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DA
MEDIATECHE A CITTA' DIGITALI: LA CAMPANIA DELLA SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE
Ne
parliamo con
con
Maria
Adinolfi - A.C.G. Regione
Campania
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Partiamo
da una descrizione generale degli obiettivi del progetto Città
Digitale rispetto agli obiettivi di sviluppo della Società
dell'Informazione in Campania.
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Quando
abbiamo cominciato a ragionare sul progetto Città
Digitali, il nostro scopo era quello di dare una visibilità
concreta e immediata a tutto lo sforzo organizzativo e realizzativo che
avevano profuso gli enti protagonisti dell'informatizzazione della PA
campana, dando anche visibilità alla complessità e alla
diversità delle proposte che erano venute fuori e soprattutto cercando
di dare evidenza ai progetti già realizzati. In effetti, l'obiettivo
non era raccontare le intenzioni e i progetti futuri della regione ma
piuttosto dare largo spazio ai progetti già realizzati e ai risultati
raggiunti. In questa finalità siamo stati olto indirizzati dal
target iniziale del progetto Città Digitali. In effetti, Città
Digitali era nato per le scuole. I ragazzi hanno una particolare sensibilità,
colgono immediatamente se quello che viene loro raccontato è realtà
o solo parole: un giovane coglie la differenza ed è proprio questo
vedere realizzato che fa la differenza e che gli dà il senso della
concretezza delle cose.
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Quali
differenze o forse è meglio dire, evoluzione c'è stata
dal progetto Mediateche a Città Digitali?
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Rispetto
a Città Digitali, quello di Mediateche potrebbe essere definito
come un progetto più timido, partito soprattutto con obiettivi
di sensibilizzazione e primo approccio all'uso delle tecnologie informatiche.
Quando abbiamo realizzato il primo gruppo di trasmissioni, i progetti
dei comuni e delle scuole che riguardavano l'e-government erano appena
partiti, quindi con poca concretezza di realizzazione. Erano quindi, dei
racconti per far capire ai ragazzi, agli insegnanti, a tutto il mondo
della scuola che c'era un'evoluzione in atto, che si trattava di argomenti
tutto sommato semplici, tant'è che nei video gli esempio erano
fatti dai ragazzi stessi. La seconda fase invece, ha voluto dimostrare
che una volta diffusi i principali concetti della società dell'informazione,
tutto sommato semplici, le istituzioni potevano realizzare attività,
prodotti o servizi anche in maniera veloce, pur essendo diffusa nell'immaginario
collettivo la visione delle istituzioni come lente, arretrate e incapaci
di inseguire l'innovazione.
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Sono
tanti i progetti sviluppati dalla Regione per sensibilizzare le
scuole verso l'uso delle tecnologie multimediali per migliorare
la didattica. Che tipo di limiti e problematiche di alfabetizzazione
informatica avete dovuto affrontare?
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Sul
territorio campano le realtà sono piuttosto differenziate. Come
sempre avviene in percorsi di innovazione, ci sono strutture o gruppi
più avanzati, sensibili e pronti a cogliere il nuovo per poi trasmetterlo.
Ce ne sono altre invece, che vanno più a rilento. Ci sono punte
di eccellenza e dall'altro lato delle sacche di resistenza passiva però,
direi che mediamente la percezione che abbiamo avuto è di una realtà
del mondo della scuola molto più vivace e attenta all'innovazione
di quello che ci si può immaginare. In molti casi mancano o sono
insufficienti le strumentazioni ed è chiaro che in questi casi
non ci può essere un intervento assolutamente surrogatorio né
da parte della regione né dei comuni, soprattutto vista la distribuzione
dei compiti rispetto all'istruzione scolastica. Là dove siamo intervenuti
a completamento del progetto Mediateche, in cui i fondi provenivano dal
ministero, abbiamo dotato più di 1000 istituti di una parabolica,
di un televisore, di un decoder, di computer.
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| Quali
altre attività e/o iniziative sono state avviate parallelamente
nelle scuole sempre con l'obiettivo di "familiarizzare"
con le nuove tecnologie? |
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Altri
istituti hanno goduto dell'aver partecipato in maniera attiva alla realizzazione
di progetti direttamente presentati dai comuni. Mi vengono in mente i
progetti l'Istituto Tecnico di Torre Annunziata e quello di Cerreto Sannita.
