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A
che punto è l'e-Gov: Docarea | |
Il
processo di ammodernamento della PA locale sembra sia rimasto, insieme al mercato
consumer, uno dei pochissimi settori a trainare l'economia delle nuove tecnologie
nel nostro Paese, eppure anche in questo settore non tutto procede in maniera
idilliaca. Il 60/70% dell'avanzamento complessivo, il 92% raggiunto dai 52 progetti
più avanzati e i 3 progetti mai partiti sono ormai dati acquisiti, citati
lo scorso Luglio durante la Terza
Conferenza sull'e-Government nelle Regioni e negli Enti Locali, ma per capire
un po' meglio la situazione abbiamo voluto scendere nel particolare e provare
ad analizzare più da vicino qualche progetto e-Gov di cui avevamo parlato
all'inizio della nostra avventura un paio di anni or sono. Prima tappa Docarea:
come procede il progetto, e come sono state affrontate le criticità?
| | Un
brevissimo riassunto | |
"DOCAREA
intende dimostrare come l'organizzazione e la razionalizzazione del back-office
costituisca un importante prerequisito per l'erogazione di servizi efficaci a
cittadini ed imprese, nel rispetto delle leggi, della sicurezza delle transazioni
e della privacy." Così il sito
web ufficiale presenta il progetto classificatosi secondo in assoluto
tra tutti i progetti ammessi al confinanziamento tramite il primo
bando del Ministro per l'Innovazione le Tecnologie. Obiettivo complessivo
di tutte le 250 amministrazioni pubbliche che hanno scelto di aderire al network,
infatti, è quello di realizzare un'infrastruttura tecnologica ed organizzativa
per la condivisione di tecnologie e di metodologie tese ad offrire risposte concrete
alla gestione dei flussi documentali. L'elemento centrale, quindi è
il miglioramento funzionale ed organizzativo degli enti coinvolti: i temi del
protocollo informatico, del documento elettronico, della posta elettronica certificata
e della firma digitale vengono affrontati in vista dell'eliminazione progressiva
e totale dei flussi cartacei, sostituiti con documenti elettronici. La necessità:
per consentire l'avvento di un'amministrazione digitale la maggiore difficoltà
da superare è quella dell'interazione tra sistemi di enti diversi o, addirittura
tra uffici diversi di una stessa amministrazione. I servizi di qualità
possono essere erogati solo se esiste un back office fra amministrazioni ben organizzato. Le
aree di applicazione: ciclo completo di vita dei documenti (nascita, approvazione,
gestione protocollare, conservazione); gestione e scambio dei documenti digitali
con validità giuridica; tecnologia (singoli applicativi ed integrazione);
aspetto giuridico archivistico ed organizzativo. Budget: 10.237.695,
di cui 2.620.000 co-finanziati dal bando e-Government Partecipanti:
Regione Emilia Romagna, 15 Province, 116 Comuni, circa altrettanti Comuni previsti
in riuso, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, UnionCamere Emilia-Romagna. Servizi
erogati: alla creazione dell'infrastruttura seguirà la realizzazione
di 7 servizi finali alle imprese, rappresentativi delle possibili tipologie erogabili.
