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E-democracy: le frontiere dei processi di partecipazione del cittadino

La democrazia è un concetto in continuo divenire. Negli ultimi anni le occasioni di confronto diretto fra cittadini e Istituzioni sono cresciute soprattutto grazie all'abbattimento delle barriere socio-culturali che consentono al cittadino di partecipare a pieno titolo ai processi decisionali. Ma non solo. Oggi, l'importanza della partecipazione del cittadino alle scelte dell'amministrazione trova una perfetta combinazione con le nuove tecnologie. Ce lo conferma la qualità dei 129 progetti presentati da Regioni e enti locali in risposta al bando di cofinanziamento del CNIPA. Tra quelli pervenuti, quelli scelti, i migliori, sono 57. E' l'era dell'e-democracy e la PA italiana è pronta alla sfida.

Democrazia e e-democracy

Quello di democrazia è un concetto complesso e in continuo divenire. La complessità è legata alla continua tensione positiva determinata dalla mutevolezza dello scenario istituzionale che veicola l'esperienza democratica. Mentre, il fatto che quello di democrazia sia un concetto in continuo divenire significa che se si evolvono le tecnologie cambiano anche le forme e gli strumenti attraverso cui si concretizzano le relazioni tra amministrazioni e cittadini. I cittadini vogliono "dire la loro" e gli amministratori per ciò che li riguarda, hanno ben risposto: sul fronte istituzionale creando apposite sedi di confronto (consulte, ecc) e sul fronte delle politiche pubbliche locali individuando interventi come l'urbanistica partecipata, la programmazione strategica dello sviluppo, le Agende 21 e i bilanci partecipativi. Ma non finisce qui.
In un contesto in cui a dettare legge è l'evoluzione tecnologia, anche l'intoccabile concetto di democrazia è influenzano dalle tecnologie e noi tutti, in molti casi anche senza accorgercene, ci proiettiamo a essere cittadini digitali.

L'avviso di cofinanziamento e la graduatoria finale

Quella sull'e-democracy è IV linea di azione del piano di e-government che si è concretizzata nell'Avviso nazionale per la selezione di progetti per lo sviluppo della cittadinanza digitale (e-democracy), del 13 Aprile 2004, scaduto il 12 luglio 2004. I destinatari dell'azione erano Regioni, Province, Comuni, Unioni di Comuni, Comunità Montane e Isolane e altri enti locali con l'obiettivo di individuare e co-finanziare progetti che, attraverso l'utilizzo delle ICT, avessero come fine la promozione della partecipazione dei cittadini alle attività delle pubbliche amministrazioni locali e ai loro processi decisionali, per migliorarne l'efficacia, l'efficienza e la condivisione. Lo scorso marzo, è stata pubblicata la graduatoria dei progetti ammessi al cofinanziamento successivamente alla valutazione di una Commissione di esperti, appositamente istituita dal CNIPA: sono 57 i progetti scelti sui 129 presentati.

Un pò di numeri...

129 progetti presentati
81 progetti presentati da Comuni
17 progetti presentati dalle Province
16 progetti presentati dalle Regioni
15 progetti presentati da Comunità Montane
3 progetti presentati da Unioni di Comuni.

Ben l'85% dei progetti finanziati, coinvolgono il mondo dell'associazionismo:oltre 450 tra associazioni di categoria, associazioni di cittadini e consumatori, onlus, ONG, CRI, sindacati, circoli, ACLI, ARCI, Unione Industriali, UIC, ordini professionali, pro loco, parrocchie, etc.

I contenuti


Il dato più rilevante riguarda il fatto che più del 5% delle amministrazioni proponenti sono piccoli comuni in quanto conferma come molti di questi progetti siano lo strumento attraverso il quale l'amministrazione locale apre un canale di ascolto e di dialogo attraverso le nuove tecnologie. La vera sfida è appunto tradurre questi canali di comunicazione in effettiva partecipazione. Dei progetti presentati i campi abbinabili al concetto di e-democracy sono svariati: da u progetto di un centro di creazione di identità locale, fino a quello di comune sardo che, in quanto gestore del servizio energetico, si preoccupa di definire i propri servizi con un'interlocuzione con i cittadini. Più in generale, ambiente e territorio, interventi sociali e urbanistica sono tra le politiche preferite dalle amministrazioni finanziate. Nuovi ambiti riguardano invece i tributi, le tasse locali e la sanità. Tutti esprimono comunque, utilizzano l'e-democracy come metodologia organizzativa-tecnologica di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini alla vita dell'Amministrazione.

