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Dalla
telemedicina al VOIP le nuove frontiere dei servizi avanzati |
| Le
nuove tecnologie di realizzazione di reti a larga banda permettono di arrivare
ad ampiezze elevate, che aprono le PA a possibilità ancora poco sfruttate,
ma che, a regime, potrebbero consentire di attivare ed erogare servizi che vanno
ben al di là del semplice collegamento al web. Tali soluzioni avanzate
possono trovare decine di applicazioni dalla videocomunicazione alla telemedicina,
passando per il telerilevamento ambientale, la formazione a distanza, o la cartografia
digitale ad alta definizione. I paesi che stanno sperimentando questo tipo di
sistemi sono diversi, ed anche l'Italia può vantare numerose azioni già
avviate, non solo in fase di sperimentazione, ma già funzionanti.
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| La
rete da sola non serve | |
Una
infrastruttura di rete, da sola, non costituisce un valore aggiunto per un'amministrazione,
ma solo un investimento, il presupposto per creare le relazioni e i contatti necessari
tra i diversi soggetti, affinché dialoghino offrendo in maniera coerente
e coordinata dei contenuti. Proprio i contenuti, dunque, rappresentano il
vero acceleratore su cui occorre puntare per mettere in moto un meccanismo che
si autoalimenti, trascinando il tessuto sociale, economico e produttivo. Le possibilità
sono innumerevoli, molte già collaudate in ambito pubblico, in Italia o
all'estero, ma altre ancora in fase embrionale:
I
servizi: si va dalla telemedicina per applicazioni come la teleradiologia,
la consegna dei referti, o meccanismi di "secondo consulto", ai servizi
per i catasti, che possono fornire ai propri utenti o ricevere per via telematica
le planimetrie o le cartografie, fino ai servizi di fonia e video su IP per implementazioni
di videoconferenze.
Promozione
di nuove forme di coesione sociale e di partecipazione dei cittadini: riduzione
delle distanze grazie all'attivazione di strumenti di comunicazione innovativi
come la videocomunicazione o la messaggistica istantanea; applicazioni per la
sicurezza e per il monitoraggio ambientale; possibilità di fruizione di
eventi culturali trasmessi via cavo; sperimentazione di sistemi di mobilità
o lavoro a distanza, sistemi di alfabetizzazione informatica e di tele-formazione
eccetera.
Applicazioni
per al ricerca e per lo sviluppo economico: connessione con le reti di ricerca
di eccellenza a livello mondiale, creazione di un sistema universitario capillare
e senza differenze di offerta di servizi tra strutture centrali e periferiche
con conseguente valorizzazione della provincia, presenza di una forte comunità
di esperti di ICT, capacità di attrarre investimenti.
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| Il
futuro è oggi: le best practice | |
Ovviamente
ogni tipo di servizio deve essere proporzionato alle esigenze dell'ente a cui
è destinato e del territorio di cui viene messo a disposizione. Non ha
senso, ad esempio, predisporre servizi di videoconferenza tra strutture molto
piccole o molto vicine, ma le potenzialità di questo tipo di applicazioni
sono descritte molto bene dalle best practice che in tutto il mondo si stanno
realizzando. In questi esempi il fattore innovativo non è tanto la tecnologia,
presente e collaudata da tempo nel mondo delle imprese, quanto nel comprendere
che questi nuovi strumenti possono generare benefici e ritorni economici, sociali
e di immagine anche per il settore pubblico. |
| Un
caso estero: l'Australian Taxation Office | |
Un
primo esempio di tutto ciò ci viene dall'Australia, un territorio sterminato,
con una densità di popolazione molto scarsa, che, tuttavia, necessita di
una presenza capillare del settore pubblico. Caso emblematico l'Ufficio delle
Tasse (Australian Taxation Office-ATO)
che conta oltre 25.000 dipendenti sparsi su un territorio di 7,5 milioni di chilometri
quadrati. Già da tempo la scelta fatta dall'amministrazione per eliminare
i costi di comunicazione e di spostamento era stata quella di implementare una
rete che, parallelamente a quella telefonica consentisse la videoconferenza. Il
passo successivo, attuato nel luglio scorso in partnership con Nortel, è
stato quello di adottare una soluzione che grazie ad una rete ad ampia banda e
a piattaforme tecnologiche adeguate consentisse di integrare in modo multimediale
tutte le possibilità di comunicazione senza limiti di tempo e di distanza.
