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130 milioni risparmiati con la Posta Elettronica Certificata: l'obiettivo di @P@

Ne parliamo con

Francesco Tortorelli Responsabile Ufficio Servizi di Interoperabilità Evoluti e Cooperazione Applicativa, CNIPA

Quale è la situazione riguardo la diffusione e l'utilizzo delle comunicazioni elettroniche nelle amministrazioni italiane?  
         
         
Lo stato attuale riguardo la diffusione e l'utilizzo delle comunicazioni elettroniche lo si può ricavare in diversi modi, ad esempio calcolando quante caselle di posta sono assegnate o quante e-mail vengono inviate o ricevute dalla pubblica amministrazione. Tutti questi sono elementi che il CNIPA raccoglie periodicamente analizzando i dati relativi alla RUPA, e sui quali ci siamo basati per le nostre osservazioni preliminari. Da questi dati emerge chiaramente, infatti, che il livello di scolarizzazione del personale delle pa è abbastanza elevato: ogni giorno vengono scambiate un numero di e-mail nell'ordine di alcuni milioni ed anche se il fenomeno non è diffuso in maniera omogenea, l'abitudine ad utilizzare lo strumento di comunicazione elettronica è andata crescendo notevolmente nel corso degli anni. Assodato questo, l'obiettivo che ci siamo prefissati con @P@ è stato allora quello di trovare il modo per andare oltre e spingere affinché questo tipo di comunicazione pratica, economica e veloce, possa sostituire le comunicazioni tradizionali molto più dispendiose.
Come è stato portato avanti il progetto? Il CNIPA ha avviato singoli accordi o c'è stata una sorta di bando?  
         
         
Sulla falsariga di ciò che è stato fatto con le regioni, abbiamo pensato di spingere sulla diffusione delle comunicazioni elettroniche iniziando a premiare le eccellenze. Abbiamo quindi redatto un capitolato in cui si chiedeva di presentare progetti che potevano portare alla massimizzazione dei benefici apportati dalle comunicazioni elettroniche, puntando all'abbattimento dei costi della posta tradizionale o per corriere, o al recupero di personale, elemento che per una pa che vive il blocco delle assunzioni, è senza dubbio un recupero di efficienza notevole. L'avviso è stato poi pubblicato sul sito del CNIPA e le amministrazioni hanno avuto 40 giorni per presentare al cofinanziamento, progetti in cui doveva risultare rilevante non tanto l'articolazione, quanto l'esposizione del beneficio, il cambiamento della prassi e la misurabilità. Si richiedevano quindi, progetti molto orientati al risultato nel breve tempo, e la risposta che abbiamo ottenuto è stata piacevolmente sorprendente perché sono arrivati progetti che, seppure estremamente semplici, dimostrano la volontà di cambiare mentalità e procedure organizzative inefficienti.
Quali sono gli obiettivi del progetto in termini di risparmi e di recupero di efficienza?  
         
         
A fronte di un investimento complessivo di 40 milioni, di cui 13,5 cofinanziati, sono stati dichiarati benefici per 130 milioni di euro all'anno. È una cifra notevole, ma assolutamente non esagerata se si pensa alle attuali condizioni in cui sono costrette a lavorare molte amministrazioni, già dotate di strumenti di gestione informatica della documentazione, ma non ancora in possesso di un sistema a norma per trasmettere questo materiale. Un esempio concreto è costituito dagli atti giudiziari che, attualmente, vengono digitalizzati su computer, stampati, consegnati in forma cartacea e ritrascritti. Un altro esempio lampante ci è stato segnalato proprio da uno dei 26 progetti selezionati e riguarda le notizie di reato che ogni organo di polizia deve consegnare, quotidianamente, nelle mani del proprio corrispondente presso le Procure. Ogni giorno, quindi, una macchina dei Carabinieri si occupa di recapitare presso la Procura diversi fascicoli cartacei. Si tratta di uno spreco incredibile soprattutto se si considera che ciascun Comando dei Carabinieri possiede un archivio digitale di tutte le proprie informazioni e che, verosimilmente, la Procura dovrà ridigitalizzare tutte queste cartelle. La semplicissima soluzione che è stata individuata dalla stessa amministrazione, e che è stata poi proposta al finanziamento, è stata quella di un elemento di integrazione di rete, con i dovuti standard di qualità e di sicurezza, integrato con un sistema di posta certificata e di firma digitale.
Quindi non si tratta di progetti complicati?  
         
         
No, quelli ammessi al cofinanziamento non sono progetti onerosi dal punto di vista economico. Quando infatti un'amministrazione utilizza già la posta elettronica, internet e un sistema di gestione documentale informatizzato, c'è poco da aggiungere. È certamente necessaria una notevole forza innovativa nel cambiamento di prassi e nell'organizzazione, ma dal punto di vista tecnologico, si tratta di progetti abbastanza semplici, che non comportano ad esempio la scrittura da zero di un programma, ma semplicemente l'utilizzo di un applicativo spesso già presente sul mercato. La complessità risiede quindi soprattutto nella voglia di fare.
Quale è il timing del progetto?  
         
