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Modelli di democrazia elettronica

Forum, sondaggi, blog, web-tv, nuovi spazi di partecipazione offerti da Internet che potrebbero ribaltare le gerarchie del potere e far emergere nuovi soggetti politici. Ma il condizionale è d'obbligo. Perché si possa davvero parlare di democrazia elettronica è necessario che questi strumenti siano interattivi, accessibili a tutti, liberi e aperti e soprattutto occorre che siano definite procedure partecipative e di sussidiarietà per la politica pubblica.

Verso nuove forme di partecipazione

Se da un lato l'e-government è un'opportunità per la pa e le imprese di fare sistema, dall'altro dà al cittadino la possibilità di essere sempre più partecipe e coinvolto attivamente nelle diverse fasi del processo amministrativo. Se a questo aggiungiamo che ci si muove su internet, il più grande spazio pubblico mai conosciuto, allora questo scenario scopre aspetti decisamente complessi che riguardano la cosiddetta Democrazia Elettronica.
Quando si parla di democrazia elettronica e del nuovo spazio di comunicazione aperto dalle reti telematiche, si fa riferimento a:

l'accesso alle informazioni politicamente rilevanti (archivi ipertestuali in linea),
l'offerta di luoghi di discussione pluralista (conferenze elettroniche, newsgroup, forum),
la possibilità per tutti di intervenire in modo più o meno vincolante nei processi decisionali (voto elettronico, sondaggi permanenti).

"Credo che la rete possa essere uno strumento democratico laddove la sua virtualità sia propedeutica ad una partecipazione concreta, consapevole perché informata." ci spiega il Senatore Fiorello Cortiana, presidente dell'Intergruppo Bicamerale per l'innovazione tecnologica e la democrazia telematica, "Laddove si definiscono procedure partecipative consultive l'ascolto non viene lasciato alla buona volontà dell'ascoltatore ma si inserisce nelle pratiche istruttorie delle amministrazioni."

I servizi di democrazia elettronica, per essere efficaci, non potranno limitarsi a offrire informazioni, sondaggi, luoghi di discussione, ma dovranno poter coinvolgere attori diversi, dai cittadini alle imprese, dalle associazioni alle istituzioni, e dovranno metterli a confronto generando flussi di comunicazione sia orizzontali che verticali. In altri termini, non basta la connettività, ma ci vorrà una connettività evoluta, capace di tenere conto delle caratteristiche dei processi decisionali su cui si vuole incidere.
"Ci sono diverse amministrazioni locali che usano la rete come strumento partecipativo informato per la gestione dell'Agenda 21 in coordinamento tra loro", continua Cortiana, "Non viene condivisa così soltanto una applicazione tecnologica ma una pratica inclusiva nella definizione delle scelte amministrative."

Dalle reti civiche ai blog

Nel corso di questi ultimi anni le iniziative di coinvolgimento dei cittadini sono state numerose: dall'esperienza delle Reti Civiche ai tentativi di coinvolgimento allargato di cittadini e imprese attraverso il voto via Internet., dai forum di discussione on line alle web tv. Tutti strumenti che portano un contributo importante alla progettazione sociale dell'innovazione e prefigurano modelli avanzati di partecipazione alla vita pubblica.
L'ultimo rapporto Rur-Censis fa emergere un'Italia tagliata a metà rispetto all'e-democracy: quasi tutte le regioni, tutte le province e i comuni capoluogo di provincia hanno un sito internet, ma solo nel 3,9% dei siti delle province e nel 7,8% dei siti dei comuni capoluogo presentano strumenti per la partecipazione e la consultazione dei cittadini. Tuttavia, anche questi hanno una funzione principalmente "informativa", piuttosto che "partecipativa".
Questo evidenzia come non si tratta solo di prefigurare forme e strumenti di democrazia diretta, o di mettere a punto soluzioni avanzate di voto elettronico, ma di adottare metodologie di partecipazione e processi decisionali inclusivi della popolazione nei confronti delle scelte che la pubblica amministrazione è tenuta a prendere.
"Una comunità che condivide una cultura della cittadinanza condivisa costituisce una risorsa straordinaria per una amministrazione locale", spiega il Senatore Cortiana, "con una capacità di partecipare alla definizione e alla implementazione delle risposte alle domande sociali."

