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tecnologie
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UNA
REGIONE IN RETE
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Per
connettere tutti gli enti pubblici lombardi, la Regione Lombardia si è
dotata di una struttura Virtual Private Network (VPN).
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La
Rete Regionale della Lombardia
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Con
1545 Comuni, 11 Province, 15 Asl e innumerevoli altri enti pubblici, la
Lombardia è una delle più complesse realtà regionali
del nostro Paese. Si contano piccoli, medi e grandi centri: un caso esemplare
è la località di Morterone (Lc), il comune più piccolo
d'Europa con 27 abitanti, sino ad arrivare alla metropoli milanese con
circa un milione e mezzo di persone. Proprio nel rispetto di tanta ricchezza
e diversità si è mossa la Regione Lombardia con il Programma
Lombardia Integrata.
La RRL (Rete Regionale Lombarda) è una struttura di telecomunicazioni
efficiente ed economica capace di collegare gli enti pubblici lombardi,
non soltanto Comuni e Province, ma anche ospedali, questure, biblioteche,
Asl, uffici di polizia e altre strutture regionali. Per l'attuazione di
un progetto così ambizioso, la Regione si è affidata ad
un gruppo di lavoro, costituitosi ad hoc e coordinato da Chiara Calmieri
della società Lombardia Informatica, che ha avviato un laboratorio
di studio censendo gli enti presenti sul territorio e disegnando le relative
architetture di rete. "Il risultato di questo studio",
spiega Chiara Palmieri, "ha condotto all'identificazione di un
determinato numero di profili tipo. Con la topologia ben delineata si
è provveduto a contattare i vendor. È stato chiesto loro
di trovare una soluzione che potesse soddisfare tutti i profili identificati,
in termini sia di connettività che di sicurezza, specificando i
tipi di apparati che avrebbero utilizzato e le funzionalità che
supportavano. L'architettura VPN (Virtual Private Network) proposta da
Cisco Systems si è rivelata la soluzione ottimale per inserire,
in maniera non invasiva e sicura, gli apparati VPN in una Pubblica Amministrazione
con una configurazione di rete tanto complessa".
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La
soluzione Cisco Systems: economicità, funzionalità e non
invasività.
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Le
direttive della Regione prevedevano una serie di specifiche vincolanti:
il progetto doveva essere
economicamente sostenibile;
doveva valorizzare e
preservare quanto già presente sul territorio a livello tecnologico;
La scelta di una rete VPN, che cifra i dati durante il loro passaggio
facendoli transitare in una sorta di tunnel virtuale di protezione all'interno
di una rete pubblica, è parsa la scelta ideale per Regione Lombardia,
quella che più di altre ha garantito il contenimento dei costi
e l'impiego degli investimenti già realizzati.
Il Programma Lombardia Integrata ha avuto il suo trampolino di lancio
nell'anno 2002, in occasione del blocco del traffico che ha coinvolto
numerosi comuni lombardi. L'ordinanza è stata comunicata ai vari
enti attraverso la RRL. Grazie ai sistemi di autenticazione e sicurezza,
garantiti da questa rete regionale, i documenti inviati erano da ritenersi
ufficiali e ciò comportava l'abbandono della documentazione cartacea
dalla quale prima di allora non si poteva prescindere. Spiega A. Confalonieri
Responsabile dell'Area Sistemi Informativi e Comunicazione della Regione
Lombardia: "Prima dell'attivazione della RRL, i servizi regionali
venivano pubblicati su Internet. Agli Enti si richiedeva la compilazione
dei moduli on line e poi l'invio del modello cartaceo corrispondente.
Il sistema di autenticazione e sicurezza che caratterizza la RRL, ha liberato
gli aderenti dalla compilazione e dall'invio della documentazione cartacea.
La semplificazione delle pratiche burocratiche ha lentamente popolato
la RRL"
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Dalla
comunicazione ai servizi
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La
costruzione di questo articolato sistema di telecomunicazioni, ha comportato
per molti enti lombardi la dismissione di costose linee dedicate, con
rilevanti risparmi dei costi e la possibilità di diventare loro
stessi erogatori di servizi. La peculiarità della RRL risiede proprio
nel suo essere "democratica". La connessione degli enti avviene
in maniera paritetica: Regione Lombardia, pur esercitando un indispensabile
ruolo di aggregazione e supervisione, si connette allo stesso livello
degli altri e agevola la pubblicazione di servizi e la comunicazione non
solo con il centro bensì tra gli stessi enti, sì da ottenere
un potente e utile strumento di lavoro per tutta l'amministrazione regionale.
Il controllo del Centro, attuato dalla Regione, si limita a garantire
l'autenticazione univoca degli utenti, la trasmissione sicura e l'autorizzazione
degli accessi. Per tutto il resto, la presenza di Regione Lombardia è
discreta e poco invasiva. "Data l'eterogeneità degli afferenti,
la connessione alla RRL avviene tramite apparati VPN software o hardware",
spiega Marcello Baldo di Lombardia Informatica. "Nel caso dei
piccoli enti è stato sufficiente l'installazione di un apparato
software dalla configurazione automatica. La semplicità dell'installazione
ha comportato di conseguenza la richiesta di competenze tecnologiche di
livello base. Laddove è stato necessario, comunque, la Regione
si è fatta carico di formare e supportare chiunque ne facesse domanda.
Se attivati gli apparati software o hardware, creano il canale virtuale
che collega gli afferenti alla RRL".
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Una
rete in continua evoluzione
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Primo
caso in Italia di Rete regionale a utilizzare un sistema VPN sfruttando
Internet come mezzo di comunicazione, la RRL è in costante evoluzione,
in virtù non solo delle continue adesioni degli enti lombardi pubblici,
ma anche di alcuni enti privati che erogano servizi pubblici. Lo stesso
Ministero dell'innovazione e della Tecnologia, impegnato a condurre uno
studio di fattibilità sull'impatto che l'e-government avrà
nella PA del nostro Paese, guarda con interesse al sistema implementato
in Lombardia. Il segreto del successo di questo progetto è da ricercare
nella motivazione al raggiungimento dell'obiettivo del compatto gruppo
di lavoro costituitosi, unitamente alla visione pragmatica di Regione
Lombardia, che ha preteso risolutamente la realizzazione del sistema di
comunicazioni basandosi su quanto la tecnologia metteva a disposizione
"qui e ora", senza per questo precludersi le possibilità
che il futuro aprirà. "Partecipare con la nostra competenza
e tecnologia alla creazione di un canale preferenziale di contatto tra
i tanti enti pubblici lombardi, è stato per noi motivo di orgoglio",
commentano Francesco Tripepi, Account Manager di Cisco Systems Italia
e Stefano Menoncin System Engineer Cisco Systems Pubblica Amministrazione.
"A Regione Lombardia non abbiamo fatto altro che proporre l'architettura
di rete che da tempo sperimentiamo e utilizziamo con ottimi risultati
in Cisco". Il processo di innovazione tecnologica nelle Pubbliche
Amministrazioni permetterà in un prossimo futuro il collegamento
di tutti gli enti pubblici italiani, sino alla costituzione di un governo
elettronico. È il grande obiettivo dell'e-government che Regione
Lombardia, con l'apporto della tecnologia di Cisco Systems, ha probabilmente
contribuito, nel suo piccolo, a realizzare.
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Approfondimenti
Il Case History Cisco-Lombardia
Integrata
Cisco Systems PowerNow
Il
programma Lombardia Integrata della Regione Lombardia
Soluzioni
Cisco per la Pubblica Amministrazione Locale
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