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Colloquio
tra sistemi frontiera dell'innovazione | |
La
frontiera dell'innovazione è quella dell'apertura e del colloquio tra sistemi,
per consentire la valorizzazione di tutte le esperienze. Questo vale a livello
commerciale, a livello scientifico e, a maggior ragione, deve valere a livello
dei servizi informatici offerti dalle Pubbliche Amministrazioni. Non è
più possibile, quindi, pensare un sistema informativo che non sia integrabile
con gli altri, né immaginare un'integrazione realizzata all'occorrenza
con strumenti ad hoc. In tal senso il Sistema Pubblico di Connettività
rappresenta un framework in cui è definibile a priori come deve essere
portata avanti l'integrazione e quali sono gli strumenti che ne regolano la validità.
Proviamo a vedere in che senso. |
| Il
contesto di riferimento | |
Il
D.
lgs 42 del febbraio 2005, istituisce e disciplina il Sistema Pubblico
di Connettività, che può essere definito come "l'insieme
di strutture organizzative, infrastrutture tecnologiche e regole tecniche, per
lo sviluppo, la condivisione, l'integrazione e la circolarità del patrimonio
informativo della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l'interoperabilità
e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi,
garantendo la sicurezza e la riservatezza delle informazioni". Il Codice
della Pubblica Amministrazione Digitale (D.lgs 82 del marzo del 2005)
rafforza la funzione del SPC prescrivendo l'obbligo, per le amministrazioni pubbliche,
di garantire la capacità dei sistemi informatici di scambiarsi e di usare
mutuamente informazioni anche se diversi. Le amministrazioni pubbliche, quindi,
oltre ad avere lo strumento per cooperare, sono obbligate ad interagire ed a collaborare
per rendere più efficienti i loro processi ed agevolare, così, i
cittadini e le imprese nei loro adempimenti.
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| Il
Sistema Pubblico di Connettività e la cooperazione |
| Il
tema della cooperazione applicativa e dell'interoperabilità è stato
a lungo dibattuto in passato senza che sia stato possibile trovare una condivisione
completa fra le possibili soluzioni tecnologiche e le scelte organizzative che
tali soluzioni implicano. In pratica da sempre si è cercato di far dialogare
e cooperare differenti sistemi informativi, ma ciò è avvenuto sempre
rispetto ad esigenze contingenti e con soluzioni pensate, progettate e realizzate
ad hoc, senza permettere che quell'investimento fosse messo a sistema. Una
tra le principali cause di questa frammentazione, o mancanza di visione strategica,
è stato sicuramente il tema della libertà e dell'autonomia dei vari
livelli istituzionali, per cui era impensabile poter imporre dall'alto un sistema
standard condiviso. La soluzione è stata quella di individuare un'architettura
non invasiva nei confronti della singola amministrazione e che realizzasse un
modello di riferimento per lo sviluppo, all'interno della quale le singole realizzazioni
potessero trovare una collocazione di sistema. Un sistema in grado di garantire
i flussi informativi fra le varie amministrazioni e, in alcuni casi, anche a soggetti
esterni che interagiscono con la pubblica amministrazione, e garantire il buon
esito dei procedimenti amministrativi previsti dalla legge: il Sistema Pubblico
di Connettività. Il già menzionato D.lgs sul SPC regola all'art.
2 la componente di cooperazione applicativa e di interoperabilità che ha
come elemento fondante il "coordinamento strategico condiviso" a cui
partecipano le Amministrazioni Centrali, Regionali e Locali al pari di quanto
avviene per la gestione dell'infrastruttura di rete. |
| Differenze
tra interoperabilità e cooperazione applicativa |
| "Effettivamente
- ci dice Francesco Tortorelli del CNIPA - esiste una differenza di carattere
concettuale e tecnico tra questi due termini, ma si tratta di un distinguo puramente
italiano, nel senso che nel resto del mondo si parla di inetroperability framework
termine che rende l'idea di un complesso di attività in cui sono compresi
entrambi i concetti".