         
Proprio in questi giorni è in via di approvazione lo schema di convenzione con le amministrazioni. I primi risultati sono attesi già entro l'estate, e ci aspettiamo tra settembre e ottobre di poter produrre, verosimilmente, un primo rapporto di monitoraggio. Questa metodologia è quella che riteniamo vincente e, appena avremo un primo risultato, pensiamo di riproporla in altri ambiti, ad esempio sulla cooperazione applicativa.
Che tipo di infrastruttura è l'Indice della Pubblica Amministrazione di cui si parla nella scheda di progetto di @P@?  
         
         
Nell'impostazione iniziale di @P@ c'erano una serie di altri progetti ed iniziative del CNIPA, che potremmo definire abilitanti, che hanno fornito una cornice al progetto e lo hanno reso possibile. In particolare mi preme sottolineare che le amministrazioni, per accedere al cofinanziamento, dovevano avere dei prerequisiti fondamentali, tra cui l'aver avviato il protocollo informatico ed essere inseriti nell'indice della pa. L'Indice della Pubblica Amministrazione ha come obiettivo quello di creare le "pagine gialle" della pubblica amministrazione, riportando gli indirizzi sia fisici che telematici di tutti gli uffici pubblici, per ampliarne la visibilità e la possibilità di contatto. Il compito di gestire l'aggiornamento al momento è coordinando dal CNIPA, ma, essendo un progetto di livello nazionale, quello su cui ci stiamo concentrando è più che altro sviluppare delle procedure standard secondo cui ciascun ufficio sia in grado di aggiornare autonomamente i propri dati.
In che cosa si differenzia l'Indice dalla Rubrica della P.A.?  
         
         
La Rubrica è un progetto teso a fornire alle amministrazioni centrali strumenti automatici in grado di integrare le proprie rubriche e gli indirizzari con quelle di altre amministrazioni, catalogando tutti i riferimenti del personale e della dirigenza, compresi telefono ed e-mail. In questo caso non c'è nessuno che invia o aggiorna i dati, ma tutto si basa su una meta-directory, un oggetto virtuale che connette parti di rubrica dei singoli uffici, nelle modalità più varie. Si va da una modalità diretta, che utilizza connettori software che si appoggiano all'aggiornamento della rubrica Outlook, o a database differenti in cui queste informazioni sono contenute (ad esempio quelli della gestione del personale), ad una modalità che potremmo definire indiretta, e che fornisce all'amministrazione gli strumenti per creare e pubblicare una propria rubrica, già connessa al sistema nazionale. Questo progetto è già avviato e, con nostro piacere e sorpresa, il numero di voci che le amministrazioni pensano di poter inserire è di quattro volte superiore a quello che immaginavamo. Questa metodologia che stiamo sperimentando con le amministrazioni centrali sarà poi riutilizzata anche per le amministrazioni locali, anche se qui il problema principale sarà quello di creare un sistema di integrazione tra i differenti sistemi utilizzati da ciascun ente.
Un esempio concreto per cui utilizzeremo la rubrica è indicato nell'ultima finanziaria, e riguarderà l'invio on line dei cedolini degli stipendi. Si tratta di un'idea nata proprio all'interno del progetto @P@ per agevolare la diffusione e l'utilizzo della posta elettronica.
Quali sono le principali criticità che avete individuato?  
         
         
I problemi non sono marginali. Le norme, infatti, ci sono e sono supportate da soluzioni, ma, come le dicevo, il vero problema è la volontà politica di portare cambiamento, anche quello più banale. Inoltre su queste tematiche le maggiori innovazioni devono avvenire principalmente sul piano organizzativo e quindi sono questi i veri problemi difficili da superare, non quelli di ordine tecnologico. Naturalmente il CNIPA si è organizzato per agevolare il cambiamento ed è in discussione proprio in questi giorni l'attivazione di un piano di formazione del personale sulle tematiche della Posta Elettronica Certificata, dedicato non solo alla dirigenza apicale, ma anche a quella intermedia. Inoltre, all'interno del progetto @P@, i fondi non utilizzati per il cofinanziamento sono serviti alla creazione di un Centro di Competenza incaricato di svolgere attività seminariale volta alla diffusione delle best practice, sia per favorire l'emulazione, che per cercare il riutilizzo delle soluzioni tecnologiche.
Quali saranno le funzioni del CNIPA all'interno del progetto @P@?  
         
         

Il CNIPA, oltre ad essere il soggetto promotore, ha avuto il compito di fissare le linee guida, e di selezionare le iniziative. In un secondo momento attiveremo la verifica dei risultati e costituiremo un centro di competenza con il compito di supportare queste amministrazioni e di evitare che si utilizzino soluzioni troppo proprietarie, in maniera da poter proporre il riuso della tecnologia a costi non eccessivi. Infine tra i ruoli istituzionali del CNIPA vi è anche quello di fornire alle amministrazioni l'ausilio di tutte le tecnologie di cui le parlavo in precedenza: protocollo elettronico, Indice, Rubrica, Posta Elettronica Certificata e quant'altro.

 
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