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Leggiamo
l'e-Gov | |
del
16/03/2006 | | Tra
i maggiori successi del primo bando e-Gov vanno ricordati la trasparenza nell'avanzamento
dei progetti e nell'utilizzo dei fondi pubblici e, soprattutto, la capacità
di governare l'innovazione tecnologica sfruttando le leve del co-finanziamento
per incidere sul completamento dei progetti e sulle modalità di pianificazione
e programmazione delle amministrazioni. Una nuova idea di Governance che viene
riassunta nel Cruscotto on line
per il monitoraggio dei progetti, uno strumento a disposizione di tutti, che l'Altra
pa ha provato a leggere per conoscere lo stato dell'arte sulla prima fase e-Gov.
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| Novità
nel finanziamento | |
La
prima fase di e-Government nelle Regioni e negli Enti Locali si è caratterizzata
innanzitutto per una impostazione nuova nell'erogazione dei fondi. Non più
finanziamenti a pioggia e a fondo perduto, ma interventi mirati e specifici su
singoli progetti giudicati validi, con i quali stipulare convenzioni con valenza
paracontrattuale che impegnassero le amministrazioni alla piena realizzazione
di quanto concordato. Altro elemento di novità è stata l'idea di
legare l'erogazione del cofinanziamento ad una logica di monitoraggio dell'avanzamento
lavori e dei risultati raggiunti. In pratica il concetto non era quello di
saldare l'intera cifra accordata solo in base ad una decisione ex ante, ma di
erogare il 30% del finanziamento all'atto della firma della convenzione e suddividere
il resto in tre tranche successive, per usufruire delle quali le amministrazioni
capofila avrebbero dovuto fornire dati quantitativi sull'avanzamento dei lavori
ed evidenze oggettive (documenti, protocolli, rapporti di collaudo etc.) che confermassero
i dati dichiarati. | |
Novità
nella gestione | | Il
secondo aspetto importante portato avanti con il primo bando e-Gov è stato
quello teso a generare, all'interno delle amministrazioni coinvolte, un orientamento
alla cultura del project management e della qualità. I responsabili dei
progetti sono stati invitati ad una pianificazione chiara, ad una consuntivizzazione
periodica su quanto fatto e ad una tenuta degli archivi documentali di progetto
che consentisse la rilevazione da parte di un monitore. Inoltre ogni progetto
ha dovuto prestarsi a tre monitoraggi ufficiali (due assessment in corso d'opera
ed uno a valle del completamento del progetto) molti dei quali ancora in corso.
Ovviamente compito del monitoraggio non era tanto quello di entrare nei meriti
della qualità del prodotto realizzato, quanto effettuare una valutazione
di parte terza, ossia verificare che tutto ciò che l'amministrazione dichiarava
fosse sostanziato da evidenze non prodotte ad hoc per il monitoraggio, ma connaturate
ai bisogni del progetto stesso. | |
Il
Cruscotto | | In
questo contesto innovativo si inserisce
il Cruscotto, uno strumento on line che consente una visione omnicomprensiva
dello stato di avanzamento e del rilascio dei servizi di tutti e 134 i progetti.
Essendo uno strumento pubblico, pensato per garantire la trasparenza, il Cruscotto
non offre dati puntuali, ma sintesi organizzate di informazioni. "In questo
senso - ci spiega Marco Gentili, responsabile dell'Ufficio monitoraggio del
CNIPA - esso rappresenta la punta di un iceberg organizzativo ed informatico
molto complesso che offre agli addetti la possibilità, partendo dal dato
aggregato, di scendere nel dettaglio, fino ad arrivare all'analisi puntuale del
singolo progetto, o del singolo servizio rilasciato". Per questo si può
dire che il Cruscotto è sia uno strumento di comunicazione che di lavoro,
aggiornato settimanalmente sulla base dei dati provenienti dai nuovi assessment
effettuati e delle previsioni di avanzamento realizzate automaticamente dal sistema
grazie alle indicazioni fornite delle stesse amministrazioni. Uno strumento
che permette al livello centrale di agire come fattore di accelerazione, come
ci spiega sempre Gentili: "A settembre 2005, ad esempio, la rilevazione
mostrava un ritardo notevole per 41 progetti. Questa situazione di emergenza ci
ha spinti ad inviare una comunicazione ufficiale nella quale si chiedeva di mettere
in atto interventi repentini per risolvere il ritardo, pena la risoluzione della
convenzione e del cofinanziamento. Tale raccomandazione ha portato nel giro di
due mesi ad un vero e proprio balzo in avanti con cui questi 41 progetti sono
cresciti di 35 punti percentuali, contro l'8/10% degli altri progetti". |
| A
che punto siamo? | |
L'avanzamento
lavori
 Il
dato più evidente che emerge da questo grafico è l'avanzamento complessivo
che si colloca all'88%. Importante sottolineare il fatto che il ritardo non viene
nascosto, ma, nell'ottica di trasparenza, viene anzi reso pubblico e definito
quantitativamente, al contrario di un certo tipo di tradizione che ha visto molti
progetti affidati alle pubbliche amministrazioni restare invischiati nel mare
della burocrazia. Leggendo questa tabella sappiamo che i progetti dovevano terminare
15 mesi fa e che il 12% di essi non ce l'ha fatta.
