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Al via la rete dei CST del Piemonte

del 02/03/2006

Un protocollo di intesa dello scorso settembre tra Regione ed Enti Locali del Piemonte ha dato il via alla costituzione degli otto Centri Servizi Territoriali che comporranno la struttura regionale. I CST, già concretamente avviati, sono strutturati in rete in modo da dare piena attuazione alle strategie condivise e coordinate a livello regionale per la realizzazione della Società dell'Informazione senza lasciare indietro nessuna realtà, nemmeno quelle dei piccoli Comuni al di sotto dei 5000 abitanti.

La rete

Considerando la struttura geografica della regione e, soprattutto, il rilevante numero di piccoli Comuni con meno di 5000 abitanti presenti sul territorio (il 90% dei 1.206 Comuni piemontesi) il modello scelto per la struttura regionale dei Centri Servizi Territoriali del Piemonte è stato quello della rete. Composta da 8 centri attivati nel mese di dicembre 2005 la rete coinvolge attualmente 922 piccoli Comuni con meno di 5.000 abitanti, e 47 Comuni di maggiori dimensioni. Un bacino di utenza complessivo di oltre 1 milione e 800 mila abitanti, che rappresenta un risultato lusinghiero se si considera il poco tempo avuto a disposizione per informare gli enti del territorio.
Il governo di questa rete eredita il paradigma della cooperazione interistituzionale che caratterizza tutte le iniziative piemontesi in materia di Società dell'Informazione:
La Regione si configura come soggetto promotore che definisce le linee guida complessive della rete in coerenza con il ruolo, definito dal piano regionale per l'e-Government, di ente realizzatore delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell'innovazione e fautore di opportunità per lo sviluppo locale;
Le Province assumono il ruolo di soggetti di indirizzo e coordinamento delle attività del CST di riferimento;
I piccoli Comuni e loro forme associate, fruitori sei servizi, coadiuvano le Province nei compiti di indirizzo e di controllo;
Le delegazioni regionali delle Associazioni di Enti locali (ANCI, UNCEM, Lega delle Autonomie Locali e Consulta dei Piccoli Comuni del Piemonte) promuovono il percorso partecipativo di costituzione dei CST attraverso attività di informazione ed assistenza ai Comuni;
Al CSI-Piemonte è attribuito il ruolo di soggetto gestore della rete dei CST piemontesi. Esso avrà cura di operare in una logica di apertura e confronto con le Aziende fornitrici di soluzioni e servizi ICT alle PA locali e di incentivare fortemente l'utilizzo di soluzioni open source e della logica del riuso dei servizi sviluppati.

L'organizzazione

Questa logica ramificata ed interconnessa che lega i vari attori istituzionali coinvolti nella rete dei CST è stata perseguita sin dall'inizio. L'atto di nascita di ogni CST è stato sancito, infatti, da un Accordo di Programma che le singole amministrazioni provinciali, in quanto capofila di ciascuna aggregazione, hanno stipulato con la Regione.
Ogni Centro Servizi ha sede formale presso la Provincia di competenza ed il suo governo diretto è affidato ad un Comitato di Pilotaggio, rappresentativo degli enti aderenti, la cui composizione è definita nell'ambito di ciascun Accordo di Programma. "I Comitati di Pilotaggio - ci spiega Claudia Simonato del CSI Piemonte - costituiscono un raccordo e un canale di comunicazione privilegiato per la trasmissione delle esigenze dei Comuni minori, a vantaggio dei quali è stata prevista l'iniziativa". Il coordinamento a livello regionale della intera rete dei CST, invece, viene garantito da un Comitato Guida composto da un referente individuato da ogni Comitato di Pilotaggio dei CST, da due rappresentanti della Regione, dai rappresentanti delle associazioni e da un rappresentante del CSI-Piemonte, quest'ultimo con compiti consultivi.

