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"Società
della conoscenza" non equivale a dire "società della
tecnologia": la società della conoscenza contribuisce al benessere
degli individui e delle comunità ma interessa ogni dimensione del
vivere di un Paese, etica, sociale e politica. Un interessante rapporto
presentato dall'UNESCO in seno alla Conferenza Mondiale sulla Società
dell'Informazione sottolinea l'importante e crescente ruolo giocato dalla
conoscenza, prima che dalla tecnologia, nella crescita economica complessiva.
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Towards
Knowledge Societies, il rapporto
presentato a Parigi dal Direttore Generale dell'UNESCO
nel corso della Conferenza Mondiale sulla Società dell'Informazione
raccomanda, come primo imput al progresso della Comunità internazionale,
di accogliere la diversità linquistica con spirito di perfetta
integrazione, di condividere a tutti i livelli le conoscenze acquisite,
e di sviluppare gli strumenti necessari a misurare i livelli di conoscenza
di una società ed aiutare i "policy makers" a definire
le priorità di intervento.
La
visione del futuro, nella percezione del Rapporto, appare dualistica:
da una parte le potenzialità offerte da un armonico e razionale
sviluppo delle nuove tecnologie potrebbe offrire, in teoria, forti prospettive
di crescita per la società internazionale; a fronte di questo,
la forte disuguaglianza di accesso a queste tecnologie, dovuta a fattori
sociali e culturali prima che economici, compromette questa enorme potenzialità.
Il
digital divide crea differenze tra gli Stati e, negli Stati, tra le persone
innanzitutto nella possibilità di avvantaggiarsi delle scoperte
scientifiche, di accedere a sistemi formativi complessi, a servizi pubblici
adeguati. Ancor prima di questo, le diversità culturali e linguistiche
sono il primo potenziale su cui investire, non considerandoli come ostacoli,
ma come fattori di arricchimento della conoscenza. Come sottolinea il
Direttore Generale UNESCO nella sua presentazione, il patrimonio di conoscenza
di società ancorate a sistemi di vita "tradizionali"
può tornare utile in diversi campi applicativi, dall'agricoltura
alla medicina.
"I
costi dell'ignoranza sono più alti di quelli della conoscenza":
questa la conclusione del Rapporto che invita la Comunità internazionale
a sperimentare nuove forme di solidarietà sociale e di rafforzare
l'investimento sugli uomini per non rendere vano quello sulle tecnologie.
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