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Rapino, quando le piccole dimensioni sono un vantaggio

Ne parliamo con

Rocco Micucci - Sindaco di Rapino

Che tipo di Comune è il vostro?
 
     
     

Il nostro è un Comune piccolo: 1500 abitanti circa su un territorio classificato montano, all'interno del parco nazionale della Maiella, che va dai 400 mt, fino ai 2000 delle stazioni sciistiche della Maielletta. Questa differenza tra la posizione del paese abitato e gli impianti sportivi fa si che la nostra economia sia influenzata dal turismo solo in modo marginale, anche se siamo sempre un borgo all'interno del parco della Maiella ed abbiamo alcune attività artigianali consolidate, come quella della ceramica, che rafforzano la nostra vocazione turistica.

Un Comune di queste dimensioni che necessità ha di avere servizi informatizzati? Quale è stata la vostra esperienza?
 
     
     

Attualmente qualunque Comune ha, non solo al necessità, ma il dovere di facilitare il rapporto burocratico con i cittadini, liberandoli dalle costrizioni di tempo e di luogo, sfruttando le opportunità della tecnologia. Inoltre l'innovazione tecnologica permette di compensare anche la poca disponibilità di risorse umane, che non bisogna mai dimenticarlo, è un'altra delle grosse difficoltà di un piccolo comune.
La nostra particolare esperienza è nata dal fatto che noi stessi, prima di essere amministratori, siamo cittadini e vivendo nel nostro paese ci accorgiamo anche di ciò che può essere migliorato, misurandolo sulla nostra esperienza personale. Partendo da questo abbiamo constatato che alcuni servizi comunali richiedevano un notevole dispendio di tempo da parte dei cittadini, mentre invece oggi gli stessi risultati si possono ottenere in maniera molto diversa e più semplice. L'idea è stata, dunque, quella di elaborare un nostro progetto e proporlo, circa un anno fa, alla banca che cura la tesoreria comunale. La banca, ben lieta di sponsorizzare l'iniziativa, ci ha messo a disposizione le risorse competenti per realizzare il portale e tutti gli altri servizi innovativi che grazie al portale siamo riusciti ad offrire ai nostri cittadini, ultimo in ordine di tempo la Carta Insieme, il borsellino elettronico prepagato per usufruire dei servizio comunali.

Tra i servizi proposti ve ne sono alcuni particolarmente innovativi come quello che utilizza il telefonino o il blog comunale. Che riscontro avete avuto?
 
     
     
In effetti tutto il nostro progetto punta molto sulla democrazia elettronica e questi strumenti che lei citava sono proprio due mezzi di partecipazione avanzata. Le potenzialità di un sito web sono molte di più rispetto alla sola informazione, e noi abbiamo deciso di sfruttarle il più possibile, prima fra tutte la possibilità di interazione con il cittadino. L'esperienza del telefonino è stata la prima che abbiamo avviato. Partita già tre anni fa ci ha permesso di raggiungere in maniera puntuale e capillare la cittadinanza dando informazioni di notevole importanza in tempo reale, si pensi ad esempio alla comunicazione relativa alla chiusura delle scuole durante i periodi di forte nevicata, ma anche l'eventistica, le scadenze eccetera. Il fatto che, per motivi di privacy, si tratti di servizi per cui è necessaria la registrazione ci ha permesso anche di avere subito un riscontro di tipo quantitativo, che è stato ottimo. Nonostante la nostra popolazione sia a maggioranza anziana, abbiamo avuto, infatti, riscontri notevoli proprio dalle fasce di popolazione generalmente meno proponse alla tecnologia e al cambiamento. Ad esempio la nostra carta ricaricabile è stata richiesta da oltre il 50% delle famiglie, ed i servizi sul telefonino, specie quelli specifici per la terza età, sono molto graditi. Si tratta, infatti, di strumenti trasversali che coprono tutta la popolazione, a differenza, magari del portale che invece è destinato a fasce più giovani.
Come vengono gestiti il portale ed i vari servizi, vi appoggiate ad un fornitore o fate tutto "in casa"?
 
     
     
La progettazione è stata fatta letteralmente da noi, mentre per la realizzazione ci siamo, ovviamente, appoggiati ad un'impresa collegata alla nostra banca. Per quanto riguarda, invece, la gestione redazionale ci siamo avvalsi di personale a contratto che, insieme ad altri servizi, gestisce anche questo tipo di mansioni. C'è quindi una collaborazione tra personale dipendente, amministrazione e personale a contratto.
Nel nostro Paese uno tra gli ostacoli della diffusione di servizi ad alta interattività, è la mancanza di fiducia negli strumenti di pagamento elettronico (carte di credito). Come avete affrontato il problema?
 
