito del Programma Regionale per la Ricerca Industriale, l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico. Obiettivo del Centro è quello di rafforzare le reti di imprese e di ottimizzare i passaggi all'interno delle filiere, diffondendo strumentazioni high-tech e standard per l'interoperabilità. Attivato da Unionapi, Unione delle piccole e medie imprese della regione, in collaborazione con Enea, Università di Modena e Reggio Emilia, Università di Bologna (Polo Didattico di Rimini), FTI-Forum per la Tecnologia dell'Informazione, COFIMP e CSPMI, il centro si articola in un sistema di sportelli aperti nelle singole sedi provinciali delle Api. Il Centro mette a disposizione risultati di ricerca e di standardizzazione, raggiunti a livello internazionale, assieme a competenze specifiche disponibili presso gruppi di ricerca presenti in Emilia Romagna con l'obiettivo di sperimentare un nuovo modo di collaborare tra mondo della ricerca e sistema delle imprese, sedimentando una struttura di servizi permanente.

Il problema

Le aziende avvertono in maniera crescente la necessità di introdurre innovazione non solo a livello di organizzazione interna ma su segmenti sempre più ampi della filiera produttiva e distributiva in cui sono inserite. Le maggiori difficoltà si incontrano nello stabilire le interconnessioni, organizzative e tecnologiche, tra i diversi sistemi informativi aziendali, e rendere quanto più possibile efficace l'azione di coordinamento e di interscambio tra le imprese. Cresce, infatti, la quantità di informazione e di conoscenza da scambiare a fronte di una situazione che vede, rispetto a una tipica filiera produttiva, una riduzione dei tempi di consegna, una diminuzione della dimensione dei lotti di produzione e una crescente richiesta di personalizzazione di prodotti (e servizi). Diventa focale: ridurre i tempi di scambio dell'informazione, partecipare a più filiere, internazionalizzare, riorganizzarsi al proprio interno.
Un approccio possibile è quello dell'interoperabilità, ovvero la capacità di un sistema o prodotto di operare con altri senza che questo richieda sforzi particolari da parte dell'utente: è un problema particolarmente avvertito nei contesti caratterizzati da filiere lunghe, eterogenee, con una forte presenza di piccole e medie imprese, dove nessun attore può imporre soluzioni proprietarie. Lo stesso problema si ripropone anche internamente alle singole aziende, dove è sempre più avvertita l'esigenza di potenziare il sistema informativo complessivo, introducendo nuovi software ma salvaguardando il patrimonio applicativo preesistente. Diventa importante lavorare in modo indipendente al proprio interno e coordinarsi e connettersi con i partner della propria filiera, costruendo scenari condivisi di filiera; utilizzare standard; integrare i front-end che dialogano con l'esterno e i sistemi pre-esistenti; ripensare i propri flussi interni decisionali ed informativi.

Obiettivi

Per ogni azienda l'obiettivo è di lavorare in modo indipendente al proprio interno e di potersi coordinare e connettere in maniera ottimale con i partner della propria filiera. L'esistenza di un centro per l'innovazione mira a:

rafforzare le reti d'impresa;
qualificare la domanda di tecnologia;
diffondere gli standard per l'interoperabilità;
diffondere le tecnologie dell'informazione.

I servizi

Visita ed audit aziendale per analizzare la rete delle relazioni verso i fornitori e i clienti al fine di identificare i principali problemi/criticità;
Attivazione di focus group con aziende e fornitori di tecnologia sui temi emersi dall'analisi;
Realizzazione di alcuni dimostratori in collaborazione con le imprese e i loro fornitori di tecnologia;
Realizzazione di corsi di formazione rivolti alle aziende e ai tecnici;
Creazione di una comunità telematica di riferimento e attivazione di una rete di informazione sui problemi dell'interoperabilità;
Accesso ad un catalogo di risorse disponibili su scala internazionale.

Una voce in campo
Parla Oscar Longhini, responsabile dello Sportello Cross provinciale di Modena

Ci spiega l'esperienza di Modena nel progetto Cross Lab e, in particolare, qual è stato il ruolo dello sportello provinciale nelle attività?

Abbiamo cominciato monitorando la situazione delle aziende della nostra provincia. Ci siamo concentrati su come lavorano, che strumenti utilizzano e che livelli di difficoltà incontrano nello scambiare informazioni attinenti al loro processo produttivo. Questo lavoro ha costituito la base per individuare aspetti trasversali che riguardavano più aziende per poter pensare a soluzioni in grado di servire a una molteplicità di imprese. Infatti, l'obiettivo di un progetto come Cross Lab non è risolvere il problema specifico di una singola impresa ma cercare soluzioni che abbiamo un impatto trasversale tale da poter essere utilizzate dai diversi interlocutori.
Nella fase iniziale ci siamo concentrati su circa 15 software house della provincia che non solo sono realizzatrici sul territorio di soluzioni informatiche, ma sono loro stesse imprese con specifiche esigenze o problematiche. Le abbiamo coinvolte proprio per capire lo stato di avanzamento e le situazioni che loro governano e vivono quotidianamente sul territorio. E saranno proprio loro a implementare eventuali soluzioni.
L'UnionApi, di cui facciamo parte, si è mossa dimostrando particolare interesse soprattutto rispetto al voler "far uscire" la ricerca dai laboratori. Modena, in particolare, è stata la prima a partire, collaborando con Enea nella realizzazione dei questionari e del piano operativo. Siamo stati i primi a creare lo sportello Cross creando anche un banner sul sito dell'associazione che collega direttamente al sito Cross per le necessarie informazioni di approfondimento e anche per l'accesso alle banche dati che offrono una finestra sull'offerta dell'intero mercato internazionale. Lo sportello è stato attivato la settimana scorsa e le attività saranno di supporto alle 3 filiere che sono rappresentative della maggior parte delle imprese che abbiamo sul territorio: metalmeccanica, tessile/abbigliamento e alimentare. Contiamo molto su una partecipazione attiva delle imprese perché gli strumenti ci sono. Nel giro di due anni verranno realizzati degli atti "dimostratori", che dimostreranno alle imprese le soluzioni trovate e gli strumenti in grado di intervenire sulle problematiche indagate come prioritarie. Dopodiché le società di informatica potranno sviluppare progetti specifici che vadano a risolvere i problemi singoli delle aziende. Lo sportello rimarrà sempre aperto aldilà del progetto Cross, perché costituisce comunque un riferimento importante a cui potranno rivolgersi tutte le imprese per affrontare in maniera adeguata il tema dell'innovazione grazie a indicazioni su eventuali soluzioni, o anche semplicemente rilevando particolari esigenze aziendali e indicando chi può dare un supporto.

Approfondimenti

Innovare significa fare rete - Ne parliamo con Pietro De Sabbata - coordinatore Cross Lab per ENEA

Presentazione Cross Lab

 
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