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e-Gov:
è necessario un salto di qualità Ne
parliamo con
Stefano
Kluzer - Progetto CRC |
Il Terzo Rapporto sull'e-Government è stato preceduto da un'intensa campagna
di comunicazione riguardo ai rapporti regionali, tutti messi a disposizione sul
sito CRCitalia.it. Per le due edizioni precedenti non c'è stata la stessa
enfasi, a cosa è dovuta questa differenza di approccio comunicativo? | |
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| In
realtà più che di una strategia si è trattato di una casualità.
Il rapporto come tutti gli anni avrebbe dovuto essere pubblicato a metà
Febbraio, ma alcuni problemi hanno fatto slittare l'uscita del rapporto nazionale.
Per questo abbiamo deciso di far uscire comunque i report regionali, già
pronti, e ci siamo riservati di posticipare la pubblicazione del rapporto nazionale.
In questo modo abbiamo avuto maggior tempo per leggerli più analiticamente
ed in maniera trasversale e soprattutto per dare più visibilità
ai report regionali, che di solito passano in secondo piano. Anche se è
successo per caso, quindi, siamo contenti del risultato ottenuto perché
c'è stata l'occasione per sottolineare un'oggettiva maturazione dei rapporti
stessi, che quest'anno sono molto ricchi dal punto di vista dell'informazione. |
| Ci
sono state differenze anche nella preparazione e stesura di questa edizione? | |
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| C'è
stata una maggiore attenzione alla specificità e alla singola iniziativa
regionale. Negli anni passati, infatti, si era cercato di individuare, all'interno
dei report regionali, un quadro informativo minimo, comune per tutte le Regioni,
e per questo i rapporti risultavano molto più omogenei. Dopo due anni abbiamo
preferito, invece, lasciare maggiore autonomia e maggiore spazio a ciascun CRC.
Logicamente resta l'impianto comune, perché l'obbiettivo finale è
quello di dare la possibilità al lettore di comprendere e raffrontare i
singoli rapporti, ma si è scelto di dare maggiore risalto alle realtà
locali. Il passaggio successivo è quello di rafforzare sempre più
il taglio comunicativo e di analisi del rapporto, lasciando la componente informativa
ad altri canali sempre a disposizione e aggiornabili più frequentemente. |
| Nell'introduzione
si parla di una prima fase di sviluppo che ormai occorre superare se si vuole
realmente ottenere un salto di qualità. Questo vuol dire che la situazione
che emerge da questo Terzo Rapporto non è tra le migliori? | |
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| La
riflessione che si fa nell'introduzione da lei citata riguarda soprattutto la
governance di questi processi alla luce dei risultati che gli investimenti fatti
finora stanno producendo, soprattutto per quanto riguarda la componente infrastrutturale.
Servizi di questo tipo stanno ormai diventando realtà concrete ed in questo
quadro diventa importante adeguare anche il governo e la gestione complessiva
delle infrastrutture. Un passo in questa direzione è stato fatto ad esempio
con il decreto sul Sistema Pubblico di Connettività che prevede la creazione
di una commissione mista, formata da rappresentanti delle amministrazioni centrali
e locali, che si occupi di gestire e mantenere l'infrastruttura. La proposta che
è stata affrontata nel convegno
di questa mattina è stata proprio quella di rendere strutturale
questa gestione federata, non solo per sistema pubblico di connettività,
ma in senso più ampio per tutta la gestione di progetti di e-Government.
In sostanza il salto di qualità che si auspica consiste nell'adeguare le
strutture di governance dell'e-Government non solo a logiche istituzionali, che
vanno nel senso del federalismo amministrativo, ma anche a logiche funzionali
in cui gli tutti gli attori devono coordinarsi e co-gestire queste strutture affinché
funzionino bene. |
In
questo senso è fondamentale la cooperazione applicativa | |
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| Assolutamente.
