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TMPL2
Sperimentazione
tecnologica, cambio culturale Ne
parliamo con
Francesco
Macrì - Assessore all'Innovazione tecnologica, Servizi informatici,
Statistica e Protezione civile del Comune di Arezzo |
| Fino
ad oggi il wi-max ha rappresentato tante promesse ma pochissimi fatti concreti.
Quali sono le aspettative del Comune di Arezzo rispetto a questa nuova tecnologia? | |
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Il
wi-max è un'evoluzione del wi-fi più sicura dal punto di vista tecnologico
ed in grado di garantire in maniera più efficace il servizio e i rapporti
telematici tra utenti. Quindi le attese della nostra città verso questo
tipo di tecnologia sono concentrate verso servizi più efficaci, più
veloci, più economici e maggiormente rispondenti alle necessità
dei cittadini. Non possiamo che essere molto orgogliosi e soddisfatti di ospitare
questo tentativo che potrebbe rappresentare, per la nostra città, l'occasione
di vivere in anteprima il futuro, quello che tra qualche anno sarà la normalità.
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Come
è stata superata l'impasse della normativa nazionale rispetto all'assegnazione
delle frequenze ancora riservate ai servizi militari? | |
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| Questa
sperimentazione è stata resa possibile grazie all'intervento della Fondazione
Bordoni e del Ministero delle Comunicazioni che si sono impegnati per far avere
il via libera da parte del Ministero della Difesa, il quale ha autorizzato l'utilizzo
della frequenza 3.5 GHz (quella utilizzata dal wi-max ed ancora di proprietà
dell'esercito) sul territorio aretino. Ho sempre portato avanti la convinzione
che questa sarà la tecnologia sulla quale si evolverà la rete ed
essendo stato Consigliere del Ministro delle Comunicazioni, quando venni nominato
assessore, possedevo un angolo di visuale privilegiato su queste tematiche. Per
questo ho proposto Arezzo quale laboratorio permanente per la nuova tecnologia
wi-max sia da un punto di vista infrastrutturale che culturale. È intenzione
dell'amministrazione, infatti, fare di Arezzo un polo di incontro e di discussione
sul tema, in modo da attirare una comunità di esperti che studino questi
fenomeni e queste tecnologie con particolare riferimento alla loro integrazione
con gli altri standard e con le altre tecnologie. |
| In
che modo è collegata questa sperimentazione ed in particolare l'iniziativa
"Arezzo società dell'ubiquità" con lo sviluppo sociale
ed economico del territorio? | |
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La
nostra amministrazione è tra le più avanzate per quanto riguarda
l'informatizzazione ed in particolare lo sviluppo dei servizi pubblici. Siamo
a buon punto sulla digitalizzazione di tutta la documentazione amministrativa
comunale e ci stiamo avviando verso l'utilizzo della firma digitale. In realtà
lo scambio di documenti tra un ufficio e l'altro sta già vivendo il progressivo
abbandono della documentazione cartacea in favore di quella digitale, ma quando
potremo integrare questi procedimenti con la firma digitale del cittadino il salto
sarà ancora più grande. Accanto a questo altri strumenti su cui
stiamo lavorando e che saranno messi a disposizione dei cittadini a breve sono
la Carta di Identità Elettronica, in armonia con i dettami del Ministro
per l'Innovazione, ed il digitale terrestre che insieme potranno dare vita ad
una serie di servizi innovativi, accessibili anche a coloro che ora vivono al
margine della Società dell'Informazione. L'obbiettivo del programma "Società
dell'Ubiquità" è quello di estendere geograficamente i vantaggi
della Società dell'Informazione a qualunque luogo della città di
Arezzo grazie al wi-max che allargherà il collegamento a banda larga a
tutta quella parte di popolazione che attualmente non si collega in maniera agevole
alla rete. Si passerà, quindi, dal collegarsi quando si ha bisogno all'essere
sempre collegati. |
| A
che punto è la penetrazione delle nuove tecnologie nella città di
Arezzo? | | |
| | Arezzo
è una città che ospita diverse compagnie telefonica, due delle quali
sono proprio nate nella nostra città riuscendo a raggiungere livelli internazionali.
La connettività, quindi, non è mai stata un problema, anche se è
logico che anche da noi il cablaggio e l'estensione della rete a banda larga hanno
seguito, un po' come in tutta Italia, criteri di tipo economico e commerciale.
