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Isolani e non isolati, i Sardi sono già cittadini digitali

Ne parliamo con

Massimo Dadea - Assessore degli Affari Generali Personale e Riforma della Regione

Società dell'Informazione (SI) significa dotare la propria Regione e le sue strutture di infrastrutture tecnologiche in grado di migliorare i servizi al cittadino. Quali sono gli strumenti individuati dal POR Sardegna e a che punto sono le realizzazioni?
 
         
         

La strategia per lo sviluppo della SI della Regione Sardegna rappresenta una svolta netta rispetto alle azioni dei precedenti governi regionali. Da un lato mira a favorire il pieno utilizzo delle nuove tecnologie per razionalizzare e migliorare l'efficienza ed efficacia amministrativa e colmare il divario esistente con le altre realtà nazionali ed europee. Dall'altro, resta cruciale fare delle nuove tecnologie un elemento propulsivo per lo sviluppo dell'Isola. La strategia definita si concretizza con interventi contenuti sia nel POR che in altri strumenti di programmazione, primo fra tutti l'Accordo di Programma Quadro in materia di SI. Rispetto poi al miglioramento dei servizi al cittadino, le due principali iniziative sono la realizzazione del SIBAR (Sistemi Informativi di Base dell'Amministrazione Regionale) e della RTR (Rete Telematica Regionale). La prima prevede una vera e propria rivoluzione tecnologica dell'Amministrazione al fine di promuovere il suo ammodernamento funzionale, organizzativo ed operativo.
Con la realizzazione della RTR (Rete Telematica Regionale) e delle MAN cittadine, invece, l'obiettivo è realizzare un nuovo sistema infrastrutturale di connettività, conforme agli standard del SPC (Sistema Pubblico di Connettività), basato su un backbone in fibra ottica che collega i principali poli amministrativi della Regione.

Qual è la situazione della Regione Sardegna sia rispetto all'uso delle tecnologie da parte dei cittadini sia rispetto alle infrastrutture tecnologiche già presenti?
 
         
         

Purtroppo, in questo campo esistono ritardi strutturali che il Governo Regionale vuole colmare con azioni incisive ed efficaci. A tale proposito voglio ricordare che la Regione Sardegna è in una situazione di forte rischio di digital divide. Infatti, solo 54 comuni su 377 sono raggiunti da ADSL, ovvero il 14% contro una media nazionale del 26%. Inoltre va considerato che solo il 59% della popolazione della regione ha possibilità di accesso a ADSL contro una media nazionale del 75%. La costituzione della RTR e gli interventi dedicati al digital divide sono destinati a migliorare notevolmente questa situazione.

Quali sono le priorità della Regione rispetto all'accesso on line alle informazioni e soprattutto ai servizi?
 
         
         
Il Governo Regionale, su forte impulso del Presidente Renato Soru, ha posto particolare attenzione all'accesso on line alle informazioni. In questo campo le priorità riguardano sia gli atti amministrativi, per poter garantire la necessaria trasparenza dell'azione di governo, sia l'accesso ad un vasto patrimonio informativo che va dalle Biblioteche Regionali (costituzione del Sistema Bibliotecario della Sardegna) alla cartografia numerica (Portale del Sistema Informativo Territoriale Regionale) alle fonti informative (immagini, filmati, suoni) della cultura sarda, etc.
Per quanto riguarda i servizi, le priorità riguardano il mondo del lavoro (Sistema Informativo del Lavoro), la scuola (Progetto M@rte con la sua evoluzione nel progetto Campus), i servizi di e-Government, ma anche servizi a supporto degli enti locali ed in particolare dei piccoli comuni della Sardegna.
Qual è la risposta dei cittadini rispetto ai nuovi portali, molti dei quali presentati al Forum PA 2005? Sono state fatte delle rilevazioni in tal senso?
 
         
         
Non abbiamo dati precisi, ma posso affermare con assoluta certezza, che la risposta è stata entusiastica. Il Governo regionale, in meno di un anno di lavoro, ha cambiato radicalmente la maniera di operare della struttura amministrativa. La SI è vista non come mero elemento di modernizzazione, ma come strumento di lavoro quotidiano per migliorare l'efficienza, l'efficacia, la trasparenza ed l'adeguatezza dell'azione amministrativa.
Come da tendenza nazionale, anche la Sardegna conferma le maggiori responsabilità dei Comuni e delle altre realtà locali riguardo alle problematiche più vicine ai cittadini. Attraverso quali interventi (Reti metropolitane, Rete telematica geografica?) avverrà o sta già avvenendo l'integrazione con le realtà locali?
 