Interoperabilità: tutto ciò che afferisce alla possibilità
di far colloquiare parti di sistema o sistemi diversi, secondo standard tecnologici
definiti.
Cooperazione applicativa: attività grazie alla quale procedimenti amministrativi
svolti in maniera informatizzata possono integrarsi con altri procedimenti amministrativi. Nel
mondo dell'industria si parlerebbe di architetture service oriented, per cui,
facendo un paragone si può pensare il Sistema Pubblico di Connettività
come l'architettura service oriented della Pubblica Amministrzione. |
| Principi
operativi per la cooperazione applicativa | |
1.
Il modello di cooperazione
deve essere indipendente dagli assetti organizzativi e dai sistemi informatici
interni dei soggetti cooperanti; 2. Ciascuna
amministrazione cooperante mantiene la responsabilità dei propri servizi
e dei propri dati; 3. La cooperazione applicativa
si attua sulla base degli accordi tra le parti ed ha un fondamento normativo o
istituzionale. Secondo
quanto descritto dall'Executive
Summary del CNIPA sul Sistema pubblico di cooperazione, per soddisfare
tali principi, l'architettura tecnica e organizzativa del SPC si basa sui seguenti
elementi fondamentali:
la cooperazione applicativa avviene attraverso lo scambio di messaggi applicativi
e sulla base di accordi di servizio che esplicitano l'accordo stipulato sull'erogazione/fruizione
delle prestazioni del servizio in questione;
ogni amministrazione gestisce i flussi di cooperazione applicativa con le altre
amministrazioni per il tramite di un unico punto (logico) del proprio sistema
informativo denominato Porta di Dominio dei Servizi Applicativi (PDSA);
le amministrazioni che cooperano fra loro possono dar luogo a Domini di Cooperazione
in cui siano stabiliti i servizi erogati, i relativi livelli di servizio e le
responsabilità nel mantenimento di tali livelli;
è definita una infrastruttura unitaria di servizi di interoperabilità
e di cooperazione e accesso (SICA) che garantisce l'erogazione di servizi tecnologici
di base, comuni a tutti i Domini di Cooperazione. |
| Cosa
regola l'SPC | | Il
modello dell'SPC, in pratica, per quanto concerne la realizzazione dei servizi
di cooperazione indica:
con quali tecnologie essi devono essere realizzati, cioè con le tecnologie
di "web services";
come questi servizi devono essere veicolati a livello SPC, cioè attraverso
il formato di trasposto indicato come "busta di e-Government";
come viene individuata, definita la componente conosciuta come "porta di
dominio", cioè ne indica gli standard;
come viene garantita la parte negoziale di questi servizi, cioè stabilisce
dei modelli di accordi di servizio nei quali vengono stabilite le caratteristiche
tecnologiche dei servizi, i livelli di servizio e l'aggancio con l'eventuale componente
semantica;
il framework di sicurezza nel quale lavorano questi servizi. |
| Il
timing del CNIPA | | "La
scadenza della attività CNIPA relative all'SPC
- spiega Tortorelli - è data dalle attività che stiamo portando
avanti, con tutte le eventuali incertezze. La gara che ha riguardato la connettività,
è già in fase di aggiudicazione. Quella sul centro
di gestione, che coinvolge anche il VoIP, è appena partita e a
breve uscirà un'altra gara articolata in diversi lotti centrati sia sulla
parte dei servizi indirizzati alla pa centrale o locale, riguardo attività
di gestione e servizi di messaggistica, sia sulla parte dei servizi evoluti di
integrazione (cooperazione applicativa, porta di dominio eccetera). Un altro lotto
ancora riguarderà il centro di gestione dei servizi generali di cooperazione
applicativa. Entro l'anno, comunque, dovrebbero partire anche queste altre
gare". | | Approfondimenti
|
SPC,
cooperazione applicativa e interoperabilità, un'intervista con Francesco
Tortorelli del CNIPA
Le pagine
del sito CNIPA dedicate al Sistema Pubblico di Connettività
L'Executive
Summary del CNIPA sil Sistema Pubblico di Cooperazione
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