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CRS della Regione Lombardia: la chiave di accesso ai servizi sanitari

Ne parliamo con

Marcello Barone - Presidente di Lombardia Informatica s.p.a.

L'ultima volta che abbiamo trattato l'argomento, il progetto CRS-SISS aveva coinvolto le province di Lecco, Pavia, Cremona e il territorio a nord ovest di Milano. A che punto siamo?
 
         
         

Nel 2003, non appena conclusa la fase sperimentale che ha permesso di testare la parte organizzativa e quella tecnologica, è stato dato il via all'estensione del progetto su tutto il territorio lombardo. Dal 2003 ad oggi abbiamo distribuito oltre 4 milioni di carte, ed entro la metà di aprile consegneremo tutte le carte del territorio lombardo per un totale di oltre 9 milioni e 300mila unità. Questa accelerata si è resa possibile per diversi motivi: innanzitutto il fatto che la parte più complessa del progetto era quella relativa all'infrastruttura e all'interoperabilità dei sistemi ed una volta completata la parte sperimentale chiaramente tutto diventa molto più semplice. In secondo luogo non bisogna scordare il fatto che in diverse province i servizi offerti sono già numerosi, con un conseguente aumento della domanda, il che ci permette di diffondere molto più velocemente le carte. Attualmente le Province di Cremona, di Pavia, Lodi, Mantova e Lecco, compreso il territorio a nord ovest del milanese sono ad un livello piuttosto avanzato, abbiamo iniziato anche a Bergamo e Milano città e, come le dicevo, entro il prossimo mese sarà completato tutto il resto del territorio.

Quali sono i servizi disponibili?  
         
         

Innanzitutto la possibilità di sostituire il tesserino cartaceo, che già rappresenta un primo strumento di riconoscimento, con la carta elettronica. In secondo luogo la carta funziona anche da tessera europea di "assicurazione malattia", andando così a sostituire il modello E-111, e dà la possibilità al cittadino di esercitare la scelta/revoca del medico e di poter ricevere le prescrizioni dal proprio medico curante. Questo è il primo pacchetto di servizi che, nell'arco dei primi sei mesi dell'anno venturo, lieviterà notevolmente, arrivando a coprire la totalità dei servizi già fruibili su Lecco, come la prenotazione on line, la possibilità per il medico di visualizzare le cartelle cliniche ed i referti relativi agli esami ottenuti dal paziente e tutte le altre agevolazioni che un utilizzo degli strumenti telematici può consentire.
Per quanto riguarda l'utilizzo dei servizi della Pubblica Amministrazione non legati alla sanità, abbiamo già attivato su Lecco tutti si servizi di autocertificazione, la classe di esenzione ISEE, l'accesso alle biblioteche e altri piccoli servizi che, non appena possibile, estenderemo a tutto il territorio. La carta comunque si presta in generale a qualsiasi tipo di utilizzo da parte della Pubblica Amministrazione, essendo stata approvata, nel frattempo, anche come Carta Nazionale dei Servizi.

Si parlava anche della carta come strumento di pagamento  
         
         
Esatto, abbiamo bandito una gara per far divenire la CRS (Carta Regionale dei Servizi) uno strumento di pagamento in modo tale che nel momento in cui un cittadino riceva una prestazione sia addirittura in grado di pagare il ticket utilizzando direttamente la carta. La gara si è già conclusa ed entro la metà di aprile saranno glà possibili le prime operazioni. Proprio per questo ci stiamo preoccupando di informare i produttori e i distributori sul tipo di lettore necessario che, comunque, non ha assolutamente nulla di particolare e, ad esempio, è già largamente diffuso in altri paesi.
Tutti i servizi che le ho citato sono però al momento solo servizi di sportello e saranno accessibili tramite web a partire dalla metà del prossimo anno, garantendo altissimi livelli di sicurezza perché, come saprà, grazie alla presenza del chip e del relativo certificato, la carta non è clonabile, al contrario di una normale carta di credito o bancomat.
Esiste un monitoraggio sul progetto? Quale è il bilancio?  
         
         

Noi continuiamo a tenere sotto controllo sia il volume prescrittivo ed erogativo per quanto riguarda l'attività nel campo socio-sanitario, che la qualità di questa erogazione, monitorando, quindi, i tempi di attesa e le prestazioni stesse. In questo modo abbiamo già potuto valutare degli elementi che ci hanno informato sul fatto che sia gli operatori che i cittadini sono consapevoli dell'enorme potenziale di questo strumento. Se si analizzano i volumi delle prescrizioni, quasi duplicati di mese in mese, si riesce ad cogliere chiaramente come il cittadino non possa che essere soddisfatto di un servizio efficiente, più veloce, più sicuro e certo.

Quali sono le strutture coinvolte?  
         
         
In primis tutte le farmacie, che essendo il nodo di erogazione del prodotto farmacologico, sono state le prime ad essere coinvolte. Lombardia Informatica ha poi coinvolto e continua a coinvolgere sul territorio i medici di base, i pediatri in libera scelta, tutti i medici delle strutture pubbliche e le strutture pubbliche stesse quali ASL ed ospedali. Sta iniziando inoltre anche un lavoro sulle strutture private e, ad esempio, su Lecco hanno già aderito diverse strutture che cominciano ad utilizzare questo strumento nei propri uffici.
Il traguardo previsto nel progetto era stato fissato al 2009. Vuol dire che i tempi si sono accorciati?  
         
