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CNIPA: "Il VoIP è un'occasione da non perdere"

Ne parliamo con

Emilio Frezza, Consigliere tecnico per le telecomunicazioni CNIPA

La tecnologia VoIP ha raggiunto una maturità sufficiente per essere oggetto di investimento in un settore sensibile qual è l'amministrazione pubblica?  
         
         
La riteniamo non solo una tecnologia affidabile ma anche così promettente da rappresentare una grande occasione di sviluppo per la pubblica amministrazione italiana e per il sistema paese. Da un punto di vista tecnologico, il VoIP ha più di 10 anni di vita ed è ormai utilizzato con successo in numerosi settori. Che sia il futuro lo dimostra il mercato: i cinque maggiori produttori mondiali, che insieme coprono più del 90% delle vendite mondiali e italiane, stanno progressivamente abbandonando le linee di prodotto PABX, cioè i vecchi centralini, a favore di soluzioni VoIP.
A livello internazionale quali paesi sono più avanti nell'utilizzo del VoIP nella PA?  
         
         
Gli USA sono ovviamente i capofila, ma anche in Europa abbiamo esperienze interessanti. In Inghilterra, è interessante il caso della municipalizzata di Trafford che ha ottenuto risultati di grande rilievo sia sotto il profilo economico che di efficienza. Anche Francia, Germania e altri Paesi stanno sperimentando, ma l’Italia è la prima a partire con un progetto VoIP così ambizioso in ambito e-government. Una leadership che, se sfruttata appieno, ci proietterà in una posizione privilegiata.
Quali sono le esperienze più significative avviate nella PA italiana?  
         
         
A livello di PA centrale una delle sperimentazioni più importanti è sicuramente la RIPA, la rete internazionale che collegherà 500 sedi diplomatiche italiane in 120 paesi nel mondo con tecnologia IP MPLS (Multiprotocol Label Switching)La rete è in corso di realizzazione e verrà completata nell’anno.In tale contesto,il Ministero degli Esteri ha avviato un progetto pilota per realizzare in VoIP 23 sedi all’estero scelte tra quelle a maggiore volume di traffico. Saranno coinvolti oltre 2000 utenti per un totale di 700 linee telefoniche. Anche il Sistema Pubblico di Connettività (SPC), l’infrastruttura che andrà a sostituire la RUPA, supporterà il VoIP. Il bando di gara per la sua realizzazione sta per essere pubblicato e stimiamo che sarà aggiudicato entro l’anno. Per costruire l’SPC serviranno poi tra i 6 e gli 8 mesi e quindi, è stato prorogato il contratto RUPA a Telecom Italia, vincitrice della gara nel 1999, prevedendo un adeguamento delle attuali infrastrutture. In questo modo le amministrazioni che intendono partire subito con il VoIP possono già avvalersi di collegamenti ad alta velocità in modalità HDSL e IP- MPLS. I ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia sono molto interessati alla nuova tecnologia e a breve inizieranno le sperimentazioni. Il CNIPA, infine, sta realizzando all’interno della propria sede di Roma una rete VoIP che diventerà una sorta di vetrina delle applicazioni possibili.
E a livello locale?  
         
         
Esistono già delle esperienze avanzate come quella del Comune di Torino dove è stata realizzata una rete per integrare fonia e dati in una logica VoIP.
Veniamo ai benefici che le amministrazioni pubbliche possono ottenere passando al VoIP  
         
         
Da un punto di vista economico il vantaggio più evidente è l’abbattimento del costo delle telefonate dirette all’interno dell’amministrazione e la drastica riduzione per le altre. Ma ci sono benefici ben più consistenti a partire dalla valorizzazione delle infrastrutture di rete già in uso che saranno utilizzate sia per il traffico dati sia per quello voce. Infine, nelle nuove realizzazioni e nelle sostituzioni degli impianti obsoleti non sarà più necessario un doppio cablaggio, con conseguenti rilevanti risparmi in termini di costi di realizzazione, gestione e manutenzione.
Si possono quantificare questi vantaggi?  
         
