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ne parliamo con
 

A servizio della tutela ambientale

 

Ne parliamo con

Maurizio Ferla- Tenente Colonnello Capo Ufficio Sistemi Telematici del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri

Ci descrive brevemente cosa si propone il Comando Generale dei Carabinieri con il progetto SITA?
 
         
         

Attraverso il sistema SITA stiamo provvedendo a realizzare un sistema completo che parte da strumenti elettronici per la raccolta di dati fino alla veicolazione di questi dati verso un sistema centrale che è la banca dati, vero cuore del sistema. Infatti Per l'intero SITA è composto da un lato da una struttura di Centro Elaborazione Dati (CED) e dall'altra da tutti gli strumenti che permettono la raccolta di questi dati come ad esempio, il complesso sistema di sensoristica che consente telerilevamenti, o tutte le strumentazioni multimediali per catturare immagini da satellite, ortofoto, immagini da elicottero, videoriprese.

Il progetto, finanziato nell'ambito del PON "Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia" riguarda le Regioni a Obiettivo 1? Per il futuro è prevista l'estensione dei territori da monitorare?
 
         
         

L'intervento essendo cofinanziato dall'UE in questo momento interessa le regioni in Obiettivo 1 ovvero Calabria, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Sardegna. E' chiaro che le potenzialità del sistema sono tali da essere estese a tutto il resto d'Italia. Senza anticipare le conclusioni, il sistema Sita è il momento principale e quindi la colonna vertebrale a cui faranno riferimento tutti gli enti deputati alla tutela del patrimonio naturale. Del resto bisogna considerare che le iniziative isolate che non tengono conto di ciò che già è stato fatto, molto spesso si rivelano non idonee a contrastare fenomeni di abuso o illecito in ambito ambientale.

Quindi tutela dell'ambiente a 360 gradi: da fenomeni di violazione e illecito fino a il "tradizionale" inquinamento. Attraverso SITA specificherete queste diverse realtà?
 
         
         
Quando si parla di prevenzione o più in generale di tutela dell'ambiente non si deve solamente pensare a quelle situazioni che incidono in modo "lecito" come il traffico, le polveri sottili, ecc. Queste sono problematiche congenite allo sviluppo e al progresso. Non dobbiamo però, dimenticare che gran parte della problematica della tutela ambientale si riferisce anche al momento di raccolta e smaltimento di rifiuti, non solo quelli solidi urbani, ma soprattutto quelli tossici e nocivi. Un dato per tutti: il giro di affari calcolato intorno al traffico illecito dei rifiuti è di oltre 132 miliardi di euro, pari a quello della droga e delle armi. La tutela dell'ambiente può essere vista in maniera isolata se noi viviamo in una città di due milioni di abitanti, milioni di autoveicoli che circolano ogni giorno. Se però parliamo di smaltimento di rifiuti pericolosi, ecomafie, abusi industriali allora ci poniamo su una dimensione nazionale e internazionale. È un problema che riguarda tutti. L'esperienza quotidiana ci dimostra come rifiuti prodotti in una parte del mondo vengono abilmente e furtivamente smaltiti e trasportati da un paese all'altro: succede in Italia come in Francia, Spagna e in altri Paesi di altri continenti. Noi provvediamo a reprimere ciò che avviene sul nostro territorio in concerto con le altre istituzioni internazionali.
Come la tecnologia può essere utile alla tutela dell'ambiente? Come funziona SITA?
 
         
         
La sensibilità sulla problematica di tutela ambientale è stata recepita dall'Arma ha già 20 anni fa con la nascita del NOE. Necessariamente è andata aumentando perché quella dell'ambiente è diventata una vera emergenza. Grazie tecnologie dal 2000 stiamo cercando di intervenire e assicurare condivisione e accesso alle informazioni che riguardano l'ambiente. SITA si compone di un CED e di un centro analisi e fotointerpretazione. Il CED, che è appunto la banca dati del sistema, è corredata da dati di diversa natura: cartografie, immagini satellitari, ortofoto, fotogrammetrie multispettrali. Tutte queste informazioni confluiscono, dopo essere state chiaramente interpretate, in un sistema che è in grado di comparare situazioni successive e di evidenziare le modifiche che sono intervenute in quella parte di territorio. Attraverso software si fanno delle comparazioni di tutto ciò che già c'è nella base dati con le riprese successive e consentire ad un operatore di vedere direttamente sul monitor del proprio pc in tempo reale, la cartella completa che riguarda quel territorio. Oltre a questi dati, in SITA verranno condivisi anche i dati raccolti da altre realtà e istituzioni come informazioni sul controllo delle acque, del suolo e combinati in un sistema di gestione geografica che consente al nostro operatore che interviene a fronte di una segnalazione, di avere tutte le informazioni sul caso.
Ma rispetto a tutto quello che è successo e sta succedendo all'ambiente nell'ultimo anno dai maremoti in Asia all'impatto di grandi opere su suggestivi paesaggi del nostro territorio, come la Val di Susa, il sistema SITA come interverrebbe?
 
         
         
Siamo nell'ambito dell'impatto ambientale, ma di certo uno degli scopi principali di SITA è il monitoraggio continuo del territorio che ci consente di eseguire queste comparazioni automatiche e fare automaticamente opportune analisi, anche senza segnalazioni o denunce a monte. È previsto infatti, un aggiornamento periodico delle informazioni della banca dati. Anche perché in una nottata un terreno fotografato qualche giorno prima, ci sono persone in grado di costruirci un capannone abusivo! Con SITA è possibile anche fare delle previsioni di cambiamento del territorio e grazie ai software di grafica tridimensionale, simulare anche delle situazioni di cambiamento tenendo conto del pregresso.
 
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