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Servizi
web semplici e accessibili, nuova sfida per la pa
Ne
parliamo con
Pierluigi
Ridolfi - Componente del CNIPA e Presidente della Commissione
Interministeriale permanente per l'impiego delle ICT a favore delle categorie
deboli
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A
FORUM PA saranno proclamati i vincitori del concorso PA Aperta 2005,
il premio destinato alle amministrazioni che hanno realizzato progetti
a favore dell'accessibilità. A suo giudizio gli enti pubblici
hanno compreso appieno l'importanza di questo tema e stanno dando
le risposte adeguate?
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La
pubblica amministrazione, sia centrale sia periferica, ha compreso l'importanza
dei principi di accessibilità e li ha adottati con straordinario
slancio tanto che oggi la grande maggioranza degli enti è già
in linea con la normativa in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Ecco, per capire la sensibilità che siamo riusciti a creare intorno
a questo problema basta ricordare proprio che, caso unico nella storia
d'Italia, pur non essendo ancora ufficialmente operativa la legge Stanca,
tutti la stanno già applicando e anche in modo rigoroso. Le Regioni
sono state particolarmente attive, creando strutture dedicate a questo
scopo. E non solo amministrazioni attente a questi temi, quali l'Emilia-Romagna,
la Toscana e la Lombardia, che sono da sempre all'avanguardia su questi
temi, ma praticamente tutte, superando con intelligenza anche problemi
di tipo formale. Si discute, infatti, se questa materia sia o meno di
competenza regionale. Di fronte all'importanza del tema, la risposta data
è stata da grande amministrazione al servizio dei cittadini: non
c'è Regione che non stia applicando la Legge Stanca, rispettando
impostazione e regole decise tutti insieme con un lavoro di squadra di
cui siamo orgogliosi.
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Quale
passaggio manca ancora perché le norme sull'accessibilità
siano ufficialmente operative?
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Per
concludere l'iter legislativo il regolamento della legge Stanca, già
firmato dal Capo dello Stato, deve essere registrato dalla Corte dei Conti
e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Non esiste nessun ostacolo tecnico
o politico, né potrebbe esserci visto che il regolamento è
il risultato di un minuzioso lavoro collettivo che ha coinvolto le amministrazioni
pubbliche, le associazioni dei disabili e tutti i soggetti interessati
al tema. Ne sono un esempio i criteri per stabilire l'accessibilità
dei siti: il documento che li definisce è firmato da ben 40 rappresentanti
di enti o associazioni. Certo, sarebbe forse stato più facile e
veloce imporre tutte le regole dall'alto, ma sono convinto che poi l'attuazione
sarebbe stata più formale che sostanziale. Abbiamo scelto invece
la strada della ricerca di un consenso il più esteso possibile,
predisponendoci in questo modo anche dal punto di vista organizzativo:
oltre alla Commissione interministeriale che coinvolge sette ministeri,
operiamo con una segreteria tecnica che, a sua volta, coordina nove tavoli
tecnici dove sono rappresentate le principali società di telecomunicazioni
e di informatica, le associazioni, e tutti gli altri soggetti portatori
di un interesse nei diversi campi di applicazione.
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In
Italia siete riusciti a creare intorno a questi temi una sensibilità
generale che, invece, l'Europa sembra ancora non avere raggiunto.
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E'
vero, in Europa è ancora tutto fermo per dettagli tecnici ed è
davvero sconfortante visto che si tratta di una battaglia di civiltà
a favore di persone svantaggiate. Mi sembra davvero assurdo bloccare un
processo così importante perché non si riesce a trovare
un accordo sull'utilizzo delle norme americane piuttosto che di quelle
del W3C. In Italia abbiamo superato tutti gli ostacoli grazie alla consapevolezza,
mostrata veramente da tutti, della necessità e urgenza di intervenire
per garantire l'accessibilità. Considero l'affermazione di questa
sensibilità condivisa come il più grande successo dell'azione
che abbiamo portato avanti con la Commissione interministeriale.
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Che
succede se un'amministrazione non si attiene ai dettami della legge?
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Invece
di minacciare pene esemplari che finiscono sempre per essere poco applicate,
la legge prevede una sanzione indiretta pesantissima ed efficace: la nullità
del contratto che non contiene le clausole sull'accessibilità del
sito. E' un deterrente molto forte perché il dirigente che non
rispettasse la normativa sotto il profilo formale o sostanziale, sarebbe
ritenuto responsabile delle richieste di danni per l'annullamento del
contratto. Però devo anche dire che, come componente del Cnipa,
ho visione dei contratti stipulati dalle amministrazioni centrali e non
ne ricordo uno che non prevedesse il rigoroso rispetto della Legge Stanca
sebbene, ripeto, il regolamento non sia ancora stato pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale. Le norme tecniche sono comunque da sempre disponibili
sul nostro sito proprio per permetterne la massima conoscibilità
e anticipare così i tempi della loro applicazione.
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Tornando
al premio "PA Aperta", come è stata la partecipazione
quest'anno?
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Abbiamo
ricevuto oltre 150 progetti, un'adesione strepitosa e davvero inaspettata.
Non solo: esaminando queste esperienze ci siamo accorti che sono tutte
di buon livello e per niente banali. Un risultato che ci è di grande
conforto perché significa che stiamo veramente vincendo questa
battaglia e che ormai tutti sono impegnati sul tema dell'accessibilità
non perché costretti ma perché ci credono. E i risultati
si vedono: nessuno paese europeo può vantare realizzazioni in questo
campo paragonabili a quelle italiane".
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Quali
sono i prossimi impegni della Commissione?
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Dopo
le norme per i siti internet, i servizi via web, i libri elettronici,
adesso stiamo per affrontare una questione molto complessa che non è
stata ancora toccata in nessun paese: le opere multimediali. Contemporaneamente
dobbiamo intervenire per far sì che molte classi di prodotti vengano
ripensate e rese semplici da usare. Si tratta di un lavoro enorme che
ci porterà a riflettere, ad esempio, su telefoni, telecomandi,
decoder digitali. Sono ancora tante le cose da fare, idee bellissime e
utili, su molte delle quali però non possiamo impegnarci più
di tanto per mancanza di fondi.
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Quali
progetti subiranno uno stop per mancanza di fondi?
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Un'idea
che trovo interessante è, ad esempio, il sistema intelligente capace
di analizzare automaticamente i testi contenuti in un sito verificando
la loro comprensibilità. Sarebbe uno strumento utilissimo per modulare
la comunicazione in funzione di tutti gli utenti, non solo per chi ha
problemi cognitivi. Troppo spesso, infatti, i documenti pubblicati su
internet dalle diverse amministrazioni utilizzano gerghi tecnici o espressioni
complesse che mettono in difficoltà il cittadino. Un altro progetto
riguarda un sistema automatico che rivela i problemi di accessibilità,
guidando gli sviluppatori verso strutture e procedure facili e comprensibili
per tutti. L'apertura di più finestre sullo schermo, ad esempio,
può disorientare un anziano o chi non ha pratica di tecnologie.
Bisogna allora avere il coraggio di essere semplici e investire per migliorare
sempre più l'usabilità. E' questa la grande sfida da vincere
nel prossimo futuro.
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