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ATTENZIONE: gli articoli privi di data in queste pagine, fanno riferimento a documenti precedenti al 2007
On
line il rapporto della Commissione Interministeriale su "I
Contenuti digitali nell'era di Internet", curato dalla
Commissione interministeriale istituita dai ministri Stanca (Innovazione
e Tecnologie), Urbani (Attività e Beni Culturali) e Gasparri
(Comunicazioni) e presieduta da Paolo Vigevano.
Il
rapporto
Internet,
e-mail, banda larga, contenuti multimediali: oggi è terminologia
consolidata e sicuramente di uso comune. Si tratta inoltre, di
fattori alla base dei profondi cambiamenti in atto a livello sociale
così come a livello economico, in particolare nel mercato
della tradizionale industria editoriale e dell'audiovisivo. In
questo contesto, una particolare criticità è rappresentata
dalla tutela della proprietà intellettuale strettamente
legata a un sistema di norme creato ed applicato a lungo in un
contesto tecnico e di mercato diverso da quello attuale. Con l'evoluzione
delle nuove tecnologie la replicabilità all'infinito di
opere dell'ingegno è azione quotidiana e soprattutto non
controllata in particolare rispetto all'individuazione dei soggetti
coinvolti nelle diverse forme di scambio.
L'obiettivo della Commissione Interministeriale è stato
quello di:
condurre un'approfondita analisi del mercato dei contenuti
digitali tenendo conto, in particolare, delle evoluzioni tecnologiche
e del conte-sto internazionale;
elaborare
proposte, anche di natura normativa e in considerazione
degli orientamenti comunitari, finalizzate ad incentivare le forme
di offerta e consumo di contenuti digitali, garantendo allo stesso
tempo l'efficacia della tutela della proprietà intellettuale.
Il
risultato finale è appunto il rapporto"I Contenuti digitali nell'era di Internet",
realizzato sulla base di una serie di audizioni effettuate con
gli operatori del settore.
Il rapporto della Commissione si articola in due parti distinte
Nella prima parte (introduzione, capitolo 1 e capitolo
2) vengono illustrate le fasi della rivoluzione digitale avviata
dalle Information and Communication Technology e le implicazioni
che queste hanno generato rispetto alla problematica in esame.
La trattazione si basa prevalentemente sulla principale letteratura
scientifica di riferimento
La seconda parte (capitolo 3, capitolo 4 e capitolo
5) affronta i temi emersi durante le audizioni e le principali
conclusioni raggiunte. Inoltre, il rapporto è corredato
da una tavola sinottica che evidenzia puntualmente
le differenti posizioni di ciascun intervenuto rispetto ai temi
rilevanti emersi.
Le
audizioni
Sono
state svolte 56 audizioni (solo 3 sono state realizzate in
forma scritta) dei soggetti più rappresentativi del settore,
tra i quali: esperti, operatori di software e di apparecchi, operatori
di telecomunicazioni, editori, produttori di contenuti e autori,
operatori cinema/TV/Format, Federazioni e Associazioni dei imprese
operanti nei settori citati, Associazioni di Consumatori, Guardia
di Finanza e Forze di Polizia, Autorità amministrative indipendenti
ed altre Istituzioni.
I temi trattati hanno riguardato:
lo
sviluppo del mercato dei contenuti digitali rappresenta un fattore
rilevante per la crescita quantitativa e qualitativa dell'economia
del Paese;
l'ampia disponibilità in Rete di contenuti digitali sol-lecita
la diffusione della digitalizzazione nel Paese;
gli indirizzi politici e normativi espressi a livello nazionale
devono essere coerenti con le linee guida europee: infatti per i
contenuti digitali, fruibili in ogni luogo ed in ogni momento, l'Unione
europea rappresenta l'area minima necessaria per costruire una politica
rilevante a li-vello mondiale;
la valorizzazione dei contenuti digitali e delle nuove forme di
fruizione cui questi si prestano dipende strettamente dalla capacità
di realizza-re, anche a livello tecnico, nuove modalità di
tutela delle opere di ingegno, inquadrate in normativa sufficientemente
flessibile da rimanere attuale anche di fronte alla rapida evoluzione
tecnologica in corso;
i comportamenti individuali e collettivi e, prima ancora, la coscienza
etica su cui essi devono adeguarsi ad un contesto in rapida evoluzione,
che tuttavia non annulla il valore economico dello scambio e l'esigenza
remunerare le diverse fasi della produzione e dello sfruttamento
delle opere di ingegno.
Le
principali evidenze e conclusioni
In
sintesi, la conclusione delle numerose audizioni è che "il
livello di sofisticazione raggiunto dalle tecnologie e l'accesso
a vaste risorse di informazione, punti di forza della rete, non
possono indurre a giustificare comportamenti illeciti che si sono
pure diffusi. Non si può, dunque, considerare Internet "una
zona franca" in cui le norme vigenti non debbano o possano
essere applicate e rispettate".
È evidente la necessità di introdurre sistemi di autoregolamentazione,
per la realizzazione dei quali è indispensabile una fattiva
collaborazione da parte degli operatori del settore e degli stessi
utenti e consumatori, attraverso i propri organismi rappresentativi,
finalizzata anche alla definizione di codici di condotta, all'interno
dei quali le Istituzioni abbiano un ruolo di garante.
Tra gli interventi individuati:
incentivare ed incoraggiare il raggiungi-mento di specifici accordi
tra le parti interessate;
definizione
di linee guida per l'avvio di pratiche di autoregolamentazione;§
definizione
di linee guida per l'adozione di codici di condotta ed azioni per
la diffusione dei contenuti digitali nell'era di Internet;
dare
trasparenza ai nuovi modelli di fruizione della cultura.