clicca qui per stampare
TMPL2 ne parliamo con  

Con SIOPE conti pubblici sempre sotto controllo

Ne parliamo con

Edoardo Grisolia - Ispettore Generale Capo dell'IGEPA - Ispettorato generale per la finanza delle pubbliche amministrazioni della Ragioneria Generale dello Stato

Quali sono le principali finalità del progetto SIOPE - Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici?                       Con la realizzazione del SIOPE vogliamo ottenere essenzialmente due risultati: innanzitutto, migliorare la conoscenza dell’andamento dei conti pubblici, sia sotto l’aspetto della quantità delle informazioni disponibili, sia sotto il profilo della qualità e tempestività. Infatti l’attuale rilevazione dei flussi di cassa su base trimestrale, introdotta con la legge 468/78, non è più adeguata alle esigenze di immediatezza necessarie per monitorare gli effetti delle politiche economiche in uno scenario complesso e variabile come quello odierno. In secondo luogo, il SIOPE vuole superare la disomogeneità tra i dati rilevati dai differenti sistemi contabili delle amministrazioni attraverso l’adozione di una codifica uniforme di tutte le operazioni di riscossione e pagamento. La normalizzazione dei conti pubblici prevista dalla legge 468/78 non è ancora stata attuata, anzi: nel corso del tempo molti comparti della P.A. hanno rivendicato spazi di autonomia sempre maggiori creando un panorama contabile estremamente eterogeneo e per questo di difficile gestione. Una situazione che costringe ogni anno l’Istat a un duro e lungo lavoro di rielaborazione dei dati per rendere compatibili le informazioni derivanti da sistemi contabili diversi come lo sono, ad esempio, quello economico-patrimoniale utilizzato dalle Aziende sanitarie locali, quello basato su principi civilistici dell’Automobile Club o quello finanziario delle Regioni che, nell’ambito della loro autonomia, hanno introdotto differenze rispetto all’impostazione dello Stato. Il SIOPE, attraverso l’attribuzione alle reversali di incasso e ai mandati di pagamento di un codice gestionale coerente con la classificazione economica SEC 95, permette di garantire la rispondenza dei conti pubblici alle regole europee senza però intervenire sui sistemi contabili adottati dai vari enti, e agendo a valle, direttamente sull’informazione. Il SIOPE è dunque una soluzione "ponte" che permette di rendere omogenei i dati raccolti dai diversi sistemi contabili in attesa che questi vengano normalizzati?                       E’ così, ma se pure “di transizione”, il SIOPE è comunque uno strumento estremamente importante e dal grande impatto per le numerose ricadute che produce: migliora la trasparenza, promuove l’innovazione amministrativa e informatica, rende possibile il superamento della Tesoreria unica, favorisce il coordinamento tra la finanza pubblica nazionale e quella decentrata, supporta l’attività conoscitiva necessaria per dare attuazione al federalismo fiscale, ecc.

Ovviamente l’obiettivo di fondo rimane l’adeguamento di tutti i sistemi contabili della pubblica amministrazione ai criteri economici del SEC 95. Da questo punto di vista il SIOPE, basandosi esclusivamente su incassi e pagamenti, rappresenta solo un’approssimazione dei conti della Contabilità nazionale in attesa del passaggio alla contabilità economica.