Le esperienze sul territorio

Le esperienze completate di inclusione dei cittadini nei processi decisionali sono ben poche e, benché lungo tutto il territorio nazionale sia possibile isolare alcuni casi di eccellenza, sono poco frequentate e non sono risultate in grado di attivare un reale coinvolgimento dei destinatari.
Tra quelle più significative vi segnaliamo:

I forum della Provincia di Milano
Consentono il dialogo pubblico con amministratori e uffici della Provincia di Milano e con altri cittadini. Organizzati in diverse aree tematiche (ambiente, scuola, formazione ecc), i forum della Provincia, ospitati dalla Rete Civica di Milano, sono aperti a tutti.

Il forum della Provincia Autonoma di Bolzano
Ospitato sulla rete civica dell'Alto Adige, il forum è organizzato in diverse aree tematiche coordinate da un moderatore.


I forum della Regione Basilicata
l forum di basilicatanet.it e' gestito da un moderatore. Viene garantito il rispetto della privacy e dei dati personali tanto che chi partecipa al forum viene presentato con il solo nome utilizzato per l'iscrizione al portale. Non viene pubblicato il cognome

"Se si sviluppa un'architettura informativa adeguata", spiega Arturo Di Corinto, direttore de Il Secolo Della Rete, "dove tutti quanti hanno diritto di parola, dove gli utenti possono essere portati per mano a sviluppare un discorso comune, dove si stabiliscono codici e regole condivise per arrivare a dei risultati pratici, dove magari si ha un obiettivo concreto, non fosse altro quello di stilare un documento da presentare a un politico piuttosto che a un decisore pubblico. In questo caso il risultato sarebbe sicuramente più concreto."

Le esperienze internazionali

Minnesota Electronic Democracy Project (1994)
Promosso dal Hubert Humphrey Institute of Public Affairs di Minneapolis, è un esempio di come, in assenza di approcci che consentano di strutturare i flussi di comunicazione, i servizi di democrazia elettronica tendono a esaurirsi in un uso generalizzato e "quantitativo" delle conferenze elettroniche. Nato con l'obiettivo di creare un luogo in Internet per l'accesso del pubblico alle informazioni fornite dai candidati alle elezioni del Minnesota del 1994 (cfr. Aikens 1996), il progetto è stato integrato nel 1995 da un forum di discussione pubblica con moderatore, il Minnesota Politics and Public Policy E-Mail Forum (MN-POLITICS). Grazie alla risonanza che in quel periodo i mezzi di comunicazione statunitensi riservavano alla discussione sulle information superhighways, MN-POLITICS ha conquistato presto una crescente popolarità, la reputazione di un sistema alternativo di formazione dell'opinione pubblica e infine lo stesso riconoscimento dello stato del Minnesota, che ha recentemente rifinanziato l'iniziativa con un milione di dollari.

UK Citizens Online Democracy (1996)
E' il primo servizio di democrazia elettronica a scala nazionale nel Regno Unito. In questo caso la struttura è più articolata e offre tre livelli di discussione: il Public Forum, aperto a tutti, il Civic Forum, riservato alle associazioni, il Politicians Forum, riservato ai politici. Ogni conferenza è a sua volta suddivisa in gruppi di discussione e i temi dibattuti nel Politicians Forum rispondono alle questioni poste dai partecipanti sia al Civic che al Public Forum.

Rispetto alle esperienze nazionali riportate, è facile cogliere come entrambi i progetti hanno stesso l'obiettivo: consentire una più ampia diffusione delle informazioni, mettere in comune risorse, saperi, proposte. Ma l'esperienza inglese tiene maggiormente conto del sistema di rappresentanza e articola le aree di conferenza su livelli distinti, pur rinunciando a strutturare la comunicazione verticale stabilita tra questi.
Evidentemente già all'interno di questa prima generazione di servizi (viste le date di attivazione!!) si fa strada l'esigenza di approcci più articolati, più attenti ai processi di mediazione. A questo scopo è necessario tuttavia mettere a punto e sperimentare dispositivi (di interazione e di feedback) che consentano una comunicazione più efficace.

In conclusione

Internet rappresenta una grande scommessa per la democrazia e occorre lavorare per preservarlo come luogo di grande forum, di accesso libero alle informazioni, di possibilità di discussione e di confronto. Ma per realizzare questa sorta di democrazia continua occorre lavorare sia in direzione di una necessaria alfabetizzazione informatica per evitare ulteriori divari e discriminazioni. E nello stesso tempo, è doveroso riuscire a andare oltre la semplice innovazione tecnologica e scoprire le implicazioni realmente innovative cui essa può dare luogo come la possibilità di un reale autogoverno della polis da parte dei cittadini.

Approfondimenti

Forum on line: l'incerto futuro dell'e-Democracy - Ne parliamo con Arturo di Corinto, direttore de Il Secolo Della Rete

Il secolo della rete - sito

 
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