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TMPL2
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Qualità
e semplificazione:
questioni di mentalità ed innovazione
tecnologica
Ne
parliamo con
Gianna
Di Danieli - Responsabile del Progetto Qualità e Semplificazione
e Fabio De Visintini - Direttore della Comunicazione
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Nella
presentazione del Servizio qualità si legge che uno degli
obiettivi è "costruire un'amministrazione amica del
cittadino", la trasparenza amministrativa è quindi un
primo step in questa direzione?
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La
pagina web dedicata al progetto TrasparEnte è stato un momento,
importante e qualificante, di un più ampio percorso approvato dalla
Giunta Regionale che ha come obiettivo la semplificazione amministrativa
ed il miglioramento della la qualità della regolazione. Il Servizio
Qualità è nato all'interno di questo percorso, così
come l'idea che nel cercare di ridurre i costi inutili e contemporaneamente
rilanciare la competitività, la qualità delle regole dovesse
avere un ruolo primario. Prima di creare una regola, in sostanza, bisogna
tenere presente quale è la reale necessità da soddisfare
e soprattutto bisogna ascoltare i destinatari dell'intervento, analizzando
le conseguenze che il provvedimento avrà su di essi e consentendo
loro di intervenire nell'iter decisionale.
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Quali
sono gli altri step?
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Nell'ambito
del progetto qualità e semplificazione abbiamo individuato tre
momenti principali: la creazione di una cultura della qualità all'interno
dell'ente; l'introduzione di un percorso virtuoso di qualità che
includa sistemi avanzati di analisi, come l'Analisi di Impatto della Regolazione,
ed infine la messa a punto di strumenti innovativi che consentano di velocizzare
ed implementare questo processo. In questo quadro il sito TrasparEnte
si colloca quindi nell'ultimo momento ed anche se iattualmente è
lo strumento che sembra avere più successo, perché ha una
forza comunicativa notevole, non è certo il solo. In sostanza il
progetto Qualità e Semplificazione non è altro che la traduzione
di uno dei più importanti obiettivi del programma del Presidente
Illy.
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Quali
sono i tempi previsti per questa azione innovatrice?
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Come
dicevamo, essendo uno degli assi principali del programma di governo della
Regione, il progetto coinvolge tutta la durata della legislatura. Sul
sito istituzionale è disponibile un'agenda
normativa, divisa per tipo di provvedimenti, in modo da consentire
a chiunque di sapere quali sono gli interventi che l'amministrazione regionale
intende porre in essere e con quali modalità. Il progetto vedrà
impegnata tutta la legislatura anche perché coinvolge obiettivi
di larghissimo respiro e, soprattutto, insiti nell'attività legislativa
stessa della Regione. Ad esempio è ovvio che il cambiamento di
mentalità (non più redazione formale, ma necessità
di porsi dalla parte dei destinatari dell'intervento cercando di interpretarne
i bisogni) non può avere una scadenza. Si tratta di traguardi verificabili
solo a fine legislatura.
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L'AIR
è uno dei punti cardine della vision "Human Governace"
proposta dal Ministro per la Funzione Pubblica, ma poche solo le
amministrazioni che hanno avviato un cammino in questa direzione.
Vi sentite dei pionieri? Quali saranno i vostri modelli?
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Effettivamente
possiamo definirci dei pionieri, ed anche per questo stiamo procedendo
per gradi. Al momento abbiamo due sperimentazioni in atto, seguite dal
punto di vista del tutoraggio dal consorzio MIPA. Trattandosi di sperimentazioni
tuttora in corso non abbiamo ancora a disposizione dei dati, ma speriamo
arrivino entro la fine dell'Estate. Per quanto riguarda i modelli ci stiamo
servendo del consorzio proprio per capire quali siano le metodologie più
adatte. Non bisogna comunque dimenticare che tali metodologie sono già
consolidate ed utilizzate con successo in realtà diverse dalla
nostra, come quella anglosassone: in pratica partendo dall'analisi delle
esigenze e degli obiettivi dell'ente, si realizza una prima ipotesi di
intervento come da decalogo OCSE (se intervenire, con quale modalità
intervenire e così via), e contemporaneamente si avviano le consultazioni
e la raccolta dei dati relativi ai costi e ai benefici dell'intervento.
Grazie a tutto questo lavoro viene valutata l'opzione migliore che, da
ultimo, viene proposta al decisore politico.
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Quanto entrerà la partecipazione dei cittadini in questo
progetto?
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La
partecipazione dei cittadini e soprattutto l'ascolto delle opinioni di
tutti gli utenti dell'amministrazione è uno dei momenti centrali
dell'AIR. Noi stiamo avviando un percorso graduale e calibrato a seconda
del tipo di intervento che si vuole andare a coprire, visto che i costi
possono essere anche molto elevati, e bisogna dosare l'attività.
