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e-Gov: dietro al monitoraggio una nuova idea di Governance dell'ICT

Ne parliamo con

Marco Gentili - Responsabile dell'Ufficio monitoraggio dei progetti delle Regioni e degli Enti Locali del CNIPA

del 16/03/2006

Quando è nata l'idea di creare un Cruscotto consultabile on line per il monitoraggio dei progetti di e-Government?
 
     
     

I 134 progetti relativi del primo bando e-Gov sono stati selezionati nel 2003 e nello stesso anno, a valle della selezione, è stata presentata la pianificazione esecutiva, presupposto fondamentale per poter effettuare un monitoraggio. L'idea del Cruscotto, come elemento di comunicazione e trasparenza del monitoraggio, è nata contestualmente al bando ed anche se lo strumento on line è stato reso pubblico sulle pagine del portale CNIPA solo da pochi giorni, la sua prima presentazione pubblica risale a circa un anno fa.

Cosa cambia rispetto ai monitoraggi tradizionali?
 
     
     

Il Cruscotto non è qualcosa di diverso dal monitoraggio, e ciò che è veramente innovativo è la nuova idea di governance dell'ICT che è stata portata avanti nell'ambito dei progetti di e-Government. In questa visione l'innovazione, prima di concentrasi sugli strumenti, deve permeare le logiche di finanziamento e, soprattutto, le modalità di analisi e di controllo costante della situazione. Tutti i monitoraggi semestrali realizzati fino ad oggi ed il Cruscotto on line vanno esattamente in questa direzione, anche se parlando di analisi costante è necessario un piccolo chiarimento. Il CNIPA, infatti, non volendo essere troppo invasivo nel controllo dei progetti si è orientato verso un monitoraggio sufficientemente rarefatto. Ogni progetto di norma viene visitato tre volte o, al limite, qualche volta in più se emergono difficoltà, ma l'elemento fondamentale è che il Cruscotto è uno strumento che consente una visione omnicomprensiva di tutto il panorama della prima fase del piano di e-Government grazie alla possibilità di sincronizzare tutti i progetti sulla base di proiezioni individuate dalle amministrazioni, indipendentemente dalla data dell'ultimo monitoraggio effettivo.

Potrebbe chiarirci meglio questo elemento?
 
     
     
L'aggiornamento del Cruscotto è settimanale nel senso che ogni settimana viene fatto qualche monitoraggio effettivo, detto anche assessment, che, ovviamente, modifica la situazione complessiva. In realtà, però, oltre all'informazione prodotta dai nuovi assessment, quello che provoca tale cambiamento è la proiezione di evoluzione di ogni progetto sulla base dei monitoraggi realizzati nei periodi precedenti. Questo perché non sarebbe possibile dare una visione realistica della situazione generale di avanzamento confrontando un progetto monitorato ieri da uno monitorato 6 mesi fa. Quindi per quello che concerne l'avanzamento dei lavori, il Cruscotto aggiorna settimanalmente tutti i progetti, alcuni grazie ai dati dei monitoraggi effettauti, altri in base a proiezioni statistiche (logicamente la differenza tra questi dati è riportata in modo chiaro).
Per quanto riguarda il rilascio dei servizi, invece, non viene effettuato alcun tipo di proiezione e i dati riportati sul Cruscotto indicano i servizi concretamente disponibili a cittadini ed imprese.
Quale è stata l'esigenza che ha guidato la scelta di un accesso limitato? Esistono vari profili di accesso?
 
     
     

Il Cruscotto, come dicevamo, offre una visione di insieme possibile solo a partire da una raccolta analitica di dati e di evidenze oggettive. Tutte queste informazioni costituiscono quella che viene chiamata la base informativa del monitoraggio. Ovviamente tale strato non è accessibile al pubblico, sia perché i dati di estremo dettaglio non forniscono informazioni immediate, sia perché, pur volendo soddisfare un risultato di trasparenza, non volevamo creare una gogna mediatica.
Per tali ragioni sì è rivelato necessario un accesso riservato per tutti coloro che non solo usufruiscono delle informazioni, ma che le aggiornano. All'inizio avevamo inserito direttamente sulla home page un tool per la registrazione degli utenti, poi, in una seconda fase, è stato tolto perché poteva rappresentare un impedimento di tipo psicologico all'accesso, ma la logica non è assolutamente stata modificata. Esistono dei profili di accesso anche se non sono visibili al pubblico.