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| Lo
stato di avanzamento | | A
luglio 2005 si è concluso positivamente il secondo assessmet di monitoraggio,
previsto dal CNIPA, che ha verificato una percentuale complessiva di avanzamento
delle attività del progetto del 74%. Più precisamente:
Si è conclusa la fase progettuale
Si è conclusa la fase realizzativa dell'infrastruttura
È in via di conclusione la fase realizzativa dei servizi
È al via la fase di attuazione
Sono stati attivati 12 poli territoriali attivati
Sono stati attivati 212 nodi
64 server attivati
6024 licenze EDMS acquistate
2680 certificati di firma digitale rilasciati
291 caselle di Poste elettronica certificata attivate |
| L'infrastruttura |
| "Per
arrivare ad avere un sistema omogeneo che fosse in grado di mettere in comunicazione
i diversi nodi del network e di far comunicare i vari enti coinvolti"
Spiega Rossella Bonora, responsabile del Settore Informativo della Provincia di
Bologna e coordinatore del progetto Docarea "non abbiamo seguito la filosofia
'tradizionale' tesa ad individuare una sola soluzione di protocollo, per poi imporla
a tutto il network, ma abbiamo domandato al mercato di registrare i prodotti già
esistenti sulle nostre specifiche. In questo modo siamo risusciti sia a dare continuità
ai nostri enti che già possedevano sistemi di protocollo, sia a porre le
basi per operare in un sistema standardizzato e comunicante". In pratica
si è trattato da una parte di produrre criteri e standard condivisi, e
dall'altra di realizzare servizi web in grado di consentire l'accesso alla piattaforma
tecnologica per la gestione documentale indipendentemente dal sistema di protocollo
utilizzato. Una scelta innovativa, dunque, basata non tanto sulla invasività,
quanto sul coordinamento, scelta che si è rivelata vincente ottenendo risultati
più che positivi. "Al momento", continua la dottoressa
Bonora "Il 90% dei nostri Comuni hanno fornitori già accreditati
per il protocollo, o stanno completando le procedure". Importante
sottolineare che tutti i prodotti accreditati da Docarea sono validati da una
apposita commissione sia sotto il profilo tecnologico che da quello archivistico,
superando, in questa maniera, alcune problematiche sollevate dal Ministero per
i Beni Culturali in materia archivistica. |
| I
tempi | | Nonostante
Docarea sia un progetto da dieci milioni di euro, che coinvolge oltre 250 partner
e che nel tempo si è allargato, intrecciando rapporti di collaborazione
con altri grandi progetti di e-Government, i tempi previsti nella stesura progettuale
del 2001 sono stati rispettati, concedendosi uno sforamento minimo, che attualmente
è di circa due mesi, e che dovrebbe assestarsi, alla conclusione del progetto
sui quattro mesi circa. "Si tratta di tempi assolutamente fisiologici"
spiega l'Assessore alla Comunicazione e ai Sistemi informativi della Provincia
di Bologna, Stefano Alvergna, "Per rispettare i quali abbiamo dovuto sostenere
ritmi di lavoro molto elevati. I quattro mesi di ritardo che prevediamo di raggiungere
a conclusione del progetto - marzo 2006 - ci confermeranno come uno dei progetti
più efficienti, con percentuali di successo ben al di sopra della media
nazionale".
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Obiettivi
raggiunti macro e micro | |
Il
progetto Docarea, sotto il profilo degli obiettivi, va distinto in due grosse
aree di applicazione. Da una parte ci sono gli obiettivi tecnologici, illustrati
nel progetto e-Gov presentato al bando per il cofinanziamento, e dall'altra, invece,
gli obiettivi organizzativi esplicitati dal cambiamento dei processi amministrativi
negli enti che, aderendo a Docarea, hanno ora a disposizione un'infrastruttura
di gestione documentale. "Dal punto di vista degli obiettivi macro"
ci spiega Rossella Bonora "Possiamo dire, con orgoglio, di essere risusciti
a raggiungere il grande risultato della diffusione della cultura tecnologica e,
soprattutto, della realizzazione della piattaforma comune, basata su standard
condivisi, per spingere tutte le amministrazioni a lavorare nello stesso modo
e a ragionare in maniera compatibile. Mentre ciò che ancora manca, e per
cui lavoreremo nei prossimi mesi è lo sviluppo di servizi prototipali allo
scopo di dimostrare che il sistema funziona". "Oltre a questo
risultato tecnologico, ed infrastrutturale" continua l'Assessore Alvergna
"Il vero obiettivo che Docarea si poneva di raggiungere era un risultato
osservabile su scala micro, misurabile, cioè, in ogni singola amministrazione.