Una delle funzioni di TrasparEnte è appunto quella di consentire
all'amministrazione di intercettare i bisogni del territorio, dando la
possibilità ai cittadini, alle imprese e alle associazioni di fornire
il proprio parere sul lavoro che la Regione sta intraprendendo. In questo
senso il primo sondaggio ha già ottenuto in meno di tre settimane
un centinaio di risposte, tutte assolutamente pertinenti, che ci forniscono
uno spaccato abbastanza chiaro sulla percezione dell'attività della
Regione da parte dei cittadini e delle imprese.
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In
questo percorso vi avvarrete dell'ausilio delle nuove tecnologie
per il back e per il front office? In che modo?
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È
logico che tutto il processo si analisi richiede un sistema di back office
molto avanzato, in grado di elaborare i dati, e di fornire un output coerente
rispetto ai dati immagazzinati. Di contro, però, tali dati provengono
da una azione di comunicazione in cui il portale ha un ruolo fondamentale,
ed è per questo che la Regione ci sta puntando moltissimo. Per
quanto riguarda il back-office, dal punto di vista tecnologico, siamo
partiti quasi da zero. Esisteva una rete intranet che però la Direzione
Comunicazione ha dovuto completamente rimodernare, rendendola l'ossatura
portante su cui avrebbe dovuto reggersi l'intera struttura che andavamo
a creare, sia dal punto di vista organizzativo interno che da quello della
comunicazione esterna.
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In
questo senso il Portale TrasparEnte è una risorsa aggiuntiva
o qualcosa di molto più centrale ed importante?
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Dal
punto di vista della comunicazione con il cittadino abbiamo intrapreso
una strada su più fronti: oltre a TrasparEnte abbiamo potenziato
l'URP già attivo, non tanto aprendo nuovi sportelli, ma puntando
piuttosto ad un'integrazione con gli URP di altre istituzioni. Per fare
un esempio concreto proprio in questi giorni a Gorizia sarà inaugurato
il primo URP integrato tra Comune, Provincia e Regione. Si tratta di un'iniziativa
che va nella chiara direzione dello Sportello Unico, un obiettivo a cui
la Regione punta in modo particolare. Contemporaneamente stiamo predisponendo
un contact center, che sarà connesso all'URP ed alle altre strutture
della Regione e, come dicevamo, stiamo cominciando un percorso di analisi
dei feed-back dei cittadini e delle aziende, che sfocerà in un
vero e proprio sistema di CRM. Questa analisi, iniziata proprio con il
progetto semplificazione, evolverà sicuramente allargandosi ad
altre problematiche e ad un bacino di utenti molto più largo che
non quello relativo alla sola internet.
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Da
quando è attivo il portale? Esistono primi dati di rilevazione
sul gradimento e sulla partecipazione dei cittadini?
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Il
portale è partito il 17 Maggio scorso ed anche per questo è
stato presentato a FORUM PA 2005 come uno dei progetti di innovazione
su cui la Regione sta puntando di più.
Per quanto riguarda i dati di accesso, trattandosi di un portale che punta
a raccoglie le opinioni dei suoi utenti, qualche cosa l'abbiamo già
rilevata. Sulla sezione "filo diretto", che è quella
di più immediato riscontro, abbiamo avuto ad esempio diverse segnalazioni,
a cui abbiamo già risposto, cercando di essere tempestivi. Data
la congruità dei quesiti e delle segnalazioni giunte, l'impressione
è che l'aspetto comunicativo abbia funzionato. La volontà
di aprire un canale diretto di intervento è stata colta in pieno
e tutte le segnalazioni che ci sono arrivate sono pertinenti, non riguardano,
cioè, tanto i reclami o le proteste di tipo politico, ma sono messaggi
puntuali di proposta spesso anche di tipo tecnico.
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Perché
avete pensato ad un area riservata, invece di rendere i servizi
accessibili a chiunque?
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La
maggior parte di tutti i nostri canali comunicativi sono aperti ed accessibili
a chiunque. A volte, però, proprio riguardo a queste ultime sperimentazioni
di notice and comment abbiamo bisogno di catturare l'opinione di specifici
destinatari. La sezione riservata, quindi, serve esattamente a questo,
a segmentare l'utenza attraverso un sistema di identificazione, per avere
dati più attendibili e più utilizzabili. D'altra parte la
registrazione al sito ci servirà anche per la newsletter, che partirà
a breve e che vorremmo estendere ai soggetti registrati segnalando le
novità in generale sul panorama della semplificazione, ed in particolare
sul nostro progetto.
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