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III Rapporto e-Gov: l'e-Government è ad una svolta

L'e-Gov esce da una stato di straordinarietà ed entra invece nell'ordinario, entra nella pianificazione, nella programmazione e nei piani di sviluppo di quasi tutte le Regioni. Questo cambiamento di percorso è uno dei dati più rilevanti del Terzo Rapporto sull'e-Government nelle Regioni e negli Enti Locali che il Coordinamento Nazionale dei CRC ha presentato questa mattina durante la Terza Conferenza sull'e-Government. C'è bisogno di un salto qualitativo verso modalità più mature di attuazione e sviluppo della Società dell'Informazione, che coinvolga tutto il territorio grazie a due comuni denominatori: back office e cooperazione applicativa.

Le Regioni protagoniste

Le Regioni sono le vere protagoniste di questo terzo rapporto, a conferma di quanto già anticipato nei Rapporti Regionali pubblicati nei mesi scorsi. L'investimento in innovazione tecnologica nella Amministrazione Locale, infatti, procede con un trend di crescita del 2,7%, mentre quello nella PA centrale ha subito, nell'ultimo anno, una flessione del 1,2% (dati Assinform). Questo dato, come si legge nell'introduzione del Rapporto, da una parte dimostra quanto si è lavorato per promuovere un processo federato di governance dell'innovazione, basato sulla cooperazione interistituzionale a tutti i livelli, dall'altro rispecchia una preoccupante discontinuità nello sviluppo dell'e-Government, esplicitando la necessità di individuare nuove forme di attuazione non più basate sull'avvio di una molteplicità di progetti, ma sul coordinamento e sulla razionalizzazione delle risorse verso l'innovazione di quei territori che per un motivo o per un altro procedono a rilento.
Tra i dati più interessanti presentati nel Rapporto 2005 ci sono proprio quelli relativi all'avanzamento dei 134 cantieri digitali. Stando ai dati del febbraio 2005 l'avanzamento medio dei progetti si attestava a circa il 54%, ma questa cifra, secondo quanto dichiarato proprio questa mattina nel corso della Conferenza dal Ministro Stanca "Ha conosciuto un vero e proprio balzo in avanti arrivando, negli ultimi 4 mesi, al 62%".
Non mancano comunque le note dolenti: 16 cantieri su 134 sono in fase critica, fermi al di sotto del 15% dell'avanzamento, e il ritardo complessivo sulla tabella di marcia iniziale è di circa 6-12 mesi. Insomma tra i molti successi non si possono dimenticare le criticità e i ritardi di molti territorio, come per altro è stato fortemente sottolineato dall'intervento di Renato Soru, Presidente della Regione Sardegna. "Il vero salto di qualità verso l'innovazione e verso una PA digitale - ha dichiarato Soru - si potrà avere solo quando si darà avvio ad iniziative in grado di riunire in un coordinamento unico tutte le moltitudini di tavoli parziali finora realizzati. Solo così sarà possibile fare il punto sullo stato complessivo di attuazione dell'e-Government in Italia, ed avere finalmente una visione globale che porti ad un indirizzo comune in tutto il paese per quanto riguarda l'innovazione, allineando le Regioni che sono rimaste indietro".

Gli APQ

Il Rapporto ricorda poi come lo strumento principale di attuazione delle politiche in questo campo sia rappresentato dagli Accordi di Programma Quadro (APQ) sulla Società dell'Informazione. L'APQ è, infatti, lo strumento di programmazione negoziata che meglio si adatta alle azioni di coordinamento dei diversi livelli istituzionali (locale, regionale, nazionale, europeo) coinvolti nell'attuazione dei processi di sviluppo economico territoriale, ed essendo sottoscritto dai dirigenti di settore della Regione, del Ministero dell'Economia e delle Finanze (nel 2004 la collaborazione con il MEF si è estesa a tutte le Regioni) e dell'amministrazione centrale competente, è segno della necessaria convergenza di risorse nazionali, regionali, comunitarie su obiettivi unitari. "In questa maniera, ha sottolineato Giulio de Petra Direttore dell'Area Innovazione per le Regioni e gli Enti Locali del CNIPA, si evitano inutili "finanziamenti a pioggia" e si precisa l'individuazione dell'intreccio tra strategie nazionali e strategie regionali, con un occhio di riguardo alla capacità di attuazione dei singoli progetti".

A partire dal 2002 e fino al 30 aprile 2005 sono stati stipulati 17 APQ e 7 accordi integrativi tra Stato, Regioni e Autonomie locali nel settore Società dell'informazione, per un valore totale di 489.690.969 euro.