Passaggio che richiederà un lungo periodo di tempo?                       Credo che saranno necessari alcuni anni. Ma non bisogna essere pessimisti. Anche quando ci è stato affidato l’incarico di realizzare il SIOPE molti pensavano che sarebbe stato di difficile realizzazione e che comunque avrebbe impiegato molto tempo ad essere operativo. In realtà abbiamo impiegato poco più di un anno e mezzo, grazie anche alla grande sensibilità e partecipazione di tutti i soggetti coinvolti. Sicuramente una parte del merito va al metodo condiviso che abbiamo scelto per procedere alle fasi di codifica, ma anche alla consapevolezza di tutte le amministrazioni della necessità e dell’urgenza di quanto veniva realizzato. Credo infatti che l’esigenza di omogeneizzazione dei sistemi contabili sia finalmente percepita come strategica e l’inserimento nel recente disegno di legge sulla competitività della delega per attuarla è un segnale importante in questa direzione. Ha accennato al metodo di lavoro impiegato e a una sensibilità diffusa sulla necessità di realizzare il SIOPE. Tutte le amministrazioni hanno dimostrato un atteggiamento costruttivo o vi sono state anche resistenze?                       E’ stato un progetto condiviso portato avanti con entusiasmo da tutti e di questo siamo orgogliosi. La decisione di creare gruppi di lavoro con tutte le amministrazioni per realizzare la codifica in maniera congiunta è stata una scelta vincente perché quando un programma viene costruito insieme in un clima di dialogo e confronto si riesce a portarlo a termine con maggiore facilità. Proprio in questi giorni stiamo per attivare gli ultimi tre gruppi di lavoro previsti, quelli con gli enti previdenziali, gli enti di ricerca e le strutture sanitarie, dopo di che avremo coperto tutti i campi della PA. Quando sarà attivo il SIOPE                       La codifica gestionale delle spese, già operativa per le amministrazioni centrali dal 2003, verrà estesa sperimentalmente già nel corso del 2005 ma solo l’anno seguente sarà obbligatoria per tutte le Regioni, Università, Province e per i comuni con popolazione superiore ai 20 mila abitanti. I comuni più piccoli, invece, avranno ancora un anno per adeguarsi: uno slittamento necessario per consentire agli enti minori di modificare la propria struttura organizzativa e le procedure interne all’uso del mandato informatico che favorisce senz’altro il SIOPE. A tal fine, nella Finanziaria 2005 sono stati previsti correttivi al testo unico dell’ordinamento contabile degli enti locali per facilitare la transizione dal cartaceo all’elettronico che, tra l’altro, ridurrà i costi alle amministrazioni e darà un forte impulso all’utilizzo degli strumenti informatici e alla diffusione della cultura dell’innovazione. Da un punto di vista operativo come funziona il sistema?                       Ogni ente, nel momento in cui emette ordinativi di pagamento o di incasso, deve corredarli con la codifica uniforme stabilita dai gruppo di lavoro. Questa codifica viene recepita dal tesoriere il quale, attraverso il collegamento tra la rete nazionale interbancaria e la Rete unitaria della PA (RUPA), trasmette il dato all’archivio informatico che la Banca d’Italia gestisce per conto della Ragioneria Generale dello Stato in base a una convenzione firmata nel 2003. Secondo quanto stabilito dai recenti decreti del 18 febbraio 2005, gli enti territoriali e le università potranno accedere al database per verificare sia le informazioni relative alla propria gestione sia quelle degli altri enti. Con riferimento alle Regioni e alle Province autonome è espressamente previsto l’accesso anche ai dati della gestione dello Stato e degli enti che operano nel proprio territorio. In sostanza abbiamo immaginato il sistema come una centrale aperta e trasparente con la quale, oltre a consolidare i conti pubblici, è possibile fornire un servizio alle amministrazioni. Queste infatti, grazie alla disponibilità dei dati così raccolti, possono disporre di elementi certi per orientare al meglio le politiche di bilancio e monitorare la gestione, confrontandosi anche con i risultati degli altri enti. Inoltre, l’archivio del SIOPE contribuirà a risolvere anche tutti quei conflitti con le autonomie territoriali che annualmente si accendono durante l’elaborazione della Finanziaria a causa della difformità dei dati assunti come base per discutere le misure di finanza pubblica. In che modo il SIOPE è strategico per l'attuazione del federalismo?                       Il federalismo porterà necessariamente uno spostamento rilevante di risorse economiche verso la periferia. Se non si adotta da subito un sistema di informazione efficiente e completo, c’è il rischio di creare difficoltà di coordinamento alla Finanza pubblica e di perdere importanti informazioni e trasparenza su quanto verrà gestito a livello decentrato. In queste condizioni sarebbe impossibile rispettare il Patto di stabilità e crescita che, è bene ricordarlo, riguarda una responsabilità che investe nei confronti dell’Unione Europea l’intero sistema paese. In sede europea dobbiamo comunicare infatti i conti di tutte le amministrazioni pubbliche, non solo di quelle centrali. La codificazione che stiamo realizzando con SIOPE diventa pertanto strategica in quanto permetterà non solo di acquisire dati analitici di finanza pubblica, ma anche di avviare a ogni livello di governo una seria e credibile attività di programmazione. Questa è efficiente e efficace solo se è possibile monitorare in tempo reale l’andamento dei conti e, in caso di scostamento rispetto alle previsioni, attivare immediate azioni correttive. Senza queste informazioni ricevute in tempi ragionevoli, la programmazione diventa un semplice esercizio teorico.