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Dopo
la Sicilia, anche in Campania, Puglia e Calabria saranno realizzati
790 chilometri di rete in fibra ottica. In Calabria saranno realizzati
260 chilometri di rete in fibra ottica, che ridurranno del 38 per
cento il divario tecnologico con le altre zone del Paese; in Puglia
si arrivera' a 350 chilometri; in Calabria saranno 105 mila i cittadini
di 25comuni interessati dai lavori. E' attiva la banda larga per
l'accesso veloce ad internet nella Comunita' Montana del Savuto,
in provincia di Cosenza; mentre si chiama 'Mercurio Fvg'
la societa' a partecipazione pubblica che la Regione Friuli Venezia
Giulia costituira' per creare un'infrastruttura di rete di telecomunicazioni
a banda larga regionale.
L'Italia ha compiuto molti passi in avanti nel campo dell'informatizzazione,
ma alcune criticita' impediscono il pieno compimento dell'era digitale
anche nel nostro paese. E' quanto emerge dal Rapporto Anfov
2005 (Associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione).
Secondo il rapporto l'Italia occupa il 17/o posto di una ipotetica
classifica mondiale in quanto a diffusione della larga banda, posizione
conquistata grazie a una crescita dei collegamenti che nel 2003
e' stata di 2,28 milioni di unita', fino a raggiungere, nel 2004,
i 4,43 milioni di linee. Leader
indiscusso del settore e' la Corea del Sud, con 14 linee ogni 100
abitanti, quasi il doppio di quelle installate nel Bel Paese (7,8),
che a sua volta si pone dietro a Francia, con oltre il 10%, e Germania
(8%), ma davanti al Regno Unito e alla Spagna. Se si considerano
tutti gli accessi, comprese le linee 3G, l'Italia, con l'8,3%, si
colloca nella media europea di 8,4 accessi a banda larga ogni 100
persone. Oltre la media si trovano Olanda e Danimarca (18% circa),
seguite da Belgio (16%) e Svezia (15%).
La trasmissione via etere e' l'unica soluzione finora al problema
della banda larga nei piccoli comuni difficili da raggiungere. Siamo
un Paese che cerca di recuperare terreno nelle autostrade informatiche
e punta a raggiungere i 7-8 milioni di collegamenti a larga banda
entro il 2005, grazie sopratutto alla domanda pubblica. Manca una
cultura dell'innovazione tecnologica nelle imprese, che è
ancora troppo debole. Infatti, l'utilizzo
della banda larga in Italia cresce a ritmi europei, ma non altrettanto
si puo' dire dell'apertura del mercato, molto al di sotto della
media dell'Ue a 25. Stando
allo studio, in Italia la quota di mercato riservata ai nuovi entranti
e' pari al 27%. Una percentuale che colloca il Paese al quartultimo
posto della classifica: peggio di noi, infatti, fanno solo Polonia
(0%), Portogallo (19%) e Germania (20%). La media europea, invece,
e' al 47%: vale a dire, in sostanza, che ogni due clienti di Internet
a banda larga, uno ha scelto l'ex monopolista e l'altro un nuovo
operatore. La situazione piu' rosea, dal punto di vista della concorrenza,
si trova inaspettatamente in Romania, dove la quota di mercato riservata
agli operatori appena entrati e' addirittura del 100% (ma i clienti
sono appena l'1,4% del totale). Tra i maggiori Paesi europei, la
Gran Bretagna svetta ai primi posti con il 75%, mentre in Francia
la quota dei nuovi e' pari al 57% e in Svezia al 60%. Ecco
in una tabella la quota di mercato dei nuovi entranti nei vari Paesi
e la penetrazione della banda larga ogni 100 abitanti.

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