 Per
avere una visione più chiara di quale sarà il trend di completamento
per il prossimo futuro occorre analizzare il grafico inerente le classi di avanzamento,
in cui si evidenzia come la maggioranza dei progetti sia prossima al completamento.
Il posizionamento
dei progetti
 Questo
grafico rappresenta il posizionamento dei singoli progetti raffrontato alla loro
dimensione economica. La lettura è abbastanza facile e mostra come, in
questa fase finale, i progetti più in ritardo siano quelli molto piccoli
o di media dimensione soprattutto se portati avanti da Comuni o da amministrazioni
provinciali. Questo grafico ha permesso anche di andare ad analizzare i motivi
del ritardo facendo emergerela constatazione che se in una prima fase i progetti
più estesi, comprendenti anche il livello regionale, incontravano maggiori
difficoltà legate alle attività di coordinamento, col passare del
tempo questi progetti sono quelli che sono risusciti ad arrivare a conclusione
in minor tempo, anche grazie alla maggiore capacità di governance ed autonomia
decisionale posseduta dalle Regioni. I progetti che si sono attardati sono invece
quelli che hanno trovato difficoltà, non di tipo tecnologico, ma soprattutto
di carattere organizzativo e normativo o, a volte di cambio di orientamento politico.
Le classi di rischio
e le contromisure attuate

 Il
grafico è fondamentale per far capire con quanta serietà è
stata affrontata dalle amministrazioni questa prima fase e-Gov. Se, infatti, nella
prima tabella vengono riportate le classi di rischio, dal bassissimo all'altissimo,
attribuite dal CNIPA a ciascun progetto (si tratta di un dato statico, che non
muta nel tempo), nella seconda si evidenzia quanti progetti, indipendentemente
dalla classe di rischio loro attribuita, abbiano attuato un numero di contromisure
dal bassissimo all'altissimo, tra tutte quelle proposte dal CNIPA. Per essere
più chiari possiamo dire che un progetto a bassissimo rischio richiede
poche contromisure, mentre un progetto ad altissimo rischio, ne richiede il numero
massimo. Come si vede mentre i progetti con rischio A o AA sono 44, le amministrazioni
che hanno attuato un numero di contromisure alto o altissimo è molto maggiore,
ovvero 75, dimostrando quanto le amminsitrazioni non solo hanno apprezzato il
lavoro compiuto dal CNIPA, ma hanno lavorato a volte oltre quello che era stato
considerato un livello sufficiente.
Il rilascio del servizi
| Num.
servizi previsti | Num.
servizi rilasciati ad oggi | Percentuale | Num.
progetti | 4280
| 1774 | 41% | 117 |
Il rilascio
dei servizi è il dato ad una prima lettura lascia più perplessi.
Però occorre sottolineare che se è vero che i servizi previsti sono
oltre 4000 e che ad oggi ne sono stati realizzati 1700, questo dato non deve far
pensare ad una situazione di totale inefficienza. Il rilascio dei servizi, infatti,
è solo l'ultima fase di un processo più o meno complesso che genera
nell'amministrazione una serie di cambiamenti necessari alla realizzazione di
quel servizio stesso. Quindi se la curva che identifica l'avanzamento dei progetti
è una sigmoide che parte lenta, accelera nel mezzo e torna a decrescere
verso la fine, la curva che si riferisce al rilascio del servizi procede con un'andatura
lenta fino quasi alla fine, per subire un'accelerazione improvvisa man mano che
i progetti si concludono. "Entro il 2006 - rassicura Marco Gentili
- stimiamo che i progetti completati saranno almeno 110/120, con un numero
di servizi rilasciati che dovrebbero lievitare del 100% arrivando improvvisamente
attorno ai 3700/3800".
La disponibilità
dei servizi
Oltre
a riportare i servizi rilasciati sia per quantità numerica che per categorie,
il Cruscotto mostra anche l'effettiva disponibilità dei servizi sul territorio,
prendendo in considerazione tutti i 106 capoluoghi di Provincia . Questo grafico
così sconfortante per il nostro Meridione (i pallini colorati rappresentano
i resvizi realmente disponibili) è dato dal fatto che questa analisi di
disponibilità viene effettuata solo dopo il completamento del progetto
e, conseguentemente, i servizi mappati sono nettamente inferiori rispetto ai servizi
rilasciati. Questo ritardo del Sud è dovuto, in parte, anche ad un ritardo
nella fase iniziale del bando per cui, mentre al nord molte amministrazioni sono
partite con progetti già avviati, i territori del Centro-Sud sono partiti
per lo più da zero. La situazione, però, è destinata a riallinearsi
dato che l'avanzamento dei lavori ha raggiunto ottime percentuali.
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| Approfondimenti
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"e-Gov:
dietro al monitoraggio una nuova idea di Governance dell'ICT", un'intervista
con Marco Gentili, Responsabile dell'Ufficio monitoraggio dei progetti delle Regioni
e degli Enti Locali del CNIPA
Il Cruscotto on line
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