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Quando
l'esperienza diventa consulenza, il VOIP all'Università di Catania
Ne
parliamo con
Aurelio
La Corte - Professore Associato presso il Dipartimento
di Informatica e responsabile tecnico dei sistemi telefonici dell'Università
di Catania |
| Quello
di Catania è un territorio ad alta concentrazione tecnologica, come si
inserisce l'Università in un simile tessuto? | |
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L'Università
di Catania si inserisce in un territorio che, come diceva, è quello dell'Etna
Valley. Qui, come ben saprà, l'insediamento di una grande società
specializzata nell'alta tecnologia ha fatto da incredibile volano per tutta un'area,
in cui si è costituita una rete di relazioni tra industrie ad alta tecnologia,
centri di ricerca e istituti di formazione dell'Università, Enti locali
e terziario avanzato. La sinergia tra questi soggetti cointeressati allo sviluppo
economico del territorio ha incoraggiato l'insediamento di nuove attività
e da quel momento, nel raggio di pochi chilometri sono nate una sessantina di
aziende hi-tech. I rapporti dell'Università di Catania con questo fitto
tessuto produttivo sono numerosissimi e nascono o come partnership in progetti
di sviluppo e start- up o come attività di consulenza. Una partecipazione
attiva dell'Università al tessuto produttivo del territorio è senza
ombra di dubbio un requisito di merito per ogni progetto che viene portato avanti
e a dimostrazione di ciò si possono portare i moltissimi bandi per il finanziamento
pubblico in cui viene richiesto, come fattore abilitante, la partecipazione di
enti di ricerca o delle strutture universitarie. |
Quando è iniziato il progetto per la sperimentazione sul VoIP? | |
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| È
curioso sottolineare che il progetto di ristrutturazione della rete IP dell'università
non rientra nel tipo di accordi e di partnership che citavamo prima, ma anzi li
ha preceduti. L'idea infatti è nata in un periodo in cui di VoIP in Italia
si cominciava appena a parlare, e solo a causa dei ritardi dovuti alla ricerca
di fonti di finanziamento si è andato ad inserire in questo momento così
attivo per l'Università. Il progetto è stato avviato operativamente
intorno al 2001 quando, completata la realizzazione della nostra rete in area
urbana in fibra ottica (circa 23 chilometri), la grande disponibilità di
banda, anche superiore alle nostre esigenze dell'epoca, ci ha spinti ad individuare
modalità innovative di utilizzo della rete per l'erogazione di servizi
ad alto valore. |
| La
rete urbana in fibra quindi è dell'Università? | |
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Sì,
è dell'Università di Catania. Naturalmente è stata portata
avanti in collaborazione con il Comune, il quale ci ha concesso l'utilizzo di
una serie di infrastrutture e cavodotti oramai in disuso, in cambio di una percentuale
delle fibre che stendevamo. L'estensione di 23 chilometri è data dal fatto
che non abbiamo una sola cittadella universitaria, ma una serie di sedi distribuite
sul territorio, ed i percorsi di allora furono studiati per poter consentire l'ampliamento
continuo non solo alle sedi distaccate dell'Università, ma anche ai vari
enti della Pubblica Amministrazione sparsi sul territorio urbano che ne avessero
eventualmente fatto richiesta. |
| Che
tipo di benefici ha avuto l'Università? | |
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| I
benefici classici derivanti da un progetto come questo sono di due tipi. Innanzitutto,
senza ombra di dubbio, benefici di tipo economico, perché si eliminano
gli sprechi ed il costo della connettività, veramente ridotto, copre spesso
anche quello per la telefonia. In secondo luogo enormi benefici derivano dalla
possibilità di implementare servizi che prima non era possibile nemmeno
pensare. Per fare un esempio su tutti, potremmo citare la web tv o la videoconferenza,
che presso l'università di Catania è già attivata con discreto
successo. Ci sono poi benefici per il territorio ed in questo senso posso citarle,
diversi progetti di e-Gov che sono nati in collaborazione con gli enti territoriali.