         
         
Questo punto merita una riflessione attenta. Infatti le problematiche riguardano sia l'infrastruttura di connettività che la presenza di servizi, incentrati sugli enti locali, fortemente frammentari e privi di una visione strategica unitaria. Rispetto all'infrastruttira di connettività stiamo intervenendo sia con la realizzazione della RTR, sia con la costituzione di un modello federato di connettività che consentirà agli enti locali di aderire alla RTR utilizzandone tutti i servizi conformi all'SPC.
Sul secondo punto stiamo elaborando una nuova strategia al fine di riportare ad unità tutte le varie iniziative in essere o programmate, per renderle coerenti con un quadro strategico di interazione tra sistemi centrali e locali. In questo nuovo contesto, il modello funzionale e tecnologico di erogazione dei servizi da parte degli enti locali ha come presupposto la realizzazione di centri locali di erogazione di servizi, i CST (Centri Servizi Territoriali), focalizzati sui fabbisogni prioritari espressi dal sistema locale di riferimento e in grado di servire eventuali altre amministrazioni. Questo presupposto tiene conto della specificità della Sardegna che ha una popolazione di appena 1.650.000 abitanti di cui, circa 85% della popolazione risiede in comuni con meno di 5.000 abitanti.
Il modello su cui stiamo lavorando prevede 2 distinti livelli organizzativi:

il livello tecnologico, che prevede la creazione di un unico centro servizi territoriale dotato di infrastrutture tecnologiche di erogazione;

il livello funzionale e gestionale, che prevede la creazione di centri servizi territoriali distribuiti su tutto il territorio regionale, fra loro paritetici e federati.

Questo modello consente di eliminare ridondanze tecnologiche non giustificabili data la consistenza numerica della popolazione regionale e permette di concentrarsi sulla parte qualificante che riguarda servizi e funzionalità.
L'integrazione di servizi on line prevede a monte un back office integrato e strumenti che dialogano tra di loro permettendo un accesso semplice e la possibilità di reperire le informazioni in maniera rapida. A che punto è, in questo senso, la vostra Amministrazione?
 
         
         
La Regione Sardegna ha avviato un profondo rinnovamento dei propri servizi on line proprio in questa ottica. Questo modello verrà presto esteso a tutti i servizi gestiti non solo dalla amministrazione regionale centrale, ma anche dagli enti strumentali garantendo quindi uniformità e semplicità di accesso, che oggi appaiono requisito fondamentale.
Una modernizzazione dell'infrastruttura tecnologica presuppone e/o consegue trasformazioni importanti della cultura organizzativa e del funzionamento stesso dei processi dell'amministrazione. Quali azioni prevedete per un adeguamento organizzativo ai nuovi modelli?
 
         
         
All'interno del progetto SIBAR è prevista una specifica azione per l'analisi e la re-ingegnerizzazione dei processi amministrativi. Questo richiede ovviamente, un notevole sforzo organizzativo e un forte cambiamento culturale nella maniera di operare. Risulta comunque fondamentale nell'ottica del miglioramento dell'efficienza dei processi e nella consapelovezza che la semplice automatizzazione del procedimento amministrativo non è sufficiente a ottenere questo scopo.
Tra gli interventi, nonché progetti, previsti la Regione punta molto sulla larga banda in particolare con il progetto gestito dal consorzio Janna per la realizzazione di due collegamenti in cavo sottomarino verso il Lazio e la Sicilia. Concretamente, quali saranno le modalità di accesso che permetterà la larga banda? E quali i tempi di sviluppo?
 
         
         
La mancanza di banda larga in vaste porzioni del territorio regionale è un elemento di grave sottosviluppo. Ptraticamente questo vuol dire ad esempio che, accedere alla rete internet comporta in molti casi un'attesa di minuti e non di frazioni di secondo per visualizzare una pagina web. In un quadro più esteso, le imprese non possono utilizzare servizi innovativi, i cittadini non possono usufruire di nuovi servizi nel campo della sanità, e-government.
La realizzazione della rete del consorzio Janna è completata. Il primo tratto è già stato collaudato, mentre a breve collauderemo anche la seconda tratta. Vorrei ricordare che la Regione Sardegna possiede 12 delle 24 coppie di fibra ottica del sistema di connessione verso la Sicilia e verso il Lazio. Inoltre la RTR prevede l'interfacciamento con la rete Janna presso i POP di Olbia (verso il Lazio - Civitavecchia) e di Sa Illetta (verso la Sicilia - Mazara del Vallo).
In questa maniera il Governo Regionale vuole realizzare, una infrastruttura di connettività completa ed efficiente in grado di soddisfare le esigenze dell'Isola nel medio e lungo periodo.
 
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