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Lepida: 43.000 dipendenti, un unico ufficio... virtuale

Ne parliamo con

Gaudenzio Garavini - Direttore Generale all'Organizzazione, sistemi informativi e telematica della Regione Emilia-Romagna

Ormai la connettività a banda larga è una realtà che è entrata prepotentemente nella vita dei cittadini, ma quali sono le reali opportunità per una pubblica amministrazione (a parte una comunicazione più fluida e veloce)?
 
     
     

Da qualche anno, con i bandi nazionali di e-Government, le Pubbliche Amministrazioni locali e la Regione stanno realizzando progetti mirati alla semplificazione amministrativa e all' innovazione dei propri servizi. Ma solo se tutti gli uffici sono collegati ad una rete veloce ed affidabile i progetti possono diventare realtà e trovare applicazione efficace. Con la nostra rete, 43.000 dipendenti pubblici dislocati in 341 Enti locali saranno parte di un unico ufficio virtuale. Faremo viaggiare i file e non i cittadini. Non solo, con la nostra rete il sistema pubblico complessivamente risparmia rispetto agli attuali costi per fonia e dati. Dalle nostre stime, il rientro degli investimenti avverrà entro sette anni, quando la nostra rete - prevalentemente in fibra ottica - garantirà affidabilità e prestazioni eccellenti per almeno 25 anni.

Quali saranno i servizi innovativi che viaggeranno su Lepida a regime?
 
     
     

Quando abbiamo avviato il progetto, la nostra intenzione era costruire una infrastruttura che potesse garantire lo sviluppo di servizi innovativi a lungo termine, ma questi servizi ancora non erano diffusi in maniera capillare. In due anni di lavori, stiamo assistendo ad un grande sviluppo di progettualità e alla nascita di molti applicazioni innovative, a tutti i livelli del sistema pubblico. Diventerà realtà a breve accedere ai servizi catastali dagli uffici comunali e ricevere on-line la cartografia in formato digitale, ma anche avere la diagnosi da un medico vicino a casa di una radiografia effettuata in un centro specialistico remoto. Un'impresa potrà effettuare tutte le pratiche da un unico sportello virtuale, le scuole potranno avviare attività di formazione a distanza con tutor esperti. E i dipendenti pubblici potranno videocomunicare tra loro usando il computer come un telefono.

Ci sono già sperimentazioni attivate sulla porzione di rete funzionante? Che risultati stanno dando?
 
     
     
I primi servizi stanno nascendo insieme alla rete (siamo al 60% di realizzazione, abbiamo bisogno ancora di un altro anno per terminare i lavori). Quindi siamo in fase sperimentale. Ma i servizi di telemedicina e di formazione a distanza si stanno già rivelando di grande interesse. Abbiamo già avviato un progetto - che abbiamo chiamato LepidaSanità - che svilupperà servizi di teleconsulto e "second opinion" inizialmente tra medici endoscopisti degli Ospedali della provincia di Reggio Emilia. In questo caso abbiamo raccolto una richiesta specifica dei medici: la connettività tra le strutture a larghissima banda era diventato l'anello mancante di un progetto di nuova organizzazione del lavoro che è nato dai medici stessi. Questo è uno degli aspetti più rilevanti della nascita della rete Lepida: permette lo sviluppo delle idee innovative.
Le nuove applicazioni avanzate, come quelle di videocomunicazione o telemedicina per quanto utili, sono anche molto costose, e non tutti gli enti, forse, potranno permettersi, Non si rischia di creare servizi di serie A e di serie B, aumentando il Digital Divide?
 
     
     

Al contrario, questi servizi sono mirati soprattutto ai territori meno "centrali". La telemedicina dovrà diventare un supporto operativo soprattutto per le strutture ospedaliere decentrate, dove la possibilità in tempo reale della "second opinion" e la trasmissione degli esami in formato digitale consentiranno di "radicare" i medici sul territorio e mantenere distribuito l'accesso ai servizi sanitari.
Per quando riguarda i costi, mi sento di dire che essi sono molto competitivi rispetto al mercato. La nostra è una "rete privata" di proprietà della Regione Emilia-Romagna, possiamo permetterci di avere costi ridotti rispetto ai normali servizi di connettività offerti dai grandi carrier.

Diversi programmi europei, primo fra tutti e-Europe, puntano sul tema della cittadinanza digitale, dello scambio e della partecipazione dei cittadini attraverso le tecnologie. In questo senso come si sta muovendo la regione? Lepida avrà un ruolo specifico in ambito europeo?
 
