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Dall'e-mail alla Posta Certificata: un salto di mentalità

Il principale vantaggio di una e-mail è la semplicità, la facilità e soprattutto l'immediatezza con cui si possono inviare informazioni e contenuti, da un capo all'altro del pianeta. Dallo scorso 28 gennaio, a questi vantaggi si è aggiunto quello della validità legale della trasmissione elettronica: la Posta Elettronica Certificata. Proviamo a vedere quali sono i vantaggi o le eventuali lacune e soprattutto, quali sono gli strumenti messi in campo per diffondere questo nuovo sistema.

La Posta Elettronica Certificata (PEC): che cos'è

Si tratta di un sistema di posta elettronica che permette di recapitare messaggi telematici ad indirizzi dichiarati dal mittente e di fornire a quest'ultimo un'attestazione di invio del messaggio. Il mittente ha, inoltre, la possibilità di conoscere se e quando il destinatario riceve la mail o, viceversa, la causa del mancato recapito del messaggio. Tutto ciò al fine di attribuire una valenza giuridica all'atto di invio elettronico della documentazione.
Il garante dell'avvenuta consegna è il gestore del servizio PEC che, su autorizzazione CNIPA, ha l'incarico di gestire i domini certificati. In pratica, come è stata definita dal Ministro dell'Innovazione e delle Tecnologie Lucio Stanca, si tratta a tutti gli effetti di una raccomandata elettronica, e tutto il sistema rispecchia quello della posta tradizionale, a cominciare dall'ufficio postale, che nel sistema elettronico è rappresentato proprio dal gestore del servizio di PEC.

Il Decreto sulla PEC

Il DPR approvato dal Consiglio dei Ministri, in via preliminare il 25 marzo 2004, e in via definitiva il 28 gennaio scorso, intende disciplinare le modalità di utilizzo della posta elettronica certificata tra cittadini e pubbliche amministrazioni, e tra privati cittadini stessi, introducendo 5 importanti novità:

1
Potranno scambiarsi e-mail certificate sia i privati che le pubbliche amministrazioni, e a fare da garanti all'effettiva consegna saranno i gestori del servizio iscritti ad un apposito elenco.
2
I messaggi di avvenuto inoltro e recapito saranno sottoscritti con firma digitale "forte" dal gestore, per assicurare l'invio del messaggio.
3
I gestori dovranno conservare traccia di tutte le operazioni per un periodo di tempo di 30 mesi.
4
I gestori sono tenuti a verificare l'eventuale presenza di virus nei messaggi, bloccando la trasmissione ed informando il mittente.
5
Le imprese potranno dichiarare la volontà di accettare l'invio di PEC all'atto di iscrizione nel registro delle imprese.


fonte: CNIPA slide di presentazione decreto PEC

Alcune questioni da chiarire

Il decreto, quindi, rappresenta l'ultimo tassello per il completamento del complicato rompicapo che regola il ciclo di vita del documento informatico. La PEC pone veramente le premesse per l'eliminazione della carta dagli uffici pubblici, anche se, dal punto di vista giuridico, come fanno notare due articoli di Manlio Cammarata e di Andrea Monti sulla rivista elettronica Interlex, non mancano alcuni nei. Ad esempio, si può leggere un'ambiguità riguardo l'attribuzione di ciò che è autentico in un messaggio di PEC: "La busta di trasporto" recita il comma 2 dell'articolo 9, "è sottoscritta con una firma elettronica di cui al comma 1 che garantisce la provenienza, l’integrità e l’autenticità del messaggio di posta elettronica certificata secondo le modalità previste dalle regole tecniche di cui all’articolo 17". E' evidente che che la firma garantisce l'autenticità dell'invio, e non del contenuto del messaggio, ed affermare il contrario sarebbe come sostenere che un documento è autentico perché la busta che lo contiene riporta una firma autentica, ma, sostengono i due autori, disposizioni poco chiare possono generere interpretazioni stravaganti.
Altra perplessità è riservata al termine virus (art. 12) come unica possibile minaccia contenuta nei messaggi inviati tramite PEC, tralasciando così tutti gli altri tipi di programmi pericolosi per il destinatario.

Un approccio anglosassone alla norma

Per la stesura del decreto si è utilizzato per una volta, un approccio che si potrebbe definire anglosassone, nel senso che si è preferito far sviluppare in maniera autonoma un mercato, in particolare quello della sicurezza delle comunicazioni elettroniche e dei certificati di autenticazione, per regolamentarlo in un secondo momento, senza logicamente vanificare gli sforzi verso cui si era indirizzata autonomamente la ricerca scientifica ed industriale. In pratica, si è prima sperimentata la modalità operativa producendo la legislazione solo in un secondo momento, in modo da essere più sicuri e competenti sulla materia che si andava regolamentando.

