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Dall'ABC del web semantico ai campi applicativi
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Abbiamo
parlato di web semantico solo qualche settimana fa: definizioni, funzionalità,
standard e tecnologie. Una sorta di ABC che ci ha permesso di saperne
di più su questo nuovo modo molto più semplice, di reperire
informazioni sul web e non solo, grazie ad una classificazione universale
dei contenuti. Continuiamo ad approfondire l'argomento soffermandoci questa
volta sulle prospettive di sviluppo di sistemi informatici basati sulle
logiche descrittive nel campo dell'e-government e come possono essere
impiegate per migliorare l'automazione dei sistemi informativi della PA.
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Premessa
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Le
tecnologie e le logiche del web semantico hanno permesso un ulteriore
passo avanti rispetto alla semplificazione dell'accesso e della ricerca
di informazioni sul web e anche nei sistemi di raccolta di dati interni
ad una struttura. Già i motori di ricerca come Google o anche gli
indici strutturati come Yahoo permettono a chiunque di districarsi all'interno
della massa sterminata di documenti presenti sulla rete, ma abbiamo visto
come attraverso il web semantico è possibile elaborare e confrontare
di un maggior numero di informazioni da parte dei computer partendo dalla
relazione semantica dei significati di ogni singola informazione/dato.
La portata di questo ulteriore approccio e della sua tecnologia avrà
forti conseguenze anche nei processi della pubblica amministrazione. Questo
perché il web semantico permette di dare "intelligenza"
alle risorse informative rendendole analizzabili da software. In poche
parole è possibile progettare agenti software mobili "intelligenti"
in grado di riconoscere determinate informazioni semantiche e di svolgere
specifiche operazioni in modo del tutto automatico. In un'ipotesi possibile
ma ancora avveniristica grazie alle logiche descrittive e le ontologie
del web semantico ad esempio, sarà possibile progettare un software
in grado di riconoscere, grazie alla struttura semantica, i documenti
sanitari relativi ad un utente. Questo agente potrà allora mandare
i documenti al medico di fiducia, memorizzarle nel suo database, sottoporle
all'attenzione del medico stesso che in modo molto semplice potrà
emettere ricetta medica la quale sarà valutata da altri agenti
che invieranno al paziente automaticamente i farmaci richiesti richiedendo
il pagamento o effettuandolo automaticamente qualora il paziente abbia
già effettuato acquisti presso quella determinata casa farmaceutica.
Ma rimaniamo con i piedi per terra e cerchiamo di capire perché
uno dei più interessanti campi applicativi del web semantico è
proprio l'e-government.
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E-government
e semantica
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Da
un punto di vista dello sviluppo dell'e-government la necessità
di pensare a una descrizione semantica dei contenuti applicativi permetterebbe
di intervenire sul front office ma anche sul back office dei nostri uffici
pubblici. Nel primo caso perché fornisce sistemi avanzati di accesso
ai servizi telematici in base al contenuto semantico, nel secondo perché
definisce e rende condivisibile il contenuto semantico dei servizi applicativi
che costituiscono l'integrazione dei sistemi informativi delle amministrazioni.
"Con il web semantico ci sarebbe la possibilità di definire
le condizioni per l'esecuzione di certi tipi di pratiche amministrative
in modo chiaro e completo, lasciando poi a un sistema automatico l'analisi
delle singole richieste degli utenti", ci ha spiegato Marco
Colombetti, docente del Politecnico di Milano, "il sistema
potrebbe segnalare situazioni difettose o anomale, indicando ad esempio
quali operazioni preliminari vanno compiute perché una pratica
possa essere evasa.". Da un lato quindi l'e-government che ha
come obiettivo quello di fornire servizi telematici efficienti ai cittadini
e alle imprese attraverso modelli di front office omogenei e attraverso
un modello condiviso di integrazione dei back office delle amministrazioni,
dall'altro la semantica che parte dal presupposto nell'elaborare informazioni
o dati l'applicazione attraverso cui si fa questo è uno strumento
mentre il valore sta nell'informazione. In pratica potremmo dire che il
modello di dati del web semantico è direttamente connesso con il
modello dei database relazionali, principali strumenti di gestione dell'informazione
nella pa. Un database relazionale è fatto di tabelle, che sono
fatte di righe, o records. Ogni record è fatto di un gruppo di
campi. Il record altro non è che il contenuto dei suoi campi, proprio
come un nodo Resource Description Framework (RDF), standard del semantic
web, altro non è che il contenuto delle sue connessioni.