         
E’ difficile fornire una stima valida per tutti. Proprio per questo a breve il CNIPA metterà a disposizione delle amministrazioni un simulatore con cui verificare i ritorni economici di una migrazione al VoIP. Si tratta di un tool personalizzabile che, sulla base dei costi da sostenere a seconda della situazione di partenza, mostra i risparmi ottenibili e quindi i benefici da un punto di vista economico.
Continuando a considerare esclusivamente il punto di vista economico, quando conviene a un'amministrazione passare al Voip?  
         
         
Soprattutto in fase di rinnovo della piattaforma telefonica ,quando si è già deciso di aprire nuove sedi e in fase di ammodernamento degli impianti PABX esistenti. E’ bene però ricordare che nella PA il parco centralini ha mediamente una lunga operatività. In questi casi il VoIP è una scelta praticamente obbligata.
Un sistema VoIP costa più di una piattaforma telefonica tradizionale?  
         
         
L’investimento iniziale per una soluzione VoIP è leggermente più elevato, ma i costi di gestione e manutenzione sono decisamente più bassi. Inoltre questa tecnologia permette di ottenere ritorni di efficienza e di qualità impossibili con i precedenti sistemi. Una convenienza che emerge soprattutto se si abbandonano le precedenti modalità di lavoro, riorganizzandosi in funzione delle potenzialità del nuovo mezzo. Mi spiego: se dopo aver installato un sistema Voip acquisto un telefono da scrivania avrò una curva di convenienza meno favorevole rispetto a chi utilizza per le chiamate direttamente il pc, risparmiando sui costi del terminale.
Passiamo ai vantaggi in termini di efficienza interna e servizi innovativi.  
         
         
Con la tecnologia VoIP ogni pc diventa facilmente una vera e propria postazione di lavoro multimediale con la quale telefonare e, contemporaneamente, lavorare insieme ad altre persone scambiando dati, testi e immagini. Non solo: il dipendente in trasferta collegandosi da una sede della PA può immediatamente riprodurre la propria postazione di lavoro con i profili e le abilitazioni abituali. Altro grande vantaggio è la possibilità di utilizzare telefonini wi-fi e, quindi, raggiungere tutti gli utenti collegati alla LAN anche in mobilità, tipicamente in una sede di grande dimensioni si riducono i costi per le telefonate fisso-mobile. Inoltre, grazie al VoIP si integrano la casella vocale e quella di posta elettronica: un messaggio in segreteria telefonica può essere così letto come una e-mail e viceversa. Ovviamente tutto vale anche per il mondo delle immagini: anche i sistemi di videosorveglianza, ad esempio, sono facilmente integrabili.
La carenza di infrastrutture delle amministrazioni locali rispetto a quelle centrali rallenterà la diffusione del VoIP in queste realtà ?  
         
         
La differenza sostanziale è che non tutte le amministrazioni periferiche hanno reti di telecomunicazioni che supportano qualsiasi tipo di traffico (voce, dati e immagini) con qualità garantita. Da questo punto di vista è estremamente importante il progetto SPC che, per la prima volta, riunisce Regioni e amministrazioni centrali intorno a un unico tavolo di lavoro con l’obiettivo di rendere compatibili le reti e le applicazioni della PAC e della PAL. SPC sarà gestito da un comitato paritetico che serve a garantire principalmente proprio la compatibilità di tutti i progetti.
In che modo i cittadini beneficeranno di questa rivoluzione tecnologica?  
         
         
Direttamente e immediatamente: grazie al Voice over IP i cittadini possono utilizzare un collegamento Adsl anche per comunicare in fonia. L’integrazione delle applicazioni sui portali della PA con i Call Center della PA potrà consentire ai cittadini di comunicare e interagire con le amministrazioni nel modo e con il mezzo che preferiscono così come prevede il Codice della PA Digitale. Infatti, tramite un Adsl , da casa o dall’ufficio, si potrà accedere, in una sola sessione, ai portali dell’amministrazione, oppure parlare con un operatore di Call Center o effettuare una videochiamata o una videoconferenza con l’esperto presente al proprio posto di lavoro. Capisco che quanto le sto raccontando possa sembrare uno scenario molto lontano, ma in realtà è tutto tecnologicamente realizzabile nel breve periodo. Le linee di sviluppo dell’ICT indicano questa direzione: gli utenti con connessioni Adsl o a banda larga stanno crescendo costantemente e il VoIP si sta affermando come un’applicazione sempre più diffusa . Pensi ad esempio che Skype, una delle prime società a credere in questa tecnologia, ha in pochissimo tempo superato i 29 milioni di utenti. Spetta ora alla PA chiudere il cerchio, integrando call center e portali, e aprendosi al VoIP.
Da chi è composto e che scopo ha il Gruppo di lavoro del Cnipa sul Voip che lei presiede?  
         