Cosa faranno

I CST appena avviati avranno il compito di:
Offrire una visione strategica dell'utilizzo delle ICT, attuando azioni di accompagnamento dei Comuni verso una consapevole pianificazione strategica dell'e-Government.
Consentire un accrescimento delle competenze attraverso consulenze che facilitino il trasferimento di know how relativo all'ICT attraverso collaborazioni con gli atenei e con soggetti detentori di conoscenza tecnica.
Semplificare le relazioni con i fornitori offrendo competenze utili alla selezione preliminare delle proposte, alla negoziazione dei contratti e garantendo il monitoraggio dei prezzi.
Realizzare il front-office dei servizi semplificando l'accesso ai benefici dell'amministrazione digitale per i cittadini e le imprese presenti nei territori dei piccoli Comuni piemontesi attraverso il riuso dei progetti sviluppati da altri enti.
Favorire la gestione associata di funzioni e servizi facendosene promotori per quel che riguarda la gestione dei servizi ICT.
Evidenziare la centralità dell'interscambio promuovendo i servizi di e-Government "Government to Government" sviluppati all'interno del multiprogetto "Sistema Piemonte".
Facilitare l'accesso ai servizi per cittadini ed imprese diventando sportelli dell'e-Government presso i quali i cittadini e le imprese, localizzate nei piccoli Comuni, possano trovare un intermediario tecnologico capace di svolgere le pratiche telematiche. I servizi offerti saranno o quelli base, ossia quelli già oggi a disposizione degli Enti locali aderenti alla RUPAR piemontese (connettività, accesso a banche dati, servizi cartografici, catasto e sistema informativo territoriale, semplificazione amministrativa, portale degli acquisti e-Procurement, ecc.) oppure Servizi a domanda specifica, rappresentati da quei servizi che ogni CST, sulla base delle proprie capacità organizzative e delle esigenze espresse dai Comuni aderenti, renderà disponibili "a consumo" ad ogni Comune che deciderà di aderire alla proposta.

Il finanziamento

Il finanziamento dei Centri Servizi Territoriali in Piemonte prevede due fonti. La prima è identificata dalla delibera CIPE n. 19/2004, che stanzia 3.890.700 €, destinati dalla Regione Piemonte al finanziamento di una strategia a favore dei piccoli Comuni per la costituzione di Centri Servizi Territoriali (CST), come descritto a grandi linee nel progetto inserito nell'Atto Integrativo dell´Accordo di Programma Quadro.
La seconda fonte di finanziamento è quella dell'Avviso CNIPA riferito alla terza linea di finanziamento della seconda fase dell'e-Government, con una quota a disposizione della Regione di circa 1,6 milioni di euro provenienti dalla Finanziaria 2003.

Un modello di Business autosufficiente in 36 mesi

Nelle linee guida per la realizzazione dei CST viene sottolineato il fatto che uno degli elementi di forza della rete di CST è l'assenza di sovrastrutture ad essa dedicate. In poche parole vuol dire che il progetto si connota per semplicità di gestione, economicità e facilità organizzativa.
Per quanto riguarda i costi di ciascun Centro molta enfasi viene posta sull'autosostentamento finanziario dei CST una volta operanti a regime. L'ipotesi, infatti, è che nel giro di tre anni dalla loro costituzione i Centri riescano a raggiungere un livello di conoscenze, capacità tecnologiche e dotazioni informatiche tale da proporre un vero e proprio modello di business per gli Enti aderenti con l'obiettivo di assicurare la copertura dei propri costi attraverso i ricavi derivanti dalla vendita di servizi a valore aggiunto.
In modo analogo si potrebbe operare per ciò che riguarda la formazione e la consulenza, i cui costi elevanti rappresentano un freno per i Comuni di piccole dimensioni. L'economicità di scala raggiungibile dai CST nella pianificazione, negoziazione ed acquisizione di servizi per la formazione dei dipendenti comunali, sarà in questo senso un elemento risolutivo.
Tale modello di business, naturalmente, sarà attuato in fasi successive. La gestione di un insieme così variegato e complesso di attività sarà frutto di un percorso ragionato e diluito nel tempo, soprattutto in vista della necessità di ottenere il consenso di tutti gli attori coinvolti, primi fra tutti i Comuni.

Approfondimenti

"In Piemonte la rete è un modo di pensare", un'intervista con Claudia Limonato dell'Area Progetti Interregionali di e-Government del CSI Piemonte

I Centri Servizi Territoriali ai nastri di partenza Dossier Altra pa del 14/07/05

La pagina web della RUPAR Piemonte dedicata alla rete dei CST

 
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