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TMPL2
Il
NAP occasione per il territorio Ne
parliamo con
Giovanni
Armanino - responsabile progetto TIX del
19/01/06
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| Potrebbe
spiegarci in maniera semplice la differenza tra la RTRT e il TIX? Non sono entrambi
infrastrutture di connettività? | |
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Entrambe
sono infrastrutture dedicate al trasporto, ma con notevoli differenze. La Rete
Telematica della Regione Toscana, infatti, è propriamente una rete dedicata,
acquisita tramite gara pubblica e gestita in outsourcing, che connette oltre 200
soggetti in modalità permanente utilizzando diverse tecnologie. Il TIX
è, invece, un insieme di cose differenti. Innanzitutto è un Neutral
Access Point (NAP) cioè un nodo di interscambio tra diversi provider, compresa
la stessa RTRT. In secondo luogo è un Centro Servizi per la rete telematica
Regionale, ed infine è un nodo della RTRT verso il mondo esterno.
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| Mentre
prima come avveniva la connessione ad internet della RTRT? | |
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| Era
un meccanismo più o meno simile, ma gestito internamente dal nostro CED.
L'esternalizzazione ci ha concesso il valore aggiunto di poter passare da una
rete mono-fornitore ad una multi-fornitore, con tutti i vantaggi economici e di
traffico derivati. Possiamo dire che è stato il primo tentativo in Italia
che ha provato a spingersi in questa direzione e, di certo, è un tentativo
riuscito. |
| Da
dove nasce l'idea del NAP toscano? | |
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L'idea
è nata nel 2001 per tentare di realizzare una rete multi-fornitore che
offrisse uno stimolo al mercato. Invece di consegnare la connettività nelle
mani di un unico fornitore nazionale, abbiamo preferito offrire la possibilità
ad una serie di attori locali che, con alterne vicende, sono riusciti ad inserirsi
sul mercato e a coprire zone più o meno vaste della nostra regione. Probabilmente
indicendo una gara vera e propria tutte queste piccole realtà sarebbero
rimaste fuori dal gioco. Un'infrastruttura di NAP è una grossa opportunità
per provider locali e consente anche il contatto tra operatori piccoli e grandi,
direttamente sul nostro territorio, senza la necessità di recarsi a Milano
o a Roma. La nostra è stata, innanzitutto, un'azione di vivacizzazione
del sistema toscano sia dal punto di vista infrastrutturale che produttivo. Inoltre,
il NAP offre uno sbocco reale a tutti quei progetti di cablaggio nati spontaneamente
in ambito locale che altrimenti, avrebbero potuto rischiare di rimanere isolati,
o avrebbero richiesto ulteriori investimenti per aprirsi all'esterno. |
| Quali
sono i benefici economici che potrebbero derivarne per la PA locale o per il mercato
consumer? | | |
| | L'RTRT
è un'isola all'interno della quale il traffico è pressoché
gratuito. Ma questa isola va, però, collegata ad internet tramite dei fornitori.
Il che equivale ad un costo. Il NAP ci consente di scambiare gratuitamente il
traffico con tutti i fornitori che hanno aderito, consentendoci di ottenere notevoli
risparmi. Basti pensare che come disponibilità di banda, possiamo arrivare
addirittura ad 1 Gigabit, mentre ne paghiamo attualmente solo 170 Mbit. Per
quanto riguarda il mercato esterno, invece, il NAP è un'infrastruttura
pubblica a tutti gli effetti: se due provider si scambiano traffico, ne ottengono
un beneficio, indipendentemente dai rapporti che hanno con l'amministrazione regionale.