Quale è la struttura che sta dietro al Cruscotto?
 
     
     

Il Cruscotto è la punta di un iceberg, nel senso che la parte visibile è quella più piccola e meno complessa. Per renderle bene il quadro comincerei dalla quantità di persone coinvolte: innanzitutto ci sono i 15 monitori che portano avanti gli assessment sul territorio, ci sono poi tutti i responsabili dei 134 progetti, per un totale di circa 280 dirigenti, che attraverso template appositamente predisposti comunicano in tempo reale i dati quantitativi di avanzamento (la base informativa del Cruscotto di cui parlavamo prima) ci sono poi i circa 40 collaboratori provenienti dai CRC regionali ed infine una decina di persone del CNIPA. Come si intuisce si tratta di un sistema informativo abbastanza esteso che connette oltre 350 utenze simultanee consentendoci di scambiare dati ed informazioni sia di tipo quantitativo, sui tempi, i costi, i servizi rilasciati, ecc. sia di tipo oggettivo, termine con cui individuiamo dati destrutturati che supportano e conferiscono validità ai dati numerici dichiarati. Riassumendo possiamo dire che c'è un lavoro automatico che riguarda la raccolta dati, attraverso specifici template per ogni progetto e la sincronizzazione temporale, ma c'è anche un lavoro di verifica fatto sul campo con la collaborazione dei monitori, del CNIPA e delle amministrazioni.

Quali sono i possibili utenti del portale?
 
     
     
Il Cruscotto è stato previsto per un'utenza vasta e variegata. La sua funzione è quella di garantire la trasparenza rispetto ai dati del monitoraggio e per questo non ci siamo posti vincoli di target. Naturalmente non arriviamo alla presunzione di pensare che l'utente finale sia il cittadino generico, soprattutto perché credo che le informazioni che un cittadino cerca siano per lo più quelle inerenti a quali tipi di servizi sono disponibili sul proprio territorio, e questo specifico compito è delegato alle amministrazione locali e alle loro iniziative di comunicazione. Sicuramente una larga fetta di utilizzatori del Cruscotto è rappresentata dai media, che possono superare, grazie ad esso, una serie di problemi, primo fra tutti l'invecchiamento dei dati. Altri stakeholder del Cruscotto sono le amministrazioni stesse, dato che la pubblicazione di dati comparativi relativi al monitoraggio stimola una sana competitività tra i progetti e determina anche il coinvolgimento degli strati politici che iniziano a capire che un buon risultato sulla governance dei progetti e-Gov provoca ricadute di immagine importanti. Ora se è vero che la responsabilità dei progetti compete allo strato dirigenziale è altrettanto vero che la pubblicazione di un dato innesca processi virtuosi di attenzione e di comunicazione. Anche per questo, fin dall'inizio, quando il Cruscotto era ancora in costruzione, abbiamo prodotto dei rapporti di sintesi semestrali che sono stati messi a disposizione e che si possono ancora scaricare dal nostro sito.
Esistono statistiche sulla risposta da parte degli utenti?
 
     
     

Dato l'uso estemporaneo per cui è pensato il Cruscotto abbiamo scelto di non impostare questionari di customer satisfaction. Per gli utenti più abituali, invece, all'inizio avevamo pensato ad una rilevazione sul funzionamento della base informativa, ma anche questa opzione è stata abbandonata dato lo stretto legame che si è venuto a creare con le amministrazioni. Legame che ha portato a confronti continui e feedback che perdurano tutt'oggi, dopo dodici mesi dall'avvio di questo strumento informatico.

 
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