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Donne e tecnologie, binomio vincente

Prima edizione ed è subito un successo. Parliamo di Donne e Tecnologie, iniziativa del Forum PA patrocinata dal Ministro delle Pari Opportunità, nata e voluta con l'obbiettivo di sfatare lo stereotipo dell'assenza di feeling tra il "gentil sesso" e le tecnologie. Lo chiamano gender divide eppure i 56 progetti presentati raccontano iniziative, esperienze e progetti innovativi che hanno come vere protagoniste le donne.

Gender divide o social divide?

Capita spesso si sentir parlare di gender divide ovvero di un diverso approccio alle tecnologie da parte degli uomini e delle donne attribuendo la causa di questo alla struttura stessa della macchina, realizzata quasi "a immagine e somiglianza" della mente del genere maschile. Di certo non si può non prendere atto di una differenza tra maschi e femmine all'uso delle tecnologie ma le cause sono da ricercare nella persistenza di stereotipi di genere che ancora oggi, fin dalle scuole elementari, distinguono tra attitudini e capacità maschili e femminili. Questo ben spiega il luogo comune secondo il quale le ragazze sono più portate per le materie umanistiche mentre i ragazzi più per quelle scientifiche. La vera sorpresa è che ad ammetterlo sono proprio le donne. C'è lo dimostra una recente ricerca condotta sulle motivazioni di scelta dei percorsi formativi dell'Università di Milano Bicocca, dalla quale emergono due dati significativi:

per una significativa percentuale delle ragazze (sia diplomande che laureate) i maschi sono più portati per le materie scientifiche
la scarsa presenza di donne in certi ambiti sembra imputabile al rifiuto di modelli connotati al maschile

Inoltre, la stessa ricerca evidenzia come siano diversificati i comportamenti di consumo e fruizione delle nuove tecnologie non solo tra diverse generazioni e ma anche tra i diversi sessi.

Emerge infatti che:

tra gli adulti: gli uomini sono la maggior parte dei navigatori del web e oltre l'80% dei consumatori virtuali.
tra i preadolescenti: le ragazze mostrano uno scarso interesse per la tecnologia, l'uso dei computer e i videogiochi.

Partendo da queste problematiche al confine fra stereotipo e verità, anche se non in piena consapevolezza visto che le ricerche in questa direzione sono state condotte appunto negli ultimi anni, le Pubbliche Amministrazioni hanno così cercato di trovare delle soluzioni per le proprie dipendenti, per la cittadinanza e per le fasce più deboli, attraverso iniziative di breve, medio e lungo periodo, autofinanziando le proprie idee oppure mobilitandosi per cercare fondi esterni, da sponsor privati o in collaborazione con altri enti territoriali.

L'iniziativa

L'iniziativa Donne e Tecnologie dà appunto visibilità e riconosce merito a tutte le PA che si sono attivate per superare il gender divide e conciliare l'essere donna con il nuovo modo di lavorare, le nuove forme organizzative, i frenetici ritmi che le tecnologie hanno "imposto" da dieci anni a questa parte.

Nata sulla scia del progetto di Microsoft "Futuro@lfemminile", l'iniziativa Donne e tecnologie, organizzata in pochissimo tempo ma fortemente voluta dal Ministeo delle Pari Opportunità, ha raccolto 56 progetti presentati da circa 40 amministrazioni, fra Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio e associazioni, che raccontano esperienze, iniziative e progetti, atti a favorire finalmente un incontro positivo fra le donne e le tecnologie.
L'obiettivo è stato portare alla luce una Pubblica Amministrazione, che per la qualità della vita delle proprie donne, ha attivato una vera e propria fucina di idee e di progetti che altrimenti sarebbe rimasta sommersa o comunque limitata e ristretta al proprio territorio. Le belle iniziative vanno invece raccontate, vanno promosse. Ed è proprio in questo che entra in gioco il Forum PA che di promuovere la conoscenza e lo scambio di best practices, ne ha fatto un mestiere.
L'impulso a dare una chance in più alle donne nella vita quotidiana, nel lavoro, nello studio, in qualche caso anche nella riappropriazione della vita normale (come è successo per due iniziative che hanno visto come destinatarie le detenute di un carcere) è partita negli ultimi 3 anni da tutto il territorio nazionale. Le iniziative segnalate provengono in egual misura dal Nord, dal Centro e dal Sud Italia. Anche l'iniziativa del Ministero delle Pari Opportunità, per avvicinare le donne ai corsi di educazione alla politica, mostra segni evidenti di successo e di diffusione, contando di una buona riuscita sia nella realizzazione dei corsi sia nell'adesione incontrata.

I contenuti dei progetti

Dal monitoraggio dei progetti presentati si evidenzia:

uno sforzo comune relativamente alla nascita di siti web;

la diffusione di esperienze di telelavoro;

bandi per la consegna di premi monetari o di voucher finalizzati alla autoformazione;

corsi di informatica basic e avanzata, in presenza e in FAD;

indagini e rapporti per valutare la situazione impiegatizia al femminile finalizzata a una crescita professionale nell'organigramma aziendale o addirittura a nuove organizzazioni del lavoro;

convegni, mostre e manifestazioni per valorizzare e trovare nuovi canali promozionali delle capacità artistiche femminili;

percorsi di formazione finalizzati anche alla creazione di nuove figure professionali (dall'esperta in archiviazione informatica alla bibliotecaria per il materiale musicale, dalla nuova video-maker alla manager per la gestione del sistema di qualità);

sportelli informativi aggiornati in tempo reale;

totem posizionati in luoghi di passaggio per consentire un'informazione capillare anche per chi non ha il tempo di recarsi allo sportello dedicato.

Il convegno

Il successo dell'iniziativa sarà celebrato nel corso del convegno del 9 maggio "Donne e Tecnologie"nel corso del quale verranno descritte le iniziative per poterle così condividere con quelle amministrazioni che non ancora non hanno potuto fare niente. Verrà inoltre, distribuito un Cd-rom che elencherà e racconterà tutti i progetti.

Il percorso in rosa

Altra iniziativa, è la brochure della mappa rosa, ovvero un percorso che si snoda fra i padiglioni della Fiera e che mette in evidenza le Amministrazioni che presentano azioni, iniziative, progetti e documentazione rivolto a un target femminile. Anche qui l'iniziativa ha avuto un buon riscontro perché non tutte le PA pensavano di portare in mostra la documentazione sulle attività realizzate per le donne e una tale richiesta ha innescato un meccanismo di mobilitazione del quale anche noi sinceramente dubitavamo.

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