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In
Piemonte la "rete" è un modo di pensare Ne
parliamo con
Claudia
Simonato - dell'Area Progetti Interregionali di e-Government del CSI Piemonte del
02/03/2006
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| Quale
è lo stato di penetrazione dell'e-Government sul territorio piemontese? | |
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La
progettualità relativa all'e-Government in Piemonte si è sempre
espressa in modo ampio, ma concertato. La strategia della condivisione delle linee
d'azione in questo campoè garanzia di rispondenza alle necessità
del territorio ed ha costituito la chiave di volta per il successo delle politiche
di innovazione regionali. Proprio secondo questo principio, infatti, gli Enti
piemontesi hanno risposto alla prima fase dell'e-Gov con il Multi-progetto Sistema
Piemonte, una proposta di 6 progetti integrati che ha visto un'azione coordinata
ed ispirata a criteri di sussidiarietà, dei diversi livelli amministrativi
(la Regione, le 8 Province, oltre 50 Comuni). Con la seconda fase dell'e-Government
il coinvolgimento degli Enti del territorio è orientato alla diffusione
delle buone pratiche realizzate, anche attraverso l'individuazione di sinergie
interregionali e l'adozione di iniziative per il coinvolgimento degli enti di
minori dimensioni. I Centri Servizi Territoriali si configurano come la soluzione
ottimale per il raggiungimento di un livello critico di utenza: gli Enti minori,
che rappresentano oltre il 90% del territorio piemontese, saranno coinvolti attraverso
la messa a disposizione di servizi di e-Gov rispondenti alle loro necessità. La
Regione Piemonte sta inoltre prevedendo importanti investimenti per l'infrastrutturazione
del territorio con larga banda (programma Wi-Pie), pre-condizione necessaria alla
fruizione/erogazione dei servizi on line. |
| Una
notizia del dicembre scorso annunciava la costituzione di tutti e otto i CST del
Piemonte. Operativamente a che punto siamo? | |
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| Nel
mese di dicembre sono stati formalmente avviati gli otto Centri Servizi Territoriali,
uno in ogni territorio provinciale. La Rete piemontese dei CST coinvolge attualmente
922 piccoli comuni, pari all'85% dei comuni con meno di 5.000 abitanti, oltre
a 47 comuni di maggiori dimensioni. Il bacino di utenza complessivo è di
oltre 1 milione e 800 mila abitanti, un risultato lusinghiero se si considera
il poco tempo avuto a disposizione per informare gli Enti del territorio. Un ruolo
importante in tal senso hanno avuto le associazioni rappresentative degli Enti
locali (UPP, ANCI Piemonte, UNCEM Piemonte, Lega delle Autonomie Locali e Consulta
Unitaria dei Piccoli Comuni) oltre alle amministrazioni Provinciali, mentre la
Regione Piemonte ha guidato l'organizzazione del processo. |
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Quale sarà la loro organizzazione? | |
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Ogni
Centro Servizi ha sede formale presso la Provincia di competenza. L'organo di
"governo" del Centro è il Comitato di Pilotaggio, composto da
rappresentanti di Regione, Provincia, Associazioni degli Enti Locali e da una
maggioranza di rappresentanti dei piccoli comuni. I Comitati di Pilotaggio costituiscono
un raccordo e un canale di comunicazione privilegiato per la trasmissione delle
esigenze dei Comuni minori, a vantaggio dei quali è stata prevista l'iniziativa. Un
Comitato Guida regionale ha infine il compito di coordinare tutti i Comitati di
Pilotaggio mantenendo l'omogeneità delle linee di azione del progetto.
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| Quale
sarà, precisamente, il ruolo dei Comitati di Pilotaggio? | |
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| Come
le dicevo il Comitato di Pilotaggio è il momento di sintesi delle esigenze
dei piccoli comuni, che vi partecipano in maggioranza, e l'organo decisionale
di ogni Centro. All'interno del Comitato di Pilotaggio si individuano le necessità
del territorio per ciò che riguarda l'informatizzazione, si identificano
i servizi prioritari da mettere a disposizione dei Comuni, si rendono note opportunità
già esistenti e si decidono le azioni di informazione da intraprendere
verso i Comuni rappresentati. I Comitati di Pilotaggio, ad esempio, hanno collaborato
a predisporre il contenuto progettuale da presentare in risposta al bando CNIPA
di pre-qualifica dei CST. Il Comitato di Pilotaggio è, soprattutto,
un canale di comunicazione privilegiato per i piccoli Comuni verso i livelli amministrativi
superiori (Province, Regione) e costituisce pertanto uno strumento di informazione
ideale per la definizione delle politiche locali. Del resto il processo di attivazione
dei Centri Servizi Territoriali si basa sulla profonda convinzione, diffusa a
tutti i livelli decisionali, che gli Enti Locali siano soggetti fondamentali nel
processo di sviluppo della Società dell'Informazione a livello territoriale
e interlocutori naturali nel rapporto tra la Pubblica Amministrazione, i cittadini
e le imprese. |
| Per
la creazione dei CST è stato redatto un apposito Protocollo di Intesa.
