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tecnologie
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Il
dato pubblico è sicuro, sulla rete privata... Virtuale
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La
Regione Lombardia si dota di una soluzione di Rete Privata Virtuale (VPN)
e si pone come modello di riferimento per le altre Regioni italiane, impegnate
nell'attuazione dell'e-government.
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Una
regione in rete per connettere tutti gli enti pubblici lombardi, la Regione
Lombardia si è dotata di una struttura Virtual Private Network
(VPN)
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Con
1545 Comuni, 11 Province, 15 Asl e innumerevoli altri enti pubblici, la
Lombardia è una delle più complesse realtà regionali
del nostro Paese. Nel rispetto di tanta ricchezza e diversità si
è mossa la Regione Lombardia con il Programma Lombardia Integrata.
Nell'ambito dei processi di innovazione tecnologica delle Pubbliche Amministrazioni
previste dall'e-government, la Regione Lombardia ha attivato la RRL (Rete
Regionale Lombarda), una struttura di telecomunicazioni efficiente ed
economica capace di collegare gli enti pubblici lombardi. "Ai
vendor", spiega Chiara Palmieri, coordinatrice del gruppo di
lavoro della società lombardia Informatica, "È stato
chiesto di trovare una soluzione che potesse soddisfare tutti i profili
identificati, in termini sia di connettività che di sicurezza,
specificando i tipi di apparati che avrebbero utilizzato e le funzionalità
che supportavano. L'architettura VPN (Virtual Private Network) proposta
da Cisco Systems si è rivelata
la soluzione ottimale per inserire, in maniera non invasiva e sicura,
gli apparati VPN in una Pubblica Amministrazione con una configurazione
di rete tanto complessa".
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Programma
Lombardia Integrata: Cisco systems ha fornito una soluzione che rispondeva
ai requisiti di economicità, funzionalità e non invasività
richiesti dalla Regione
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In
merito alla realizzazione del Programma Lombardia Integrata, le direttive
della Regione prevedevano una serie di specifiche vincolanti. Il progetto
doveva essere economicamente sostenibile, trattandosi comunque di spesa
pubblica, doveva valorizzare e preservare quanto già presente sul
territorio a livello tecnologico. La scelta di una rete VPN, che cifra
i dati durante il loro passaggio facendoli transitare in una sorta di
tunnel virtuale di protezione all'interno di una rete pubblica, è
parsa la scelta ideale per Regione Lombardia, quella che più di
altre ha garantito il contenimento dei costi e l'impiego degli investimenti
già realizzati. Il Programma Lombardia Integrata ha avuto il suo
trampolino di lancio nell'anno 2002, in occasione del blocco del traffico
che ha coinvolto numerosi comuni lombardi. L'ordinanza è stata
comunicata ai vari enti attraverso la RRL.
Grazie ai sistemi di autenticazione e sicurezza, garantiti da questa rete
regionale, i documenti inviati erano da ritenersi ufficiali e ciò
comportava l'abbandono della documentazione cartacea dalla quale prima
di allora non si poteva prescindere. Spiega A. Confalonieri: "Prima
dell'attivazione della RRL, i servizi regionali venivano pubblicati su
Internet. Agli Enti si richiedeva la compilazione dei moduli on line e
poi l'invio del modello cartaceo corrispondente. Il sistema di autenticazione
e sicurezza che caratterizza la RRL, ha liberato gli aderenti dalla compilazione
e dall'invio della documentazione cartacea. La semplificazione delle pratiche
burocratiche ha lentamente popolato la RRL". "Il dato
per noi importante", conclude Confalonieri, "al di là
del numero delle adesioni, (si parla di 1.400 afferenti) è il livello
di utilizzo che si fa della rete. I risultati fin ora ottenuti sono una
chiara attestazione sia del gradimento che dell'utilità del sistema
realizzato".
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Una
rete economica, non invasiva e democratica
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La
nuova Rete Regionale Lombarda permette agli enti che verranno collegati
non solo la fruizione ma anche l'erogazione di servizi: monitoraggio costante
dal centro ma assoluta autonomia in periferia.