         
E’ composto innanzitutto da cinque aziende che rappresentano oltre il 90% del mercato internazionale e italiano dei sistemi VoIP in sede cliente. Il loro coinvolgimento è estremamente importante non solo perché ci aiuta a capire quali sono gli sviluppi in corso, ma anche perché ci garantisce sulla compatibilità dei sistemi che producono. Insieme a loro partecipano tre amministrazioni centrali, i Ministeri degli Esteri, dell’Economia e delle Infrastrutture, che stanno avviando dei progetti sperimentali e che, quindi, svolgono un ruolo di apripista per questi servizi. Infine il prof. Prof. Vittorio Trecordi del Politecnico di Milano che, oltre a fornire un supporto metodologico, garantisce la qualità tecnica e l’aderenza agli standard internazionali di tutta l’attività che viene svolta.
Qual è l'atteggiamento delle amministrazioni verso questa tecnologia?  
         
         
Estremamente positivo. Riceviamo numerose richieste di informazioni e approfondimento e il CNIPA, com’è tradizione, offrirà il massimo supporto a tutte le amministrazioni organizzando sessioni di studio e fornendo gli strumenti necessari affinché la migrazione avvenga nel migliore dei modi. Proprio per capire qual è realmente la situazione di partenza delle amministrazioni stiamo per iniziare un censimento degli impianti di fonia utilizzati nelle oltre 20 mila sedi della PAC. Sulla base di questi dati potremo verificare il modo migliore per dare attuazione alla Direttiva del Ministro Stanca nel minor tempo possibile.
Vista la scarsità di risorse e i problemi che già incontrano a finanziare le altre iniziative di e-government, sono stati previsti incentivi economici a favore dei comuni per facilitare la migrazione alla tecnologia Voip?  
         
         
Al momento non sono a conoscenza di nessun piano di incentivi governativi. Capisco le difficoltà delle amministrazioni, ma è opportuno sottolineare che il VoIP è la scelta migliore sotto il profilo della qualità del servizio, della gamma di offerta innovativa e dei risparmi sui costi di esercizio e manutenzione. Proprio perché viviamo un periodo caratterizzato da risorse scarse, sarebbe ancora più grave disperdere investimenti in tecnologie senza futuro.
Quale orizzonte temporale avete previsto per la diffusione del VoIP nella PA?  
         
         
La Direttiva prevede tre anni. Per rispettare questo ambizioso target, occorre innanzitutto realizzare le reti e poi avviare un piano di migrazione al VoIP sede per sede. Per l’Italia è un’occasione da non perdere: sostituire oltre un milione di “derivati”, cioè di telefoni, con tecnologie IP è un’operazione strategica che può portare grandi benefici al sistema paese.
Si riferisce alle ricadute industriali?  
         
         
Esattamente. Crediamo che il piano di diffusione del VoIP nella PA possa fare da volano al settore dell’ICT italiano, mettendo in moto un mercato oggi sostanzialmente fermo. I numeri in gioco sono tali da innescare un processo dalle ricadute molte positive sia per le industrie italiane sia per la ricerca. E’ bene ricordare che società multinazionali come Alcatel, Siemens, Nortel, Cisco e Alaya stabiliscono e mantengono i centri di ricerca solo in paesi dove il mercato è più interessante ed effervescente. Progetti importanti come quello sul VoIP aiutano a dare forza ai laboratori di eccellenza già realizzati in Italia, creano o alimentano un indotto di PMI avanzate e favoriscono la diffusione di una cultura dell’innovazione. Lo sviluppo di soluzioni personalizzate basate su tecnologia Voice over IP può essere realmente un’opportunità per una miriade di piccole software house e società di integrazione che oggi soffrono la crisi.
 
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