     
     

Lepida è uno dei 52 progetti che sono stati selezionati, a livello europeo, per partecipare agli e-Europe awards per il 2005: i vincitori saranno premiati nel mese di novembre a Manchester alla Conferenza europea dei Ministri all'e-Government. E' stato per noi già un grande successo arrivare alla fase finale delle selezione, e così è stato perché a Lepida è stata riconosciuta una grande visione e una progettualità attenta a combattere il divario digitale e a dare a tutti i territori pari opportunità di partecipare alla sfida della modernizzazione.
Inoltre, per la prossima programmazione dei fondi strutturali abbiamo inserito delle iniziative per aumentare l'utilizzo di Lepida da parte del mondo della ricerca, specialmente per i nuovi centri che nascono e si svilupperanno da iniziative regionali a supporto della ricerca e del trasferimento tecnologico, come il nostro PRRIITT: se è vero che supportare la crescita della società della conoscenza è uno degli elementi portanti della strategia di Lisbona, rendere le infrastrutture di rete potenti e affidabili disponibili in modo capillare alla ricerca vuole dire anche dare una mano importante al diffondersi della società della conoscenza , alla creazione di nuove possibilità di lavoro in regione in questo campo.
Peraltro la Regione sta facendo molto per quanto riguarda i progetti di ricerca e sviluppo nel campo delle ICT, co-finanziando una decina di progetti e promuovendo questa attività presso la Commissione, soprattutto nell'ambito del 6° e 7° programma quadro di R&S.

Esisteranno punti di accesso pubblico, o questo tipo di iniziative sarà lasciato all'attenzione dei Comuni?
 
     
     
La rete Lepida nasce per collegare tra loro le Pubbliche Amministrazioni del territorio. Secondo le norme in vigore, la nostra, come dicevo, è una "rete privata", che non può offrire accessi direttamente al pubblico. Saranno le Amministrazioni ad offrire i propri servizi ai cittadini. Non solo, questo intervento è realizzato con il supporto delle Aziende Multiservizi, che potranno radicarsi su un territorio fortemente infrastrutturato e offrire - loro sì - servizi a banda larga direttamente ai cittadini e alle imprese.
Questa scelta di affidare l' ampliamento delle rete alle aziende multiservizi della Regione ci sembra particolaremnte interessante. Ci può illustrare nel dettaglio le implicazioni?
 
     
     

La scelta risale a due anni fa, il progetto è nato con il supporto delle Multiservizi del nostro territorio, che già avevano lavorato per infrastrutturare le città della nostra regione. In pratica si stanno realizzando due reti contemporaneamente: la rete Lepida - di proprietà della Regione Emilia-Romagna e dedicata alle pubbliche amministrazioni - e la rete per i cittadini e le imprese. Una parte delle fibre è del sistema pubblico e costituisce Lepida, un'altra parte è di proprietà delle Multiservizi che si radica sui territori e, essendo a disposizione di diversi operatori di telecomunicazione, offrirà servizi a banda larga al pubblico.

Altro punto di forza dell'Emilia Romagna è la formazione, con un numero di laureati e dottorati in materie relative all'ICT in crescita.
 
     
     

Competenze specializzate in materia ICT sono un requisito fondamentale per fruire pienamente dei benefici della società dell'informazione, sia per supportare l'utilizzo delle ICT in imprese e istituzioni, sia per sviluppare nuovi prodotti e servizi. È allora importante prendere in considerazione più nel dettaglio l'offerta di laureati in materia ICT in Emilia-Romagna e confrontarla con la situazione italiana ed internazionale. L'Emilia-Romagna ha una buona disponibilità di laureati in materia ICT. L'11,12% dei laureati in ICT italiani si sono laureati nelle Università emiliano-romagnole contro il 10,17% dei laureati totali italiani laureatisi nelle Università emiliano-romagnole. Inoltre si nota tra gli anni 2002 e 2003 una stabilità del peso dei laureati ICT in Emilia-Romagna sul totale dei laureati ICT in Italia, segno di una tendenza verso il consolidamento di una specializzazione ICT. Nel 2003 i laureati in materie ict in Emilia-Romagna era pari a 5.684.
Rispetto alle risorse umane in ricerca e sviluppo, quindi, l'Emilia-Romagna ha una discreta dotazione, in linea con le regioni europee ed italiane più sviluppate, ma lontana dalle aree più avanzate. Tuttavia nel quadro italiano l'intensità della produzione scientifica nella regione è buona ed esiste una discreta offerta di ricerca per il sistema produttivo; diventa di conseguenza prioritario l'obiettivo di intensificare le reti di relazione tra le imprese e le strutture di ricerca esistenti.

Quale sarà il ruolo di Lepida nei confronti del sistema scolastico ed universitario?
 
     
     

La rete Lepida collegherà tra loro 59 sedi dell'Università di Bologna, distribuite tra Bologna e la Romagna, e 13 sedi dell'Università di Ferrara, distribuite sull'intera provincia. Inoltre, come abbiamo detto, una delle filiere di sviluppo della rete è proprio quella di supporto alla ricerca, dove si porrà come rete dei centri per il trasferimento tecnologico e la ricerca non solo delle università, ma anche dei suoi spin off pubblici.

 
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