La costruzione di questo articolato sistema di telecomunicazioni, ha comportato
per molti enti lombardi la dismissione di costose linee dedicate, con
rilevanti risparmi dei costi, e la possibilità di diventare loro
stessi erogatori di servizi. La peculiarità della RRL risiede proprio
nel suo essere "democratica". La connessione degli enti avviene
in maniera paritetica. Il controllo del Centro, attuato dalla Regione,
si limita a garantire l'autenticazione univoca degli utenti, la trasmissione
sicura e l'autorizzazione degli accessi. Per tutto il resto, la presenza
di Regione Lombardia è discreta e poco invasiva. "Data l'eterogeneità
degli afferenti, la connessione alla RRL avviene tramite apparati VPN
software o hardware", spiega Marcello Baldo di Lombardia Informatica.
"Nel caso dei piccoli enti è stato sufficiente l'installazione
di un apparato software dalla configurazione automatica. La semplicità
dell'installazione ha comportato di conseguenza la richiesta di competenze
tecnologiche di livello base. Laddove è stato necessario, comunque,
la Regione si è fatta carico di formare e supportare chiunque ne
facesse domanda. Se attivati gli apparati software o hardware, creano
il canale virtuale che collega gli afferenti alla RRL. Attraverso un sofisticato
sistema di sicurezza, Regione Lombardia identifica l'utente connesso e
concede l'accesso ai servizi desiderati o la comunicazione con gli altri
enti. Sono gli enti erogatori a decidere i destinatari dei servizi e a
scegliere le modalità di pubblicazione: in tali casi, la RRL garantisce
la sicurezza della trasmissione e la legittimità degli interlocutori".
Chiarisce Flaviano Tassi, Lombardia Informatica. "La rete doveva
basarsi su standard, non doveva essere invasiva, doveva garantire sicurezza
e flessibilità. Cisco Systems ha vinto perché la sua soluzione
era in grado di soddisfare tutti i requisiti richiesti. Le piattaforme
VPN adottate sono segmentate in diverse categorie, ognuna scalabile attraverso
specifiche implementazioni software, per gli afferenti di piccole dimensioni,
e hardware invece per quegli enti dalla configurazione e dalle esigenze
più complesse. Lo standard adottato è il protocollo IPsec
che garantisce un tipo di protezione globale con l'utilizzo di certificati
digitali di crittografia". "Un approccio efficace alla sicurezza
delle reti si articola secondo cinque aspetti, tutti imprescindibilmente
integrati: autenticazione/autorizzazione, sicurezza perimetrale, connettività
sicura (riservatezza e integrità delle comunicazioni), monitoraggio
attivo e gestione della sicurezza, know how di cui Cisco Systems dispone
ampiamente", conclude Tassi. Studiata e realizzata già come
se fossero attivi 1.200 nodi e 60.000 client, la RRL è calcolata
per concedere a questo numero di enti collegati una velocità di
trasmissione dati di un megabit.
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Parola
d'ordine: partire dal presente
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Primo
caso in Italia di Rete regionale a utilizzare un sistema VPN sfruttando
Internet come mezzo di comunicazione, la RRL è in costante evoluzione,
in virtù non solo delle continue adesioni degli enti lombardi pubblici,
ma anche di alcuni enti privati che erogano servizi pubblici. Sulla scia
del successo ottenuto dal Programma Lombardia Integrata, altre regioni
italiane stanno studiando soluzioni affini. Lo stesso Ministero dell'innovazione
e della Tecnologia, impegnato a condurre uno studio di fattibilità
sull'impatto che l'e-government avrà nella PA del nostro Paese,
guarda con interesse al sistema implementato in Lombardia. Il segreto
del successo di questo progetto è da ricercare nella motivazione
al raggiungimento dell'obiettivo del compatto gruppo di lavoro costituitosi,
unitamente alla visione pragmatica di Regione Lombardia, che ha preteso
risolutamente la realizzazione del sistema di comunicazioni basandosi
su quanto la tecnologia metteva a disposizione "qui e ora",
senza per questo precludersi le possibilità che il futuro aprirà.
"Partecipare con la nostra competenza e tecnologia alla creazione
di un canale preferenziale di contatto tra i tanti enti pubblici lombardi,
è stato per noi motivo di orgoglio", commenta Francesco Tripepi,
Account Manager di Cisco Systems Italia. "A Regione Lombardia non
abbiamo fatto altro che proporre l'architettura di rete che da tempo sperimentiamo
e utilizziamo con ottimi risultati in Cisco".
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Approfondimenti
Il Case History Cisco-Lombardia
Integrata
Cisco Systems PowerNow
Regione Lombardia
Soluzioni
Cisco per la Pubblica Amministrazione Locale
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