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L'ICT corre in aiuto della gestione delle emergenze

In un momento in cui i grandi eventi sono stati più che mai protagonisti, convogliando milioni di persone in una sola città e richiedendo uno enorme sforzo dal punto di vista logistico, sanitario e della sicurezza, la rete delle comunicazioni ha avuto un ruolo di primo piano, informando i cittadini, connettendo i centri operativi, permettendo un controllo capillare su tutto il territorio, e più in generale consentendo un'adeguata gestione delle singole emergenze. Le tecnologie però permettono notevoli margini di miglioramento anche in quei settori che già funzionano bene, come dimostra il caso di due delle regioni più attive nell'innovazione: il Piemonte e l'Emilia Romagna.

Una rete radiomobile per il Piemonte

Uno dei principali obiettivi dell'Area Tecnica Telecomunicazioni della Regione Piemonte è di creare un sistema radio unificato a supporto degli Enti territoriali (Prefetture, Province, Comuni, Comunità Montane, USL, VV.F. ecc.) ed in grado di assolvere le funzioni di coordinamento nelle situazioni d'emergenza. A tale scopo è stata prevista l'attivazione sul territorio piemontese di una rete in banda VHF esclusivamente dedicata a comunicazioni di protezione civile, ed è avviato, con il Politecnico di Torino lo studio del progetto per la realizzazione della Rete Radio Regionale della Pubblica Amministrazione conforme agli standard più evoluti, a livello europeo, nel campo delle radio comunicazioni digitali, che permetterà ai diversi enti di usufruire di un sistema avanzato ed efficiente per le trasmissioni in fonia e dati.
In Piemonte non si muove però solo la Regione, ed in particolare il Comune di Torino già dal 1999 ha avviato un progetto di fattibilità per la ristrutturazione dell'intero sistema radio, ormai datato, che si è poi concretizzato nella realizzazione di una nuova infrastruttura radiomobile a disposizione non solo del Dipartimento della Protezioni Civile, ma di tutte le strutture comunali compresi Polizia Municipale e TOROC, il Comitato Organizzativo per le Olimpiadi invernali di Torino 2006.

Il Comune di Torino punta sulle comunicazioni radiomobili

Nata come idea progettuale nel 1999, realizzata poi nel 2004, la nuova rete del Comune unisce le funzionalità classiche della tecnologia radio analogica, con quelle della rete cellulare, comprendendo la centrale di commutazione, la stazioni radio base, i posti operatore ed il sistema di supervisione che fa capo alla nuova centrale operativa della Polizia Municipale.
Al sistema pensato originariamente per le sole strutture della municipalità si è aggiunto, in corso d'opera, un secondo modulo destinato invece a tutte le attività previste per le Olimpiadi invernali 2006, ed infine un terzo, che prenderà avvio alla chiusura dei giochi olimpici, per riconvertire le strutture utilizzate durante Torino 2006 a scopi pubblici.
L'infrastruttura, di cui al momento il secondo modulo è già stato testato risultando funzionante ed il primo è in fase di completamento, permetterà:

la possibilità di contrassegnare ogni utente con un profilo personale in modo tale da attribuire una priorità di chiamata, da utilizzare in caso di chiamata simultanea o di sovraccarico della rete;
la localizzazione di persone e mezzi attraverso il sistema GPS;
la trasmissione di dati IP, e quindi la navigazione internet, l'invio di fax, e-mail e telecontrollo;
la creazione di reti private virtuali specifiche per gruppi di lavoro, utilizzando la medesima infrastruttura e consentendo così notevoli risparmi sulla manutenzione e sulle infrastrutture stesse;
una notevole flessibilità, grazie alla possibilità di riutilizzo dei terminali anche su prodotti di aziende differenti da quella iniziale;
l'invio di messaggi pre-codificati in modo da snellire i canali di trasmissione fornendo informazioni senza intasare le frequenza radio.

Un po' di dati

La nuova rete della città di Torino verrà utilizzata da:

Vigili urbani
Autoparco pubblico
Protezione Civile
Emergenza sanitaria
Addetti della Società Metropolitana Acquedotto Torino
A partire dal 2007 tutte le altre orze dell'ordine

20 milioni di euro di investimento complessivo;
13 ripetitori già installati e funzionati, che copriranno non solo il territorio comunale, ma anche tutti campi sportivi dei vari siti olimpici
450 terminali portatili veicolari
6000 unità, l'utenza iniziale prevista
15.000 unità l'utenza prevista a pieno regime

Anche l'Emilia Romagna progetta una nuova rete

L'esigenza della Regione Emilia Romagna era diversa da quella del Comune di Torino, non un evento straordinario, per cui predisporre un'infrastruttura di controllo e monitoraggio, ma la constatazione di una carenza strutturale nel vecchio sistema di gestione delle emergenze sanitarie: il 118. La spinta all'innovazione infrastrutturale nata quindi dal settore sanitario, si è però allargata a macchia d'olio, coinvolgendo tutto il sistema delle emergenze, da quelle legate alla protezione civile fino al sistema della polizia locale della Regione, nell'ottica di un'integrazione di tutte le strutture di pronto intervento.

Il limiti del sistema attuale e i vantaggi di quello futuro

Attualmente il sistema di radiocomunicazione della Regione Emilia Romagna ricorre principalmente alle ricetrasmittenti tradizionali ed ai servizi di telefonia cellulare offerti dalle grandi aziende presenti sul mercato delle telecomunicazioni, con evidenti limiti:

rigidità tecniche che rendono quasi impossibili le interconnessioni dirette;
standard di sicurezza delle trasmissioni incapaci di assicurare una copertura dell'intero territorio regionale;
impossibilità di sfruttare i protocolli digitali sugli apparati di radio-trasmissione, indispensabili per la trasmissione di dati e di immagini.

Le motivazioni per la realizzazione della nuova infrastruttura radiomobile sono quindi:
Sicurezza - la nuova rete sarà riservata agli operatori della sicurezza pubblica.
Flessibilità - il sistema di trasmissione consente la creazione di gruppi a seconda delle esigenze che si vengono di volta in volta a creare.
Versatilità - il nuovo sistema, oltre alla fonia, offrirà la possibilità della trasmissione di dati, la localizzazione degli apparati e dei loro utenti, ed il collegamento diretto a banche dati ed archivi centralizzati da parte dei singoli apparati gestiti dagli operatori.

Quando

Il progetto, avviato negli ultimi mesi del 2003, è già in fase avanzata, con i primi utenti previsti entro la fine del 2005.

Approfondimenti

I 430 Mhz delle Olimpiadi invernali di Torino, un'intervista a Sergio Zaccaria, Direttore Protezione Civile del Comune di Torino
Torino 2006: Dare voce alle Olimpiadi Dossier Altra PA del 04/03/04

 
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