L'obiettivo che l'amministrazione si è posta, quindi, è innanzitutto
quello di coinvolgere su un progetto ampio partner privati, locali e nazionali
per limitare al massimo il digital divide sia per quanto riguarda la questione
strutturale, che quella culturale. Con il wi-max e con la semplificazione degli
strumenti di interazione, infatti, potremo investire una fetta di popolazione
molto più ampia di quella professionale o giovanile più avvezza
allo strumento tecnologico. |
Se
non sbaglio Arezzo non è pioniera solo in Italia, ma addirittura in Europa
in questo tipo di sperimentazione. Come siete arrivati ad un passo così
importante? | | |
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Questo
è un progetto che ho cercato fortemente. Sono un giovane assessore trentenne,
da sempre appassionato di tecnologie che ha avuto la fortuna di lavorare a livello
nazionale su questi temi, in modo da coglierne la portata innovativa. È
per questo che ho candidato Arezzo quale dimensione naturale per sperimentare
sia dal punto di vista tecnologico che culturale questa nuova tecnologia. È
una piazza di medie dimensioni, con un'estensione adeguata alla copertura di questo
standard ed ha, quindi, le caratteristiche migliori per capire al meglio come
si può concretizzare l'utilizzazione futura di questa tecnologia.
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| Quali
sono gli uffici coinvolti al momento? | |
| |
| Per
il momento verrà coinvolto l'Ufficio Informatica e Statistica, che è
sotto la mia direzione e che, insieme alla protezione civile, sta mettendo in
piedi un progetto per il monitoraggio ambientale e la sicurezza. Alcuni esempi
di applicazioni pratiche della nuova tecnologia sono il monitoraggio antincendio
dei boschi attraverso una serie di web-cam o il telecontrollo degli accessi a
traffico limitato. Il nostro intento è quello di mettere a punto servizi
migliori e più efficienti di quelli che c'erano prima, a costi nettamente
minori, e di offrirli, una volta appurata la funzionalità, anche alla cittadinanza.
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| La
nuova tecnologia permetterà l'erogazione di servizi avanzati. Avete già
delle indicazioni rispetto a quali saranno le linee di azione? | |
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Direi
che, innanzitutto, è più importante pensare all'innovazione interna:
il nostro compito è prima modernizzare la macchina amministrativa e comunale
e, solo dopo, pensare di poterci proiettare all'esterno. Ci saranno sicuramente
delle azioni e delle campagne di comunicazioni mirate sui nuovi servizi che via
via andremo ad offrire alla popolazione, ma per il momento è ancora presto.
La prima cosa da fare è consentire ai cittadini di perdere meno tempo possibile
nel rapporto con il Comune aumentando la vicinanza e la trasparenza e l'obiettivo
di coprire tutto il territorio con la banda larga è un passo avanti notevole
verso la modernizzazione. Le azioni saranno decine, ma l'aspetto culturale è
senza dubbio il più importante perché permette di ripensare tutto
ciò che viene fatto tradizionalmente in modo analogico o manuale, in maniera
automatica o digitale, dalla domotica alla telemedicina, al telecontrollo, il
tutto a costi veramente accessibili. |
Quale
è il timing del progetto? | |
| |
| Per
adesso il timing è dettato dal Ministero, dalla Fondazione Bordoni e dall'operatore
telefonico Alcatel che ha avuto la licenza sperimentale. Una volta conclusa la
sperimentazione di questa prima trance di servizi avvieremo una seconda fase,
che già oggi stiamo preparando, predisponendo un contenitore imprenditoriale
di cui faccia parte anche il Comune. Un nuovo gestore che guardi maggiormente
allo sviluppo sociale e pubblico, in collaborazione con i privati locali, senza
logicamente andare a sovrapporsi al mercato. In linea di massima possiamo dire
che il progetto dovrebbe andare a pieno regime in 12/24 mesi, però a parte
le date, credo che essere tra i primi in Europa e sicuramente i primi in Italia,
a sperimentare il wi-max in un contesto urbano, sarà un grande vantaggio.
Altri problemi sulla definizione del timing, infine, vengono dalle modalità
con cui saranno gestite le varie implicazioni a livello normativo. |
Questa
nuova tecnologia sarà anche molto invasiva. Quali sono le precauzioni che
il comune ha preso rispetto alla normativa sulla privacy e sulla tutela della
salute dei cittadini? | | |
| | Per
quanto riguarda la privacy non ci sono particolari ripercussioni, almeno al momento.
Mentre per quanto riguarda l'emissione di onde elettromagnetiche, questo tipo
di tecnologia rientra senza ombra di dubbio negli standard del nostro Paese che,
come saprà, sono molto rigorosi e tra i più esigenti a livello europeo.
La salute in questo senso è sicuramente messa al primo posto. |
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