La cooperazione applicativa è il cuore pulsante di tutto l'e-Government,
perché i servizi infrastrutturali non sono fini a se stessi, ma sono funzionali
al fatto di rendere le PA in grado di scambiarsi dati in formato digitale e, soprattutto,
in modo efficiente. Lo sviluppo e-Government non può prescindere dalla
cooperazione applicativa, ma il problema è che essa necessita di determinate
condizioni per cui le PA devono poter dialogare tra di loro, attraverso reti efficienti
che garantiscano una certa ampiezza di banda ed un servizio sicuro, e devono poter
utilizzare un back office integrato in grado di funzionare in modo fluido. Per
intenderci il famoso risultato finale, per cui il cittadino comunica i propri
dati una sola volta, lasciando alle singole amministrazioni il compito di verificarli
e renderli disponibili alle altre amministrazioni, non può avvenire finché
il back office viene gestito attraverso interrogazioni dirette da parte di un
operatore. Ci devono essere sistemi informativi in grado di dialogare direttamente.
Questo passaggio si sta avviando in diverse regioni, ma sempre all'interno di
un quadro armonizzato. Ad esempio il progetto ICAR di cui si è parlato
questa mattina, riguarda proprio lo sviluppo di sistemi di interscambio dati come,
ad esempio, le compensazioni sanitarie, le tasse automobilistiche regionali, i
servizi per l'impiego eccetera. |
| In
un recente commento il Ministro Stanca ha evidenziato i successi del programma
e-Gov (il completamento dei 134 cantieri aperti è al 62%), ma ha anche
evidenziato il forte ritardo di alcuni progetti, che hanno rallentato tutto il
programma. Quanto è pesato complessivamente questo ritardo? | |
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| Innanzitutto
bisogna dire che i dati riportati nel rapporto, quelli relativi al febbraio 2005,
riportavano un avanzamento complessivo del 54%. Quindi il dato del Ministro Stanca,
dopo 5 mesi, è sicuramente positivo. Per quanto riguarda il peso dei progetti
in fase critica è ovvio che dal punto di vista meramente quantitativo un
dato negativo influisce su tutta la media matematica, abbassandola, ma da un punto
di vista qualitativo non è stata fatta un'analisi di questo tipo. I singoli
rapporti sono, però, molto ben dettagliati e danno un quadro completo e
puntuale sullo stato di attuazione di ogni singolo progetto, quindi volendolo
si potrebbe benissimo discriminare quali siano i progetti veramente critici a
livello globale. Chiaramente durante il processo di attuazione della seconda fase,
in particolare per quanto riguarda il Riuso, le Regioni dovranno realizzare un'analisi
approfondita in modo da andare a coprire in maniera intelligente tutta l'offerta
di servizi sul proprio territorio. In ogni caso il monitoraggio mostra come il
complesso dei progetti di tipo infrastrutturale, che sono abilitanti rispetto
a quelli di servizio, sia nettamente positivo, quindi in questo senso non si assiste
ad un effetto freno. |
| Nel
Rapporto si traccia un primo bilancio del Secondo Bando di cofinanziamento per
l'e-Gov e degli Accordi di Programma Quadro? | |
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| In
realtà ci siamo limitati a comporre il quadro informativo, quindi non abbiano
aggiunto nulla di nuovo alle informazioni che sono state date in questi ultimi
mesi, se non un po' di organicità. Per quanto riguarda il secondo bando
ci siamo limitati a ricordare quali bandi sono stati attivati e quando, quanti
progetti hanno risposto, quanti sono stati cofinanziati e così via. Per
quanto riguarda gli APQ, invece, abbiamo cercato di creare una classificazione
rispetto agli obiettivi di policy, per individuare le finalità prevalenti.
Ciò che emerge è un quadro coerente rispetto all'obbiettivo istituzionale
dell'Accordo di Programma Quadro: realizzare interventi di carattere strutturale
per lo sviluppo territoriale. |
Quali
sono gli altri elementi su cui orientare maggiormente l'azione innovativa? | |
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| All'interno
del gruppo CRC abbiamo una serie attività chiamate "Gruppi di lavoro
tematico", in cui vengono approfondite tematiche di interesse per un certo
numero di CRC. In questo senso possiamo ricordare il lavoro sull'accesso alla
banda larga nella aree periferiche. Tutti questi temi sono riportati nel decimo
capitolo del Rapporto, con un intero paragrafo dedicato alla specializzazione
dei CRC su particolari temi dell'e-Government. Uno di questi temi è l'e-leraning,
riguardo al quale, sulla spinta di una forte attenzione da parte di numerosi CRC,
abbiamo realizzato un censimento dei documenti contenenti indicazioni e materiali
emessi da Regioni e Province. Da un attento lavoro di lettura e classificazione
è derivato un ipertesto, disponibile su web. |
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