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Dal
portale alla carta dei servizi: la Sicilia è sempre più
tecnologica
Ne
parliamo con
Vincenzo
Emanuele - Dirigente Generale Dipartimento Regionale
Bilancio e Tesoro
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Il
modello della Regione Siciliana per la Società dell'Informazione
(SI) ha individuato uno specifico gruppo societario per la realizzazione
e la gestione dell'architettura della SI. Ci spiega i motivi di
questa scelta?
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Lo
strumento societario era già previsto in linea generale nella normativa
regionale ed in particolare dall'art. 78 della L.r. 6/01. In questi mesi
a seguito della costruzione di diversi progetti strategici in materia
di ICT la Regione si è determinata nel senso voluto dalla legge
prevedendo una società regionale a totale partecipazione Regione
Siciliana e alcune società di scopo controllate dalla capogruppo.
Questo modello permette di utilizzare al meglio lo strumento societario
in quanto principalmente si crea un'organizzazione stabile di project
management a presidio dei vari ambiti informatici. Si struttura, inoltre,
un rapporto di servizio fra società e amministrazione al fine di
soddisfare fabbisogni informatici e curarne la gestione lasciando alle
amministrazioni il proprio compito istituzionale di erogare servizi e
curare il governo dei processi. Altro aspetto importante è quello
economico: si economizza notevolmente in termini di gestione ed investimenti
nell'ambito di una visione unitaria di sistema informativo regionale.
Infine la sorveglianza sulla gestione delle società vede direttamente
impegnati i vari dipartimenti regionali interessati per materia e ciò
permette di far si che la gestione societaria si evolva verso la piena
funzione di servizio per l'amministrazione.
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Inoltre
nel "modello" Sicilia, l'attore centrale delle politiche
di innovazione per l'e-gov è proprio il suo Assessorato di
appartenenza (Assessorato Bilancio e Finanze, ndr) che è
anche, sede dell'Area Interdipartimentale Informatica e del Coordinamento
Sistemi Informatici. Qual è la valenza strategica, gestionale
e operativa di questa collocazione?
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La
decisione assunta dal Governo Regionale di creare una struttura societaria
esalta e potenzia il ruolo del Coordinamento dei Sistemi Informativi e
dell'Innovazione tecnologica, in quanto lo strumento societario si pone
come braccio operativo delle decisioni strategiche del Coordinamento che
in questa veste verrà ulteriormente potenziato quale organismo
preposto a trasformare gli indirizzi politici regionali in linee operative
che verranno curate dalle società.
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SI
significa dotare la propria Regione e le sue strutture di infrastrutture
tecnologiche in grado di migliorare i servizi al cittadino. Quali
sono gli strumenti che permettono l'integrazione dei servizi?
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Il
potenziamento o addirittura in alcuni casi la creazione di ambiti di sistema
informativo regionale permetteranno per il tramite di un rinnovato portale
regionale di offrire servizi con un livello crescente di interattività
fra l'utenza e l'amministrazione. Sicuramente la sperimentazione e la
distribuzione della carta dei servizi costituirà
l'elemento catalizzante per la fruizione dei servizi con identificazione
certa dell'operatore ed in ambiente di assoluta sicurezza per le transazioni
effettuate.
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Quali
sono le linee di intervento più urgenti?
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Le
linee di finanziamento attualmente a disposizione rispecchiano le priorità
strategiche che poi si identificano nelle quattro società di scopo
previste.
Il Sistema
Informativo socio sanitario che, nell'ambito di una newco appositamente
costituita, verrà strutturato in partneship con la Regione Lombardia
che trasferirà il know how necessario per organizzare la struttura
ed i complessi capitolati di gara necessari per le acquisizioni hardware
e software per l'impianto dell'intera rete regionale sanitaria.
La Larga
Banda: anche in questo caso con un intervento infrastrutturale
che porterà le reti di trasporto dati in tutta la Regione (390
Comuni su 390) si creerà una società in partneship con Infratel
SpA del Gruppo Sviluppo Italia, necessaria per la gestione a regime della
rete.
Il Sistema
Informativo Territoriale Regionale: in questo caso all'interno
di una newco con Italia Lavoro confluiranno tutti gli interventi realizzati
e in corso di realizzazione da parte dell'Assessorato Territorio per la
gestione a regime di un'imponente banca dati georeferenziata che vede
una organizzazione basata su nodi comunali, provinciali e centrali.
La Piattaforma
Telematica Integrata della Regione Siciliana: anche in questo
caso una apposita struttura societaria in partneship con un socio industriale
in fase di valutazione a seguito di gara permetterà la realizzazione
di tutti i servizi trasversali sia centrali che periferici necessari per
la fruizione dei servizi di e government a supporto della P.A. dei cittadini
e delle imprese.
