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A piccoli passi verso l'e-vote

del 19/01/2006

Scrutinio elettronico per il 25% dei seggi elettorali, voto a domicilio per gli elettori non trasportabili ed osservatori Osce nei seggi. Queste le principali novità del decreto legge del 3 gennaio scorso, con il quale, dopo la sperimentazione ligure nelle scorse amministrative regionali, l'Italia prosegue in direzione dell'e-vote.

Un po' di ordine

Nelle prossime elezioni politiche le tecnologie informatiche supporteranno "le fasi di scrutinio relative al conteggio, alla trasmissione ed alla aggregazione dei risultati elettorali per ciascun ufficio di sezione". Con il DL n°1 dello scorso 3 gennaio, il Ministero degli Interni e il Ministro per l'Innovazione annunciano lo scrutinio elettronico. L'Italia si muove a piccoli passi verso l'e-vote. L'operazione riguarderà 4 o 5 regioni italiane, il 25% dei seggi e circa 10 milioni di elettori. Quanto le tecnologie, in genere, e la rete, soprattutto, giocano un ruolo importante nel modo di fare politica lo abbiamo ben testato sulla nostra pelle negli ultimi anni: siti propaganda, blog, comunità on line, newsletter. La chiamano democrazia elettronica. Il nuovo spazio di comunicazione offerto dalle reti telematiche dà l'opportunità a tutti di essere continuamente aggiornati, di interagire con leader di opinione contribuendo anche alla definizione di agende politiche e strategie e dà anche l'opportunità di intervenire in modo più o meno vincolante nei processi decisionali. Infatti la rete non costituisce solo un ulteriore mezzo di propaganda politica e di informazione, ma può trasformare radicalmente il sistema di voto. Voto digitale, voto on line, scrutinio elettronico sono le prossime frontiere, ma va compreso come, pur trattandosi di facce della stessa medaglia, di livelli complementari, esse sono, però, profondamente distinte:

Voto elettronico: comunemente conosciuto come voto digitale "semplice" perché l'elettore esprime il proprio voto sempre nei seggi elettorali, ma non nelle tradizionali cabine con carta e penna, lo fa attraverso un pc.
Voto on line: l'elettore vota a distanza, usando la rete e a prescindere dal luogo in cui si trova.
Scrutinio elettronico: automazione della rilevazione dei risultati, scheda per scheda, delle fasi di conteggio dei risultati complessivi, e anche la trasmissione telematica ad un apposito Centro Nazionale Operativo per la raccolta e l'aggregazione dei risultati.

Cosa cambia?

In attesa, comunque, di poter davvero votare dal computer di casa o, più realmente, di recarci a votare in un seggio ed affidare il voto a un terminale, secondo quanto verrà sperimentato per noi elettori, per il momento non cambia praticamente nulla.
La "sperimentazione", se così si può chiamare visti i numeri (oltre il 20% dei seggi complessivi), riproporrà quanto è già stato fatto durante Europee del 2004, quando 1.500 seggi elettorali hanno sperimentato lo spoglio digitale, e durante le elezioni regionali della Liguria della primavera scorsa, dove tutti i seggi sono stati scrutinati elettronicamente.
Anzi nel caso ligure la sperimentazione è stata piuttosto avanzata: è consistita nell'automazione della procedura di spoglio delle schede tramite un sistema elettronico di acquisizione dei dati del voto, e si è svolta insieme alla tradizionale operazione di scrutinio prevista dalla normativa in vigore. I risultati del voto nelle sue due componenti (simbolo e preferenza), attribuite scheda per scheda dal presidente del seggio, sono state registrate su un computer e visualizzate su un monitor che permettesse al presidente ed agli scrutatori di verificare la correttezza dell'immissione, eliminando le possibilità di errore ed ottenendo la disponibilità dei dati in pochi istanti.
Nelle prossime elezioni i
seggi che lavoreranno con questa modalità saranno molti di più e per quelli che verranno selezionati (le anticipazioni confermerebbero le amministrazioni già coinvolte nelle precedenti consultazioni), per la prima volta al loro interno sarà nominato un Operatore Informatico, inserito nell'ambito dell'ufficio elettorale di sezione. L'operatore sarà scelto dal MIT e seguirà la raccolta dei dati attraverso l'uso di diverse memorie usb, criptate e codificate in modo da impedire scambi, inserite in un computer centrale. La trasmissione dei dati avviane attraverso una rete dedicata e sicura. Se poi il risultato ottenuto con lo scrutinio elettronico dovesse essere diverso da quello ottenuto con il sistema tradizionale, sarà questo secondo ad essere considerato prevalente.
È comunque un inizio a cui si affiancano anche i progetti paralleli annunciati dallo stesso Ministro Stanca come l'automazione del processo di proclamazione e convalida degli eletti "allo scopo di verificare metodologie e strumenti idonei a razionalizzare tale fase in termini di riduzione della manualità, dei tempi di processo e di aumento del complessivo livello di sicurezza e di integrità dei dati".

Brevi considerazioni

Prima di andare troppo oltre e rischiare di scoprire che era solo la reminescenza di un romanzo di Asimov è bene fare qualche precisazione. L'automazione delle procedura di spoglio di certo consentirà risparmi di tempo, di costi e di errore nelle operazioni di scrutinio, ma questo solo a patto che venga adeguata la struttura stessa del seggio tradizionale, sia in termini di dotazione informatica (pc, lettore ottico, memoria flash per ogni sezione), sia in termini di personale impiegato.
Per il momento prepariamoci a votare in modo tradizionale senza stupirci troppo se vediamo gironzolare per i seggi qualche faccia non conosciuta: sono gli osservatori Ocse! Come ha spiegato bene il Ministro dell'Interno, nei seggi elettorali possono entrare soltanto cittadini che abbiano diritto al voto, muniti del certificato elettorale. Quindi per gli ispettori è stata necessaria una norma che li metta nella stessa posizione dei cittadini con diritto al voto.

Approfondimenti

Regione Liguria: e-vote, l'esperienza insegna - Ne parliamo con Vanda Puglisi, dirigente Settore Affari Istituzionali Giuidici e Legislativi della Regione Liguria

 
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