Evidentemente, partecipando a un progetto sperimentale relativo all'utilizzo
delle nuove tecnologie per fare evolvere la didattica scolastica, hanno
avuto anche la possibilità di dotarsi della strumentazione necessaria.
È chiaro che dovrebbe essere un sistema molto più diffuso
ma, in questo caso viene fuori una maggiore attenzione alla programmazione
e una maggiore comunicazione tra gli enti centrali e quelli periferici.
Nel nostro caso i rapporti maggiori li abbiamo avuti con la Sovrintendenza
Scolastica Regionale e con tutto il mondo docente e visti i risultati
raggiunti, l'esperienza andrà avanti.
Stiamo già pensando ad una terza serie di puntate per Città
Digitali che racconterà un passo ulteriore: non solo attenzione
alle tecnologie ma anche come si evolve il mondo della ricerca e dell'innovazione
e quali sono le nuove realtà che si sviluppano sul territorio regionale
verso le quali i giovani posso tendere immaginando un loro futuro.
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I temi trattati nelle 10 puntate riguardano soprattutto, la società
dell'informazione. Un tema assolutamente globale che nelle puntate
fino ad ora realizzate, ha assunto comunque una collocazione locale.
È stata intenzionale come scelta? Quali i motivi?
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Il
progetto Città Digitali è per la Regione, uno strumento,
un canale di comunicazione per diffondere ciò che si sta facendo
relativamente alla strategia che già dà anni, è attuata
per lo sviluppo della società dell'informazione. Si parla di come
sta cambiando il mondo delle imprese, dell'università, della ricerca.
Diventa un vero e proprio biglietto da visita per Regione che ha tra le
sue linee programmatiche proprio l'innovazione. Altro scopo, altrettanto
rilevante, è far comprendere ai ragazzi le potenzialità
della regione in cui vivono.
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Come
è avvenuto il coinvolgimento di Rai Educational?
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Inizialmente
è stata proprio Rai Educational a proporre di implementare il progetto
Mediateche, già avviato con il Ministero. Come ho già spiegato,
il progetto mirava a dotare gli istituti della strumentazione necessaria
e da qui qualche esperienza dimostrativa dell'uso delle tecnologie. Successivamente,
dopo aver anche condiviso con la stessa Rai le potenzialità dei
progetti ICT avviati in Campania, allora abbiamo pensato bene di dare
spazio alle punte di eccellenza della regione. Da qui il parlare di telemedicina,
o anche l'interessante puntata dedicata alla demotica e alle iniziative
avviate relative alla demotica all'interno delle case dello studente.
Tant'è che tutte le case dello studente che si stanno realizzando
sul territorio, ad esempio Pozzuoli, Salerno, Benevento e tutte le altre
avranno all'interno almeno tre stanze demotiche. È la scelta forte
di un ente di dare un servizio reale ai cittadini.
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La
redazione com'è composta?
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La
redazione è composta in parte da personale Rai che si interfaccia
con referenti della Regione e con un gruppo di monitoraggio. Chiaramente
trattandosi di "opere di intelletto" il lavoro sta soprattutto
nella scaletta. Quindi, la redazione ovvero il personale Rai, i referenti
della Regione e il gruppo di monitoraggio dibattono sulle tematiche, sull'individuazione
di quelli che saranno gli esempi, le testimonianze e così via da
trattare nelle singole puntate. Si arriva dunque ad individuare una traccia
della puntata su cui poi lavora la produzione RAI, per la realizzazione
del filmato.
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Quali strutture della regione sono state coinvolte?
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Tutto
è nato proprio dal gruppo della Società
dell'Informazione della Regione, poi chiaramente sono stati coinvolti
la Sovrintendenza Scolastica Regionale, trattandosi di tematiche relative
all'istruzione e visto che comunque sarebbe stato necessario il coinvolgimento
di presidi, dirigenti scolastici, corpo docente ecc.
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Qual
è stata entità del finanziamento?
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Sul
progetto Città Digitali i costi sostenuti riguardano la realizzazione
del prodotto. In realtà, i costi reali sono quelli relativi alla
tecnologia che è stata implementata per lo sviluppo dei progetti
che sono presentati e descritti nel corso delle puntate. In totale, sono
stati spesi circa 50 milioni di € per circa 70 progetti con 250 comuni
e 5 province.
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