Strategie per la diffusione: il progetto @P@

Le comunicazioni elettroniche, lentamente ma in maniera costante, stanno entrando anche nel vivere quotidiano degli uffici pubblici e a dimostrarlo ci sono i 66 milioni di e-mail scambiate all'interno della pubblica amministrazione nel corso del 2004 (fonte Osservatorio RUPA), ma il fenomeno è ancora poco invasivo e, soprattutto, non elimina la mole di documentazione cartacea che invade la pa. Anzi a volte l'innovazione introdotta dall'utilizzo di strumenti informatici è in completo contrasto con prassi e mentalità inefficienti e, quindi, fonte di enormi sprechi.
Il problema più urgente allora diviene quello di spingere verso il definitivo abbandono di queste prassi e verso l'adozione di strumenti completamente informatizzati e, allo stesso tempo, affidabili e sicuri.

Proprio a tal fine il CNIPA ha messo in atto diverse strategie che vanno dalla promozione del riuso, alla diffusione delle best practice per stimolare l'emulazione, ed in questo contesto si inserisce anche il progetto @P@ (aperà) che, partito nella metà del 2003, mira a diffondere l'utilizzo delle comunicazioni elettroniche con valore legale, premiando le eccellenze.
L'idea portante del progetto è quella di utilizzare tre degli strumenti informatici messi a punto anche grazie al lavoro dei comitati tecnico-scientifici del CNIPA, per eliminare sprechi burocratici nel passaggio di documentazione autentica da un ufficio della Pubblica Amministrazione Centrale ad un altro.
Gli strumenti in questione sono

L'indice della Pubblica Amministrazione - l'archivio virtuale contenente tutti i riferimenti delle strutture organizzative della PA. Operativo dal 2003, e attualmente in aggiornamento, l'Indice fornisce supporto all'interoperabilità dei sistemi di protocollo informatico delle amministrazioni.
La Rubrica della PA Centrale - progetto in fase di realizzazione, operativo entro il 2005, sarà l'archivio contenete tutti gli indirizzi e-mail dei dipendenti pubblici.
La Posta Elettronica Certificata

Il bando predisposto per il cofinanziamento richiedeva uno studio di fattibilità per ciascun progetto presentato. Tale studio doveva riportare valutazioni qualitative e quantitative sullo stato vigente delle prassi burocratiche che si intendeva abbandonare, in modo da fornire elementi precisi e misurabili su cui indirizzare l'azione innovativa. In particolare gli obiettivi su cui il CNIPA si è concentrato sono stati:

Risparmi sui costi.
Riallocazione del personale.
Miglioramento della qualità dei servizi erogati.

Tra tutti i progetti segnalati, 26 sono stati ammessi al cofinanziamento per un investimento complessivo di 40 Milioni di euro, 13 dei quali cofinanziati. "I progetti presentati", ha commentato Francesco Tortorelli, responsabile del progetto @P@, "non sono onerosi dal punto di vista economico: la maggior parte degli uffici della PA centrale sono infatti, informatizzati e quindi, dal punto di vista tecnologico, non c'è nulla di complesso. La complessità risiede soprattutto nella voglia di fare, e di svecchiare prassi ormai inefficienti e dispendiose".
In effetti, sfogliando le schede sintetiche dei progetti ci si accorge che basta poco per migliorare situazioni al limite del surreale: ad esempio tra i vari uffici del Ministero della Difesa, dell'Esercito, della Marina, e dell'Aeronautica, tutti già informatizzati e dotati di posta elettronica e di archivi digitali, ogni anno vengono scambiate 4,5 milioni di comunicazioni cartacee; oppure gli avvisi di reato consegnati ogni anno in forma cartacea, a mano, dalle forze dell'ordine alle Procure sono 800 mila. La sostituzione di tutti le prassi inefficienti (dalla stampa della documentazione alla consegna a mano o per posta tradizionale) indicate nei 26 progetti, con comunicazioni elettroniche assicurate dalla Posta Elettronica Certificata dovrebbe portare un risparmio complessivo di 130 milioni di euro annui.

I progetti di @P@:

Sistemi di posta elettronica della Difesa - Min. Difesa
Tribunali dei minori ed Enti siciliani - Min. Giustizia
Recupero delle spese di giustizia - Min. Giustizia
Gestione amministrativa interna - MiBAC
Gestione amministrativa interna - MiPAF
E-Mouseion - MiBAC
Portale della Conoscenza - Ag. Entrate
Trasparenza procedimenti amministrativi - MiPAF
Gestione dei congedi - MAE
Cambio di cognome - Min. Interni
Gestione dei materiali di armamento - PCM
Federalismo in rete - PCM
Avvisi di reato - Min. Giustizia, Interno, Difesa, GdF, MiPAF
Registrazione atti giudiziari - Min. Giustizia, Ag. Entrate
Gestione amministrativa interna - Min. Salute
Processo telematico - Consiglio di Stato, Avvocatura
Approfondimenti

Il progetto @P@:un'intervista con Francesco Tortorelli, del CNIPA.

Lo Schema di Decreto sulla Posta Elettronica certificata.

Il progetto @P@

Il sito padigitale.it.

 
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