Le tecnologie

La maggior parte dei progetti finanziati non implementa soluzioni tecnologiche innovative, ma utilizza strumenti già in uso da tempo, come i forum e le mailing list. Tutto in linea con le intenzioni dell'Avviso il cui focus non voleva essere tanto sulle ICT ma sui processi partecipativi che esse abilitano.
Tra le soluzioni proposte:

Easy Vocal System (EVs), ovvero strumenti di navigazione vocale dei siti, per rendere maggiormente accessibili e usabili i portali delle pubbliche amministrazioni;

PPGIS (Public Participation GIS), ovvero strumenti che utilizzano metodi "iconici" come la tecnologia GIS (Geografic Information Systems) per il partecipative decision making;

KMS (Knowledge Management Systems), ovvero strumenti che raccolgono, organizzano e distribuiscono le conoscenze a chi ne ha bisogno, nel momento e nel contesto in cui servono. I KMS sono particolarmente utili laddove la raccolta di conoscenza avviene in forma di dialogo tra persone che condividono interessi ed esperienze;

TV Digitale Terrestre, ovvero l'uso di sistemi televisivi per supportare processi di e-democracy;

J2EE (Java 2 Platform, Enterprise Edition), ovvero una soluzione open source, usata, nel caso specifico, per supportare processi di partecipazione;

tecnologie per il DSS (Decision Support System), ovvero soluzioni che, basandosi su strutture di rete (Intranet, Extranet, Internet), incrociando dati di varia provenienza e prospettandoli con interfacce sintetiche, sono in grado di offrire un valido supporto ai processi decisionali.

Prime conclusioni

"Oggi il concetto di democrazia - dichiara Antonella Galdi in apertura del convegno sull'e-democracy che si è svolto nell'ultima edizione del Forum PA - vede diminuita la propensione alla delega, e valorizzato il rapporto diretto con il cittadino. Questa nuova visione della democrazia, a cui le Pubbliche Amministrazioni devono sempre più porre attenzione, può e deve essere supportata dalle nuove Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (ICT). E-democracy è quindi la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali delle Pubbliche Amministrazioni attraverso l'uso delle ICT".
Non è semplice però, pensare alla partecipazione alla vita politica utilizzando le nuove tecnologie. I rischi possono essere: uso non controllato delle ICT, populismo facile e, ci auguriamo di no, illusione decisionale. Un esempio: un semplice sondaggio pubblicato su un sito istituzionale, che non spieghi in modo chiaro come e se si terrà conto dei risultati, che aggira la fatica pregressa necessaria per la messa a punto delle idee. Nei suoi dossier L'Altra PA ha anche ben affrontato le differenze sostanziali delle iniziative che ruotano intorno al nascente cittadino digitale, dall'e-vote alla stessa e-democracy, e ha spiegando come non è e-democracy un semplice sondaggio, non lo è nemmeno il voto elettronico, che non aumenta il tasso di partecipazione alla vita politica, ma costituisce solo un modo diverso di votare, e di raccogliere, al termine della votazione, i voti stessi.

E-democracy significa fornire ai cittadini la consapevolezza necessaria alla presa della decisione, insieme agli strumenti più adatti per supportarla.

All'interno della II. fase del piano di e-government, quella dell'e-democracy è una linea di azione con una forte propensione sperimentale. Il dato più rilevante di certo, riguarda il fatto che più del 5% delle amministrazioni proponenti sono piccoli comuni a conferma di come molti di questi progetti siano lo strumento attraverso il quale l'amministrazione locale apre un canale di ascolto e di dialogo attraverso le nuove tecnologie, ma soprattutto di come ai livelli locali sono state riconosciute nuove competenze e funzioni. Oggi, un cittadino se ha l'esigenza di rappresentare un proprio bisogno più facilmente identifica nell'amministrazione comunale il suo interlocutore piuttosto che nel governo centrale. E' cambiata quindi la domanda di partecipazione e democrazia e anche le sue forme e aspettative. Largo a un approccio diretto con le istituzioni, sta poi loro saper cogliere questa esigenza e saper dare delle risposte.

Approfondimenti

La ricetta per l'e-democracy la scrivono i Comuni e le Associazioni - Ne parliamo con Antonella Galdi, responsabile Area Innovazione Mezzogiorno e Politiche Internazionali ANCI

Elenco progetti ammessi al cofinanziamento

Dossier Altra PA del 04/03/04 - 2° Bando e-Government: e-Democracy

 
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