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L'APQ
ha come obiettivo chiave la riduzione del digital divide. Qual è
la situazione della Regione Siciliana sia rispetto all'uso delle
tecnologie da parte dei cittadini sia rispetto alle infrastrutture
tecnologiche già presenti?
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Il
quadro delle infrastrutture informatiche in Sicilia non può definirsi
insufficiente, bensì frammentato e con scarsi livelli di interoperabilità.
In tal senso la Regione sta investendo massicciamente sia per strutturare
servizi informatici interoperabili in tutta la pubblica amministrazione
e anche attraverso strumenti più versatili per la fruizione dei
servizi informatici da parte di fasce di popolazione poco ricettizie nei
confronti dell'informatica (anziani, famiglie indigenti, casalinghe, ecc.).
In questi casi sia attraverso una diffusa presenza sul territorio di punti
di accesso pubblici, sia attraverso lo strumento del digitale terrestre
si cercherà di aumentare la massa di fruitori di servizi on line
che per definizione possono - a tecnologia corrente - attestarsi nell'ordine
del 30-35% massimo della popolazione.
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Tra gli interventi, nonché progetti, previsti la Regione
punta molto sulla larga banda attraverso i Centri di Accesso Pubblico
ai Servizi Digitali Avanzati (CAPSDA). Concretamente, quali saranno
le modalità di accesso che permetterà la larga banda?
E quali i tempi di sviluppo?
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Per
larga banda intendiamo la infrastruttura necessaria. Come già detto
in una previsione di un biennio di attività si pensa di potere
completare la rete regionale a larga banda. A questo punto i centri di
accesso, già previsti nell'APQ (ovviamente in luoghi già
raggiunti dalla Larga Banda) potranno essere distribuiti in tutto il territorio
regionale.
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Qual
è l' avanzamento dei progetti di e-gov della Regione dal
2003 (S.B.R., Catalogo Unico dei Beni Culturali, il cablaggio, la
gestione delle informazioni paesaggistiche, sportelli unici e reti
civiche, ecc)?
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In
molti casi già si è in presenza di progetti appaltati ed
in corso di realizzazione (come nel caso del Catalogo unico dei BB.CC.)
in molti altri siamo già in possesso della progettazione esecutiva
e del finanziamento relativo per avviare, attarverso i Comuni, le gare
per le quali si stimano tempi di realizzazione non oltre il 31 dicembre
del prossimo 2006.
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Come
si è mossa la Regione Siciliana sul secondo bando per i progetti
di e-Gov? State partecipando al catalogo del riuso? Avete scelto
di perseguire un coordinamento a livello regionale e/o provinciale?
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Attraverso
il bando di reti civiche abbiamo voluto orientare tramite il Coordinamento
Regionale gli EE.LL. proprio verso le politiche di riuso che proprio in
materia di pubblica amministrazione permettono di velocizzare i processi
di creazione di reti informatiche, si omogeneizzano le procedure e soprattutto
si ha la possibilità di acquisire in regime di economicità
crescente procedure collaudate e funzionanti. Inoltre non va sottaciuta
la rilevante possibilità di interscambio di best pratice che il
concetto di riuso comprende.
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Rispetto ai progetti dell'APQ, quanti di questi sono legati ad un
adeguamento alla legislazione vigente e quanto invece alla lungimiranza
e all'attenzione verso i cittadini e i piccoli enti locali?
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Le
linee di finanziamento sono state strutturate per rispondere alla esigenza
avvertita da tempo di creare realmente un modello strutturato che può
segnare marcatamente l'assetto generale della società dell'informazione
in Sicilia dei prossimi anni. Almeno è stato questo l'intento con
cui è stata strutturare l'intera materia sia in ambito regionale
che nazionale.
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Una modernizzazione dell'infrastruttura tecnologica presuppone e/o
consegue trasformazioni importanti della cultura organizzativa e
del funzionamento stesso dei processi dell'amministrazione. Quali
azioni prevedete per un adeguamento organizzativo ai nuovi modelli?
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L'innovazione
tecnologica rimane uno strumento a supporto di una organizzazione data,
ed è un grave pericolo quello di pensare che tramite l'informatica
si possano cambiare i modelli organizzativi. Le decisioni sui modelli
organizzativi e sulla loro modificazione discendono dalla conoscenza di
cosa fare, per chi fare e come fare. In tal senso l'informatica può
aumentare o migliorare il livello delle conoscenze ed in tal senso può
definirsi un "facilitatore" per processi di cambiamento che
sono e restano in capo alla pubblica amministrazione.
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