Ogni PC si è così trasformato in una postazione che consente di
comunicare in videoconferenza, di condividere file, presentazioni e documenti
on-line, di co-navigare in Internet e di utilizzare l'Instant Messaging, i telefoni
fissi ed i telefoni cellulari.
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Un
caso italiano: l'Emilia Romagna |
La
rete telematica a larga banda per la Pubblica amministrazione che la Regione Emilia
Romagna sta realizzando si chiama Lepida ed il nome lo deve al Console romano
Marco Emilio Lepido, che nel secondo secolo avanti Cristo fece costruire la via
Emilia, prima grande arteria di comunicazione per il territorio emiliano-romagnolo.
Proprio come allora la nuova infrastruttura si pone l'obiettivo di assicurare
una copertura totale del territorio, migliorare i servizi offerti dall'amministrazione,
aumentare la competitività del sistema produttivo ed impedire un divario
che oggi non è più fisico, ma digitale. Il progetto prevede il collegamento
in fibra ottica per una quota di enti locali che rappresentano l'85% della popolazione
regionale (giallo chiaro), mentre il restante 15% della popolazione sarà
collegata in XDSL o via satellite (arancione). 
Il
progetto si articola in tre fasi:
una prima fase di realizzazione dell'infrastruttura geografica;
una seconda fase di definizione della LAN e delle MAN (Reti Metropolitane) nei
territori;
una terza fase incentrata sulla lotta al digital divide non solo nella Pubblica
Amministrazione e per la Pubblica Amministrazione, ma anche per tutti i cittadini,
i liberi professionisti e le imprese in aree non servite da connessione a banda
larga. Lepida
non sarà una dorsale primaria, ma una rete diffusa che, grazie a 78.000
chilometri di fibra e a tecnologie diverse, coinvolgerà tutti i 341 Comuni,
le 9 Province, le 18 comunità montane, le 95 sedi universitarie, 2 centri
di ricerca di eccellenza e, attraverso le reti metropolitane, tutti gli ambulatori,
gli ospedali e le sedi ASL. Al momento è stato portato a termine il 60%
dell'infrastruttura, il cui completamento è previsto entro il dicembre
del 2006. La nuova infrastruttura cambierà anche il modo di lavorare
della Pubblica Amministrazione: mettendo in rete i circa 43 mila dipendenti pubblici
dell´Emilia-Romagna, collegati tra loro ad altissima velocità, ma
la cosa più rilevante saranno i servizi che già oggi lepida permette
di erogare. "Siamo ancora in fase sperimentale" ci speiga Gaudenzio
Garavini, Direttore Generale dell'Organizzazione Sistemi Informativi, "ma
i servizi di telemedicina e di formazione a distanza si stanno già rivelando
di grande interesse. Abbiamo già avviato un progetto - chiamato LepidaSanità
- che svilupperà servizi di teleconsulto e "second opinion" inizialmente
tra medici endoscopisti degli Ospedali della provincia di Reggio Emilia. In questo
caso abbiamo raccolto una richiesta specifica dei medici: la connettività
tra le strutture a larghissima banda era diventato l'anello mancante di un progetto
di nuova organizzazione del lavoro che è nato dai medici stessi. Questo
è uno degli aspetti più rilevanti della nascita della rete Lepida:
permette lo sviluppo delle idee innovative". Altri progetti riguardano
poi il VOIP che si estenderà di pari passo con il collegamento e l'ampliamento
delle varie MAN, il monitoraggio ambientale e la sicurezza nelle città,
ed infine un'attività di videocomunicazione tra tutti i comuni capoluogo,
le sedi della Regione a Bruxelles, il CISIS a Roma, il CNIPA e quanti altri soggetti
sono abilitati ad usufruire di questa modalità. |
| Approfondimenti
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Lepida:
43.000 dipendenti, un unico ufficio... virtuale, un'intervista a Gaudenzio
Garavini, Direttore Generale all'Organizzazione, sistemi informativi e telematica
della Regione Emilia-Romagna
Le pagine del portale della Regione Emilia Romagna dedicata al progetto Lepida
il sito dell'Australian
Taxation Office-ATO
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