Il Rapporto 2005

Anche per quest'anno il coordinamento dei CRC ha mantenuto una struttura coerente nel tempo, molto simile a quella degli anni passati, anche se nelle modalità di realizzazione è stata lasciata molta più libera iniziativa alle singole realtà regionali, permettendo di realizzare ad ogni CRC particolari focus centrati sugli argomenti allo stato più avanzato, o quelli innovativi in ogni Regione, dando spazio, nella Seconda parte, ad un vero e proprio report trasversale. Ma procediamo per ordine.
Innanzitutto il Rapporto Nazionale è tratto dai 20 report regionali (uno per ogni Regione ad eccezione del Molise in cui la struttura del CRC è ancora in fare di realizzazione), tutti con una struttura tendenzialmente omogenea: una prima parte sull'avanzamento del quadro di policy locali, una seconda dedicata all'avanzamento dei progetti di innovazione tecnologica e, come dicevamo, la parte sui focus tematici. Seguendo questa linea anche il Rapporto nazionale 2005 è suddiviso in tre parti:
Prima parte - si tratta di una lettura trasversale dei singoli Rapporti Regionali con particolare evidenza all'avvio di iniziative finalizzate all'accesso a banda larga nei piccoli Comuni e alla maggiore inclusione e partecipazione della cittadinanza nei processi di innovazione. Vengono, inoltre, riportati gli avanzamenti relativi agli Accordi di Programma Quadro per la società dell'informazione emersi nell'ultimo anno. Il capitolo 3 della prima parte illustra come la revisione di medio periodo del Quadro Comunitario di Sostegno e dei programmi operativi regionali di Obiettivo 1 (che ha interessato nel 2004 tutte le Regioni del Mezzogiorno), abbia prodotto un sostanziale riallineamento della programmazione 2000-2006 con gli orientamenti e le priorità recenti maturati a livello europeo e nazionale. Spostando l'attenzione dalle politiche alla progettualità. Il capitolo 4 propone una fotografia sull'avanzamento dei progetti del 1° Avviso di e-Government, mentre il capitolo 5 tratta l'avvio operativo della fase 2, con gli avvisi per il Sistema Pubblico di Connettività (SPC), il t-Government, e l'e-Democracy, già avviati e le offerte di riuso e la comunicazione in fase di preparazione. Il capitolo 6, a sua volta, è interamente dedicato all'avviso per i progetti sulla cittadinanza elettronica, ovvero l'e-democracy. Gli sviluppi negli strumenti e servizi abilitanti l'e-government sono trattati, invece, nel capitolo 7, che presenta il nuovo modello per l'interoperabilità e la cooperazione applicativa del SPC e il progetto interregionale ICAR che lo sperimenterà in vari campi e nel capitolo 8, dedicato alle iniziative sempre più numerose per la diffusione delle carte di accesso ai servizi secondo lo standard della Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il capitolo 9 presenta i risultati della prima rilevazione dell'Osservatorio sui servizi on-line attivato dalla rete CRC a fine 2004. Si segnala l'ampiezza della ricognizione - che ha coperto tutti i Comuni con più di 10.000 abitanti - e la specifica metodologia utilizzata, basata su una lista normalizzata di circa 450 servizi a cittadini e imprese. Il capitolo 10, infine, propone come di consueto il quadro dell'avanzamento del progetto CRC, evidenziando in particolare le "specializzazioni" e iniziative maturate nell'ultimo anno nella rete CRC su temi quali: l'accessibilità ai servizi di e-government; l'e-democracy; le soluzioni alternative per la banda larga in aree periferiche; l'innovazione dei piccoli Comuni; la misurazione della società dell'informazione e il riuso delle soluzioni di e-government.

Seconda parte - schede di sintesi dei singoli Report regionali. Le Regioni Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Sardegna e Veneto hanno anche pubblicato una versione cartacea dei rispettivi Report regionali 2005, ottenibile a richiesta dai rispettivi CRC locali.

Terza parte - sintesi della ricerca realizzata da un gruppo di lavoro della rete CRC sulle politiche per l'e-learning a livello regionale.

Approfondimenti

e-Gov: è necessario un salto di qualità, un'intervista con Stefano Kluzer, del Progetto CRC
Tutti gli Interventi audio/video della Terza Conferenza e-Gov
Le slides di Giulio De Petra
Le slides di Stefano Kluzer
Le slides di de Costanzo

 
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