Con la Provincia di Catania, ad esempio abbiamo avviato un progetto per fornire
l'accesso alla rete alle scuole superiori. In questo modo sta nascendo anche una
comunità tra le scuole. Altri progetti li stiamo portando avanti insieme
al Comune e riguardano l'utilizzo delle nostre infrastrutture informatiche per
l'erogazione di servizi pubblici offerti dal Comune. Mi spiego meglio: attraverso
i totem all'interno delle strutture universitarie o attraverso le nostre aule
multimediali i cittadini possono accedere ai servizi on line comunali. Tutto ciò
è possibile grazie alla rete che garantisce ottime prestazioni e bassissimi
costi. |
| Come
è avvenuto il passaggio dalla rete tradizionale a quella IP? Ci sono state
difficoltà? | | |
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Le
difficoltà più grandi riguardarono il far comprendere ai non addetti
ai lavori l'opportunità del VoIP in un momento in cui, come le dicevo,
in Italia se ne parlava pochissimo. Lo spunto vero e proprio è partito
dal Piano di Potenziamento delle reti della ricerca (GARR) un grosso finanziamento
a livello nazionale ed europeo, legato però solo al potenziamento della
rete dati. Questa specifica non ci permetteva di intervenire sugli impianti di
fonia tradizionali e così la necessità di ammodernare l'impianto
voce si è andata ad incontrare con la disponibilità di fondi che
prevedevano il potenziamento della rete di trasmissione dati. Come si dice abbiamo
fatto di necessità virtù ed abbiamo lanciato un primo piccolo nucleo
di fonia su IP per il Dipartimento di fisica. Via via che il progetto si estendeva
aumentava anche l'interconnessione e la convergenza. Al momento non tutte le sedi
sono connesse, ma l'obiettivo è quello di adeguare gradualmente tutti gli
impianti. L'università è molto estesa, ed ha una popolazione studentesca
di oltre 65.000 studenti, quindi i tempi non saranno immediati. |
| La
tecnologia VoIP può essere ormai considerata un tecnologia affidabile e
uno standard non più sperimentale o a suo giudizio occorrerà ancora
del tempo? | | |
| | Io
sono un fortissimo sostenitore del fatto che in futuro il canale di trasmissione
della voce sarà la rete. Al momento inoltre il sistema è semplicissimo
da usare dal punto di vista dell'utente ed anche da noi il personale amministrativo
lo utilizza come semplice strumento di telefonia, mentre i servizi avanzati vengono
usati moltissimo dai tecnici e dai ricercatori. Per quanto riguarda la tecnologia
vera e propria, dal punto di vista dell'hardware ci sono già degli standard
abbastanza condivisi e diffusi che hanno raggiunto livelli di efficienza più
che soddisfacenti, noi ad esempio utilizziamo la tecnologia Cisco. Ma è
sotto il profilo delle soluzioni applicative che si aprono le prospettive maggiori
per il mercato; in questo campo, infatti, anche software realizzati "in casa"
nei nostri laboratori con tecnologia open source possono raggiungere altissime
prestazioni. |
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Un progetto come questo ha un indubbio valore anche dal punto di vista del knw
how. Come avete gestito il rapporto con i fornitori? | |
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Come
dicevo per la tecnologia hardware ci siamo appoggiati ad un fornitore che ci desse
delle garanzie di affidabilità e di rapporto qualità prezzo vantaggiose,
mentre abbiamo lasciato alcune isole per la sperimentazione di tecnologia prodotta
dai nostri laboratori e dipartimenti. In questo processo sono nate anche diverse
società di spin-off, che l'Università aiuta con programmi di affiancamento
appositi. Le conoscenze che abbiamo acquisito sono state subito riutilizzate
sul territorio. Io stesso ad esempio ho seguito, per conto della Regione Siciliana,
il progetto del VOIP, che come saprà la Regione ha portato avanti con notevole
impegno, e seguo altri progetti che riguardano la diffusione delle soluzioni convergenti
all'interno della pubblica amministrazione regionale. Questo progetto è
nato proprio da un trasferimento di conoscenza proveniente dalla nostra esperienza.
Lo stesso è avvenuto con l'Università di Messina. Infine anche la
Provincia di Catania, pur seguendo un percorso indipendente per il passaggio al
VoIP, ha strutturato momenti di confronto con noi su quali potevano essere i vantaggi,
le soluzioni tecnologiche e così via. , quindi da questo punto di vista
la considero un'esperienza più che positiva. |
| Tempo
fa L'Altra pa si era occupata del call center dell'Università di Catania.
Il progetto VoIP ha coinvolto anche questo altro vostro fiore all'occhiello? | |
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| I
servizi VoIP non sono ancora utilizzati per il call center, ma naturalmente sono
in programma. Pensiamo di utilizzare tutti le applicazioni già diffuse
in altre realtà e già sperimentate come il classico IVR, la gestione
delle code ed i servizi avanzati di mobilità degli operatori. |
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