Nel suo sviluppo quindi, l'e-government dovrà tenere conto dell'importanza
dei contenuti e quindi del valore delle informazioni. Considerando quanto
fatto fino ad ora, risponde bene agli obiettivi di condivisione e integrazione
di contenuti la struttura pensata per il Sistema Pubblico di cooperazione
applicativa (SPCoop). In particolare, in un'ottica semantica,
bisogna passare da una concezione dall'iniziale Sistema Pubblico di
Connettività (SPC) inteso come infrastruttura trasmissiva
di connessione, al dialogo, e cioè ad una infrastruttura tecnologica
a supporto della comunicazione telematica, come strumento di raccordo,
coordinamento, integrazione di processi..
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La
cooperazione applicativa
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Il
SPC è "l'insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole
tecniche, per lo sviluppo, la condivisione, l'integrazione e la diffusione
del patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione,
necessarie per assicurare l'interoperabilità di base ed evoluta
e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi,
garantendo la sicurezza, la riservatezza delle informazioni, nonché
la salvaguardia e l'autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica
amministrazione." (Decreto L.g.vo 42/2005)
In particolare la parte di cooperazione applicativa è finalizzata
all'interazione tra i sistemi informatici delle pubbliche amministrazioni
per garantire l'integrazione delle informazioni e dei procedimenti amministrativi.
Molto lavoro è stato dedicato alla definizione della "fonologia"
della "sintassi" del linguaggio comune per l'ICT nella pa: connettività,
protocolli, middleware, integrazione ma affrontare compiutamente questi
temi oggi, richiede che si entri
nel territorio della semantica. Quindi se la finalità principale
della cooperazione applicativa è la realizzazione di modello in
grado di astrarre dalle implementazioni comportamenti e livelli di servizio
formali, non si esaurisce però in questo. Oltre al coordinamento
dei servizi per lo scambio dei dati, è necessaria una rappresentazione
formale dei contenuti semantici, dei significati delle informazioni veicolate
attraverso i servizi attraverso la definizione di una logica di cooperazione
condivisa.
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Dall'interoperabilità
all'integrazione
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Architetture
e tecnologie
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Con
tutti i loro limiti, le tecnologie del web semantico sono potenti e potenzialmente
utilissime. Ci sono attualmente quasi tutte le condizioni per l'adozione
di queste tecnologie da parte delle imprese e delle amministrazioni pubbliche
anche è ancora insufficiente la diffusione delle competenze tecniche
necessarie. Come abbaiamo già anticipato nel precedente dossier,
queste tecnologie hanno come ""oggetto" da gestire dati
e servizi. Rispetto ai dati tradizionalmente le architetture più
utilizzate spaziano da quelle che integrano schemi, a quelle che si basano
su basi dati distribuite (la sorgente dei dati dipende da un'organizzazione
unica) fino basi dati federate (la sorgente dei dati è autonoma).
Grazie alle ontologie e alle logiche descrittive del web semantico si
fa un ulteriore passo avanti che permette di sviluppare architetture in
grado di confrontare e computare i dati, le informazioni. In questo senso
è stato elaborato il sistema QuOnto. Sviluppato dal Dipartimento
di Informatica e Sistemistica dell'Università di Roma La Sapienza,
consente di modellare, gestire ed interrogare ontologie in una logica
descrittiva permettendo di raggiungere il compromesso ottimale tra espressività
ed efficienza del ragionamento e nell'accesso a grandi quantità
di dati. Un altro esempio di sistema sviluppato secondo logiche descrittive
è SWAPit, sviluppato Fraunhofer-Institute of Applied Information
Technology Sankt Augustin & Aachen, in Germania e consente la rilevazione
dei rapporti semantici fra i documenti di testo e fonti di dati collegate.
Infine, a fronte dell'esigenza di integrazione di dati e servizi, è
nato Colombo, sistema in via di sviluppo nell'ambito di un progetto di
ricerca condotto da DIS-UNIROMA1 e Bell Lab, che ha lo scopo di realizzare
un sistema che sia in grado di ragionare sui servizi descrivendolo a a
livello della ontologia, quindi astraendo il processo che sottostà
a quella determinata dinamica.
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