Da questo punto di vista avere una piattaforma di dialogo e raggiungere tutti
gli obiettivi tecnologici è un primo passo, che deve però evolversi
coinvolgendo direttamente tutta la parte organizzativa per fare in modo che questi
sistemi vengano utilizzati realmente, semplificando, così, la macchina
amministrativa". Terminata la fese dell'e-Government tecnologico,
quindi, per Docarea inizia quella dell'e-Gov organizzativo, fase, questa, affidata
alle singole amministrazioni e tesa a realizzare l'obiettivo di un'amministrazione
senza carta. | | Un
esempio di e-Gov organizzativo: la Provincia di Bologna |
| Rilascio
a tutti i dipendenti degli strumenti di autenticazione personali ed amministrativi,
per l'accesso al sistema, avvio di un programma di formazione intenso per tutti
i 1200 dipendenti dell'amministrazione provinciale, con corsi di una durata media
di 6 mattinate in aule attrezzate a cui si aggiungono moduli personalizzabili
in modalità e-Learning, tematiche formative che toccano tutti gli aspetti
coinvolti in Docarea da quelli tecnologici a quelli archivistici, fino a quelli
organizzativi e giuridici, revisione di tutto il sistema informativo provinciale
(a partire da novembre prossimo) ridisegnando tutti i processi interni di ciascun
settore sulla base della piattaforma tecnico-organizzativa. Queste le azioni avviate
dalla Provincia di Bologna per rendere realtà gli obiettivi organizzativi
di Docarea nella propria amministrazione, a cui vanno poi aggiunte tutte le altre
studiate insieme ai Comuni del proprio territorio e, in maniera particolare, alle
associazioni sovracomunali. In prospettiva, infatti, ciò a cui mira la
Provincia è caricare sulla gestione associata gran parte dell'onere di
gestione della tecnologia, evitando così le diseconomicità di lasciarla
parcellizzata sul territorio. In questo sforzo è impegnata tutta l'amministrazione,
sia per quanto riguarda la parte amministrativa, che quella organizzativa, che
quella politica, come ci assicura l'Assessore Alvergna: "Noi crediamo
molto in questo progetto, ed è per questo che lo stiamo portando avanti
con un inpiego importante di risorse. Non è possibile, infatti, pensare
che un piccolo Comune sia in grado di mettere in campo le risorse necessarie ad
attuare un cambiamento così epocale come la realizzazione dell'amministrazione
digitale ed occorre un aiuto ed un'intervento mirato da parte dell Province e
delle Regioni. I livelli di intervento che stiamo mettendo in pratica in questo
senso sono tre. Innanzitutto si lavora sul deployment delle soluzioni, delle tecnologie
e delle componenti organizzative realizzate non solo grazie a Docarea, ma anche
grazie a tutti gli altri progetti, grandi e piccoli, su cui è impegnata
la Provincia di Bologna. A tal fine è stata creata anche una struttura
ad hoc: l'Ufficio Comune per l'e-Government. In secondo luogo stiamo realizzando
un passaggio di risorse massiccio per supportare tanto l'infrastrutturazione quanto
la formazione e l'accompagnamento degli uffici informativi dei comuni del nostro
territorio. Ed infine stiamo portando avanti, insieme alla Regione, il progetto
di connessione a larga banda del territorio, con l'estensione della rete regionale
LEPIDA". |
| Un
successo senza difficoltà? | |
A
quanto pare, dunque, l'etichetta di isola felice che si è guadagnata nel
corso degli anni la Regione Emilia-Romagna sembra coinvolgere anche il progetto
Docarea: "Certamente godere di questa reputazione non può che farci
piacere" ci dice Rossella Bonora "Ma questo non vuol dire che
da noi sia tutto semplice. Certamente siamo un territorio che da anni cammina
in una determinata direzione e lavorando sodo a tutti i livelli siamo riusciti
ad innescare un meccanismo che agevola l'introduzione e lo sviluppo di progetti
innovativi. Anche la lungimiranza di aver puntato sui giovani e di avere ad oggi
una classe dirigente con un'età anagrafica al di sotto della media ci aiuta,
ma questo non vuol dire che qui da noi, come, in qualsiasi altra amministrazione,
non sorgano delle difficoltà. Tutto sta nell'affrontarle correttamente
magari provando a 'gettare il cuore oltre l'ostacolo' - se mi permette l'espressione
-. Certo questo comporta dei rischi, ma a volte è necessario rischiare
per ottenere un successo". "Oramai" chiude l'Assessore
Alvergna "non ci sono più scuse. La tecnologia esiste e funziona
così come la normativa che c'è ed è sufficientemente armonica,
anche grazie al Codice dell'Amministrazione
Digitale. Ciò che ci resta da fare è cambiare il modo di
lavorare dell'operatore pubblico e cercare convincere gli utenti della bontà
dei nuovi sistemi, invitando ad usarli e a capire che la Pubblica Amministrazione,
per lo meno quella emiliano romagnola, è cambiata, e con uno sforzo corale
potrà cambiare ancora di più". |
| Approfondimenti
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"Provincia
amministrazione digitale", un'intervista con Cristina Franceschi - Dirigente
Servizio Informativo della Provincia di Ferrara
Il portale del Progetto Docarea |
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| news |
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