Anche il Centro Servizi, seppure dedicato alla Pubblica Amministrazione, è,
però, pensato per accogliere in housing apparati di servizi in ASP, purché
offrano servizi alla PA. L'apertura al privato c'è, dunque, purché
questo abbia dei rapporti forti con al Pubblica Amministrazione. |
| Il
TIX consentirà alla RTRT di erogare nuovi servizi? | |
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Il
miglior vantaggio per gli utenti riguarda la garanzia di affidabilità,
qualità e sicurezza. Ovviamente la parte di Centro Servizi è
poi diventata il cuore della maggior parte dei servizi infrastrutturali ed applicativi
della rete della Pubblica Amministrazione toscana. In particolare è il
centro della cooperazione applicativa, che consente la comunicazione tra le applicazioni
dei differenti enti. E' il centro per il servizio di accesso sicuro, che al momento
è in fase di attivazione e che consentirà erogare tutti quei servizi
per cui è richiesta l'identificazione dell'utente. E' il centro per
protocollo
elettronico e molto altro. In pratica, ad oggi tutti i progetti di e-toscana
hanno il loro cuore all'interno del TIX, compresi quelli in sperimentazione, come
il Digitale Terrestre. In questo modo, pur interagendo con pubbliche amministrazioni
indipendenti, il TIX ci permette di offrire servizi procedendo di pari passo e
minimizzando gli sprechi. |
| Quale
è il modello organizzativo sul quale funziona il TIX? | |
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| L'adesione
dei singoli enti all'RTRT implica l'adesione ad un modello organizzativo. L'RTRT,
infatti, non è solo una rete di fili, ma è un modello organizzativo
vero e proprio. A testimonianza di ciò possiamo citare il fatto che la
legge regionale sulla Società dell'Informazione regolamenta l'adesione
degli enti al modello organizzativo RTRT definito come un'assemblea a cui aderiscono
i sindaci, o i loro rappresentati, di tutti i Comuni. Il modello organizzativo
si basa, quindi, su una compartecipazione di tutti gli enti nel processo decisionale.
La Regione tramite le sue strutture è il braccio operativo, mentre ai Comuni
e agli altri enti locali è demandato il compito di gestire "l'ultimo
miglio" in tutte le sue applicazioni, sia che si parli di connettività
che di servizi applicativi. Per la gestione operativa dell'TIX la Regione si è
affidata, invece, a contratti in outsourcing. |
| Quali
sono i possibili sviluppi del progetto a livello nazionale? | |
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| Il
TIX è operativo e a pieno regime sin dal giugno 2003. Il sistema di monitoraggio,
accessibile pubblicamente on line, evidenzia come i livelli di traffico settimanali,
mensili ed annuali, registrano una crescita costante. A questi risultati "interni"
vanno aggiunti quelli esterni. Come rappresentante della Regione Toscana ho partecipato
personalmente ai lavori di progettazione del Sistema Pubblico di Connettività
(SPC), durante i quali il TIX è stato presentato come uno dei NAP di interscambio
tra Internet Service Provider qualificati. Questo è, infatti, un servizio
che offriamo già, ma il progetto più significativo che stiamo portando
avanti e che vedrà la luce a brevissimo, è un collegamento con il
TOP-IX della Regione
Piemonte, l'unico altro NAP nato su spinta pubblica in Italia, per l'evoluzione
della rete interregionale in ottica SPC. In pratica, visto che attualmente la
gara per il SPC ha chiamato in causa solo gli enti centrali, stiamo lavorando
alla realizzazione di quella parte del progetto delegata alle Regioni. |
| In
Italia esistono solo 4 NAP, due pubblici e due privati? Potrebbe essere un problema
per lo sviluppo di una rete nazionale delle PA locali? | |
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| La
necessità di NAP nasce solo per quei territori in cui si presenta una pluralità
di provider privati. Costruire un NAP in una regione raggiunta da un solo fornitore
potrebbe essere, quindi, un investimento superfluo, se non addirittura uno spreco
di risorse. In Toscana il progetto ha puntato proprio ad una spinta al sistema
produttivo che in altre parti di Italia non sarebbe possibile. Il NAP non è
assolutamente un passaggio obbligato per arrivare alla realizzazione di una rete
interregionale. Quelli attuali, infatti, i due pubblici e i due privati, a mio
avviso sono più che sufficienti per garantire una piattaforma multi-fornitore.
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