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Integrazione:
la parola chiave per Casper
Ne
parliamo con
Gaudenzio
Garavini - Direttore generale
Organizzazione Sistemi informativi e Telematica della Regione Emilia-Romagna
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Il
progetto Casper della Regione Emilia Romagna è risultato
primo nella graduatoria stilata dal CNIPA per il Bando sui progetti
per il Digitale terrestre. Quali sono i motivi di questo successo?
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Probabilmente
i motivi risiedono nella parola chiave, integrazione. Il progetto ha due
caratteristiche peculiari:
a)
la compresenza di due centri servizi che operano su attività distinte
ma che sono predisposti per l'integrazione;
b)
il coinvolgimento attivo di gran parte delle Pubbliche Amministrazioni
locali della Regione Emilia-Romagna.
Abbiamo
fatto uno sforzo di concertazione territoriale, come è tradizione
in Emilia-Romagna, che ci ha portato a presentare un solo progetto unitario
in rappresentanza di tutto il territorio. Casper è il Canale di
servizio pubblico del territorio emiliano-romagnolo. Il progetto vuole
coniugare la massima sperimentazione, quindi l'opportunità di apprendere
con l'esperienza, con la reale offerta di servizi, la necessità
di erogare un servizio compiuto al cittadino.
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Dove andranno in onda le trasmissioni del progetto Casper? Ci sarà
un canale dedicato o vi appoggerete ad un canale commerciale? |
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In
fase iniziale i servizi erogati da Casper vengono erogati su tre canali
esistenti: una rete RAI, TeleSanterno e Italia7Gold. Ma il progetto rientra
in una iniziativa di portata più ampia, che prevede anche la creazione
di un canale audiovisivo, per il quale abbiamo già richiesto ed
ottenuto la disponibilità di alcuni broadcaster locali. Come esposto
nel Piano Telematico del 2004, la Regione ritiene infatti che il digitale
terrestre offra una importante opportunità di fare televisione
di pubblica utilità, sfruttando il patrimonio audiovisivo degli
Enti Pubblici.
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Come
si pone l'iniziativa Casper all'interno del Piano Telematico Regionale
e con la Rete Lepida?
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Il
digitale terrestre è una delle priorità del Piano Telematico,
e ben si coniuga a valle della rete Lepida: se questa consente l'integrazione
del back-office della Pubblica Amministrazione, la piattaforma digitale
costituisce un front-office integrato verso l'utente. D'altra parte, è
tramite Lepida che veicoleremo verso il digitale terrestre i dati e i servizi
erogati dalle singole Pubbliche Amministrazioni locali. |
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Come
sono stati individuati e selezionatii
numerosi partner, pubblici e privati?
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Il
progetto è stato definito nell'ambito del tavolo regionale per
l'e-Government e lo sviluppo della Società regionale dell'informazione,
che coinvolge tutte le Province, i Comuni capoluogo, UNCEM UPI e ANCI.
Abbiamo cercato di coinvolgere il maggior numero di enti locali possibile,
pur nei limiti ristretti delle dimensioni del progetto. L'adesione è
stata molto significativa, abbiamo 6 enti partner e 6 riusatori, come
è anche testimoniato dall'assenza di progetti presentati da altri
enti di questa regione. I partner privati non sono stati selezionati,
ma coinvolti sulla base di una manifestazione di volontà di co-investimento
nel progetto.
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Quale
sarà il diverso ruolo dei singoli soggetti coinvolti?
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Il
ruolo non si discosterà dal modello tradizionale, che vede gli
enti locali come fornitori di servizi e contenuti, i centri servizi come
integratori che erogano i servizi in MHP, i broadcaster come fornitori
dell'infrastruttura di trasporto. Peculiare sarà invece lo sforzo
di integrazione e armonizzazione degli standard fra enti locali diversi,
centri servizi diversi, broadcaster diversi. Grazie alla presenza di diversi
broadcaster, inoltre, riusciamo a coprire tutte le province della Regione;
con Rai poi raggiungiamo tutto il territorio nazionale, mentre con i broadcaster
locali abbiamo a disposizione più banda per erogare servizi ad
alto contenuto informativo.
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Come
sono stati selezionati i servizi offerti? È stata effettuata
un'indagine tra i cittadini?
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La
selezione dei servizi è avvenuta sulla base di criteri predefiniti:
servizi già erogati su web o altre piattaforme; servizi di interesse
di categorie con bassa adozione di Internet; servizi ad alta frequenza di
utilizzo.
Grazie alle indagini di benchmarking che portiamo avanti da due anni, abbiamo
dati quantitativi molto accurati sulla offerta reale di servizi on-line
da parte di tutti gli enti locali della regione, e sull'utilizzo di questi
servizi da parte dei cittadini. Abbiamo quindi identificato il profilo tipico
del non-utente Internet e dell'interesse che dimostra verso diverse tipologie
di servizi. |
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Comunicare
attraverso la televisione richiede forme di linguaggi e competenze
specifiche. Come pensate di procedere in questo senso?
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Dobbiamo
dire che gli enti locali della regione hanno una esperienza significativa
in materia di comunicazione pubblica. Tutti i servizi di Casper sono già
erogati in modalità multi-canale. In più, il CRC Emilia-Romagna
ha dedicato il percorso formativo di quest'anno, destinato alle P.A. locali,
proprio al tema della multi-canalità. Infine, stiamo avviando una
collaborazione con l'Università di Bologna proprio in materia di
comunicazione su digitale terrestre.
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Quale
è la sua opinione rispetto alla concreta possibilità
di ridurre il digital divide attraverso uno strumento che copre
solo parte della popolazione?
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Chiaramente,
il digitale terrestre in questo momento non può risolvere il problema
del digital divide geografico, ossia delle aree non raggiunte dalla banda
larga, poiché sono le stesse aree non raggiunte dal digitale terrestre.
Serve piuttosto a ridurre il digital divide sociale, ossia a raggiungere
quelle categorie che, per scelta o per impossibilità, non utilizzano
Internet e i servizi di e-government. Soprattutto, mira ad erogare servizi
che siano effettivamente usabili anche da persone con scarsa alfabetizzazione
informatica.
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