         

Bisogna fare una piccola precisazione: tutto il progetto è stato realizzato in Project Financing, ed il termine del 2009 era stato quindi individuato come il periodo per cui la gara aveva valore e per cui la Regione acquistava il servizio, ma in effetti se si va a leggere il dettaglio, la realizzazione di tutti i servizi doveva essere completata entro la metà del 2006. Noi abbiamo opportunamente accelerato, perché abbiamo visto che la reazione da parte dei cittadini era più che positiva e c'era la possibilità di forti risparmi che sarebbe stato uno spreco non cogliere.

Potrebbe spiegarci nel dettaglio la genesi di questo modello innovativo?  
         
         
Trattandosi di un progetto enorme, che ha richiesto investimenti per diverse centinaia di milioni di euro, divisi tra investimenti diretti sulle integrazioni, ed investimenti sulle infrastrutture, la scelta fatta dall'amministrazione è stata innovativa e soprattutto efficace: utilizzare il Project Financing per avere un servizio di valore e poi, una volta realizzato e costituito il servizio, acquistarlo dai privati. Si tratta in pratica di un procedimento innovativo rispetto alla consuetudine: non più l'ente pubblico che realizza una gara di appalto mettendo a disposizione un budget, ma un progetto realizzato e portato avanti con fondi privati, per offrire un servizio efficace alla Regione, la quale, nel momento in cui valuta positivamente tale servizio, lo acquista. Si tratta del primo progetto di queste dimensioni realizzato in Project Financing in Italia. L'impulso chiaramente è partito della Regione che affidando a Lombardia Informatica la costruzione del progetto le ha anche delegato il disegno dell'infrastruttura tecnologica ed economica che lo sorregge. Lombardia Informatica si è quindi preoccupata, attraverso un bando di gara a livello europeo, di trovare i partner privati che hanno sostenuto l'onere di finanziare il progetto.
Rispetto alla CRS Lombardia la distribuzione della CIE è notevolmente indietro come potrebbe spiegarlo?  
         
         

La Carta dei Servizi Lombarda che, come le dicevo, è anche Carta Nazionale, dato che le nostre specifiche sono state mutuate per definire quelle della CNS, è compatibile e leggibile da un lettore CIE. Il problema della CIE è, però, che non ha ancora una larga distribuzione. Si tratta di un progetto estremamente vasto e complesso e per avere un idea di ciò che significa posso dirle che per il nostro progetto, solo sulla provincia di Lecco, abbiamo erogato più di 5000 ore di formazione in aula per gli operatori del servizio sanitario, si immagini quanta bisognerà farne quando la carta sarà distribuita a 9 milioni di cittadini, ma soprattutto quanta ne deve e ne dovrà fare il Ministero riguardo alla distribuzione della CIE su tutta Italia.

Quindi il problema non è tanto nella distribuzione delle carte, quanto nell'infrastruttura?  
         
         
Prima infatti le citavo la rete per un motivo preciso. Nel costruire questo progetto, una delle nostre continue preoccupazioni non è stata tanto quella di distribuire la carta, quanto quella di integrare le strutture, costruire la rete e rendere fruibili dei servizi. Solo dopo è venuto il problema della distribuzione perché la carta è la chiave di accesso al sistema, e se non c'è sistema la carta cessa di avere un'utilità. Tutto ciò non è successo con la CIE che, invece, viene distribuita come semplice strumento di riconoscimento. Se mi permette un parallelo si tratta dello stesso modello che ha accompagnato il codice fiscale, dotato di una banda magnetica che nessuno ha però mai utilizzato, perché non ci sono strutture che erogano servizi tramite l'utilizzo di quello strumento. Noi, fatta massima attenzione a quello che era il comportamento generale, ci siamo quindi preoccupati prima di costruire le infrastrutture, predisporre la rete e strutturare i servizi e solo dopo di distribuire la carta.
Quale è il funzionamento concreto della CRS? Esisteranno dei database contententi le informazioni su tutti i cittadini?  
         
         

No, non succederà nulla del genere. Come le dicevo la CRS è la chiave di accesso al sistema. Sul supporto fisco (la carta vera e propria) sono presenti solamente alcune informazioni proprie del paziente, i dati anagrafici ed il codice fiscale e, per quanto riguarda la parte clinica, solo eventuali patologie endemiche leggibili esclusivamente dal titolare della carta o, eventualmente, dal medico curante. Tutte le altre informazioni sanitarie riguardo l'anamnesi, gli esami e tutto ciò che deve essere a disposizione del medico curante nel momento in cui riceve il paziente, è archiviato presso la struttura che ha certificato quel tipo di analisi o quel tipo di patologia.
Per essere più chiari attraverso l'inserimento della carta nel lettore, il medico ottiene l'accesso alle rete dell'ospedale o della struttura che ha erogato le prestazioni, e può così consultare i referti. Questo meccanismo, oltre che tutelare la privacy, rappresenta anche un risparmio notevole perché non si costruisce un database centrale con le anamnesi di tutti i cittadini, ma le informazioni sono conservate nelle differenti strutture in cui il cittadino si è recato per ricevere quelle determinate presentazioni. Naturalmente poi esiste un dominio centrale che coordina questi flussi di informazioni e che è un po' il centro tecnico di interoperabilità, gestito in modo diretto dalla Regione Lombardia.

L'unico caso in cui è possibile accedere ai dati del paziente, senza il suo consenso esoplicito è quello di estrema emergenza, in cui il medico, sotto la propria responsabilità, può avere accesso diretto a tutte le informazioni del cittadino.

Quale è il suo giudizio complessivo sul progetto?  
         
         
Personalmente sono molto soddisfatto e felice di condurre un progetto del genere, perché si tratta non solo di una grossa sfida, ma anche di un motivo di soddisfazione per Lombardia Informatica e più in generale per tutta la Regione Lombardia che ha creduto fortemente in questo progetto e fin dall'inizio ci ha spinto affinché la cosa potesse essere realizzata.
 
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