Potrebbe brevemente riassumercene i punti centrali? | |
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| Il
Protocollo di Intesa è un ulteriore esempio delle modalità di concertazione
solitamente seguite in Piemonte. È frutto di una condivisione dei contenuti
avvenuta con le Associazioni rappresentative degli Enti Locali ed ha ricevuto
il parere favorevole della Conferenza Regione-Autonomie Locali nel settembre 2005.
Il Protocollo individua a grandi linee le modalità di avvio, gli obiettivi,
l'organizzazione del funzionamento dei Centri, le tipologie di servizi che il
CST potrà erogare, oltre a definire i ruoli degli enti partecipanti. In
particolare la Regione si configura come soggetto promotore della Rete Piemontese
dei CST, in coerenza con il ruolo, definito dal piano piemontese per l'e-Government,
di ente realizzatore delle infrastrutture necessarie allo sviluppo dell'e-Government
e fautore di opportunità per lo sviluppo locale. Le Province piemontesi
assumono il ruolo di soggetti coordinatori, sia in quanto enti ai quali l'ordinamento
delle autonomie locali assegna compiti di assistenza tecnica verso i Comuni, sia
in quanto interlocutori di primo piano nelle azioni di sostegno ed accompagnamento
dei piccoli Comuni, secondo i principi di sussidiarietà e di cooperazione
interistituzionale. Ai piccoli Comuni e loro forme associative, viene affidato
il compito di indirizzo e controllo della Rete regionale di CST. |
| Il
Piemonte è senza ombra di dubbio una delle Regioni più all'avanguardia
nella condivisione dell'Innovazione. In questo senso non sarebbe stato preferibile
puntare alla standardizzazione e alla condivisione, piuttosto che realizzare 8
CST differenti? | | |
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Come
detto in precedenza, anche l'iniziativa relativa ai CST è nata nell'ottica
della condivisione e dell'integrazione istituzionale. La necessità di costituire
otto Centri nasce dall'opportunità di configurare la loro organizzazione
in modo da rappresentare efficacemente le specificità territoriali e i
fabbisogni di 1077 piccoli comuni (comuni di pianura, collina, montagna, aree
con difficoltà strutturali). Gli ambiti territoriali provinciali, intesi
come aree omogenee e la messa a frutto della competenza delle Province nella gestione
delle problematiche locali, hanno offerto una soluzione ottimale a questa esigenza,
mantenendo il coordinamento delle azioni attraverso il Comitato Guida.
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| Quale
è l'investimento previsto per la messa a regime di tutti i CST? | |
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| La
Regione Piemonte, ha destinato all'avvio dei CST, i fondi CIPE ex delibera 19/2004,
che prevede uno stanziamento di 3,9 milioni di euro in tre anni. Tali fondi,
rivolti ad aree sottoutilizzate, sono stati impegnati attraverso la stipula dell'Atto
Integrativo dell'Accordo di Programma Quadro per la Società dell'Informazione
sottoscritto dalla Regione Piemonte, dal Ministero dell'Economia e Finanze e dal
Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie. Ifinanziamenti previsti sono destinati,
appunto, all'avvio dei Centri ed alla ricognizione dei fabbisogni dei piccoli
Comuni necessaria per orientare l'attività di queste nuove strutture di
supporto. Con il secondo avviso CNIPA per i CST, ulteriori fondi saranno stanziati
per il finanziamento delle attività dei CST e, quindi, per la previsione
e la messa a disposizione di servizi. |
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La parte tecnologica sarà curata solo dal CSI Piemonte? | |
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| Il
CSI-Piemonte è individuato, nell'Atto integrativo dell'APQ, coerentemente
con il ruolo di Centro Tecnico della Rete Regionale, come soggetto gestore della
Rete dei CST e soggetto erogatore dei servizi di base (quelli oggi veicolati dalla
RUPAR e che nel tempo saranno sviluppati per conto della Regione Piemonte nel
quadro di iniziative quali il Patto per il Sistema Piemonte), dei servizi on line
per cittadini ed imprese sviluppati nel contesto del Multi-progetto Sistema Piemonte,
cui prima accennavo, e di tutti gli altri servizi destinati alla PA locale piemontese
con particolare riferimento alle soluzioni di interscambio e di cooperazione applicativa.
Tuttavia, come specificato nell'atto integrativo dell'APQ, il CSI-Piemonte opererà
in una logica di massima apertura nei confronti di fornitori terzi operanti sul
territorio, anche nell'ottica di incentivare fortemente l'utilizzo di soluzioni
open source ed il riuso di componenti già sviluppate, a tutto vantaggio
dell'imprenditoria del territorio. |
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