     
     

Proprio questa è stata l'intuizione che ha guidato il progetto fin dalle fase iniziale. Non ci siamo, cioè, limitati a duplicare un sistema di pagamento simile a quello delle tradizionali carte di credito, sia per non creare una sovrapposizione, sia perché eravamo consci del fatto che il cittadino ha ancora timore di usare questo tipo di meccanismi. Il nostro sistema supera queste remore perché è un sistema dedicato e non può essere utilizzato per servizi differenti da quelli per cui è stato concepito. I soldi non viaggiano su internet, ma al momento della ricarica vengono depositati su un conto virtuale per poi essere scalati al momento dell'uso del servizio. Altra cosa intelligente è stata quella di associare al codice della carta non solo il titolare, ma tutti suoi familiari. In questo modo si possono iscrivere più persone ad uno stesso servizio o a servizi differenti, senza bisogno di duplicare lo strumento ed i codici, il che è una semplificazione notevole.

Quali sono servizi attivi?
 
     
     
Innanzitutto ci sono i servizi scolastici come il servizio mensa e quello di trasporto, che hanno eliminato tutta la carta e le lungaggini burocratiche ad esse legate, sostituendole con un semplice database su un palmare che permette di spuntare le presenze dei singoli alunni. Ciò ha comportato uno snellimento delle procedure ed ha liberato il genitore da costrizioni di tempo e di luogo. La possibilità di una piccola apertura di credito sulla carta, infine, ha permesso anche di venire incontro ad un problema sociale, rispetto a tutte quelle famiglie, e le posso assicurare che non sono poche, che faticano ad arrivare a fine mese.
Ci sono poi tutti gli altri servizi alla famiglia ed in particolare agli anziani come la mobilità interna. I servizi a pagamento localizzati, come la biblioteca e la possibilità di credito a tempo per la connessione ad internet presso l'internet point del Comune. L'ultima gamma di servizi sono, infine, quelli di autentificazione che permettono l'accesso ad informazioni riservate, come la possibilità di seguire la propria pratica edilizia. La carta è, quindi, una specie di chiave che apre la porta ad una moltitudine di servizi.
Quale è l'investimento complessivo del Comune nell'Innovazione tecnologica e nei servizi on line?
 
     
     

Per quanto riguarda il sito web ed in particolar modo la Carta Insieme, che è l'elemento più interessante e, naturalmente, anche quello che ha richiesto più investimenti ed attenzione, l'impegno è stato di circa 30.000 euro per la realizzazione del sistema, e di 15.000 per la gestione. Bisogna tenere presente, però, che almeno il 50% di questi costi sono stati coperti dal nostro partner bancario che, ovviamente, ha sponsorizzato il progetto non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche di immagine.

Che tipo di ritorni vi attendete?
 
     
     

Il ritorno di immagine è stato straordinario, ed il convegno di presentazione, oltre ad essere stato apprezzato moltissimo dall'ANCI e dall'ANCITEL, che si sono impeganti a diffondere la nostra esperienza su scala nazionale, ci ha fatto mettere in contatto con altre amministrazioni interessate a poter replicare il nostro progetto sul loro territorio. Ovviamente non ci aspettavamo un ritorno economico, dato che tutti i servizi sono gratuiti, comprese le spese di gestione e ricarica della carta. Per il cittadino non ci sono costi, ma solo vantaggi, mentre i vantaggi per il Comune coinvolgono l'eliminazione di tutte le spese di cancelleria inerenti ai passaggi di carta sostituiti dal procssi telematici e, soprattutto, il recupero di ore lavorative di personale prima addetto specificatamente a queste mansioni. Altro vantaggio è l'eliminazione quasi totale della circolazione di denaro contante all'interno del Comune.

Cosa prevedete per il futuro? Ci sono progetti di integrazione con le altre istituzioni del territorio?
 
     
     
Sicuramente ci sono possibilità di espansione e di coinvolgimento di altre realtà. Noi siamo, infatti, collegati ad altri progetti importanti di e-Government, ma ciò che più ci interessa è l'avvento dei CST. Con l'Ancitel, infatti, stiamo lavorando per estendere la Carta Insieme come servizio dei CST. Il nostro strumento può essere, infatti, proprio la chiave di volta per la penetrazione e l'informatizzazione della popolazione più restia. Superando le diffidenze nei confronti delle carte di pagamento elettroniche il cittadino non ha più bisogno di muoversi e di passare da un ufficio all'altro, ma può adempire ai propri doveri in qualunque ora di qualunque giorno standosene comodamente a casa propria.
Stiamo poi ragionando su altri progetti legati all'innovazione, ed in particolare stiamo lavorando ad un sistema di audiogida tramite GSM. Un sistema che permette di ricevere informazioni di tipo turistico ricettivo attraverso un numero telefonico. Tutto ciò sarà automatico e gestito sempre dal nostro sito. Anche questo potrebbe essere un servizio esportabile in altri contesti, primo fra tutti quello del parco nazionale.
Le dimensioni di Rapino quanto hanno inciso sul vostro successo?
 
     
     
Il fatto di essere un piccolo Comune, come dicevamo all'inizio è certamente un fattore limitante per capacità economica e di personale, ma è stato anche un forte vantaggio perché ci ha permesso, innanzitutto, di cogliere le reali esigenze della nostra popolazione ed in secondo luogo di attuare in tempo brevissimo il nostro progetto senza lungaggini burocratiche. La forza è stata quella di aver ragionato più da cittadini che da amministratori.
 
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