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Un'infrastruttura
IP per la ricerca, la didattica e la degenza
Ne
parliamo con
Alfonso
Miola - Presidente del Consorzio CISIR
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| Quale
è il ruolo del CISIR nel progetto della rete infrastrutturale
per il Policlinico di Germaneto? |
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Il
CISIR è un consorzio interuniversitario nato con l'obiettivo di dotare
gli atenei aderenti di strumenti in grado di migliorare e rendere sempre
più efficienti e immediati i rapporti amministrativi e didattici
fra le tradizionali componenti universitarie attraverso la realizzazione
di servizi telematici. Il nostro "core business", quindi, è
incentrato sui servizi per l'università prevalentemente rivolti agli
studenti. Contemporaneamente il CISIR ha, però, al suo interno competenze
e professionalità che gli permettono di offrire un supporto, che
potremmo definire commerciale, rispetto ad aziende o a progetti interessanti
per il territorio di pertinenza delle cinque università consorziate.
Proprio in quest'ottica l'ateneo di Catanzaro ha individuato nel CISIR il
soggetto che poteva aiutarla nella fase di decollo del progetto di infrastrutturazione
tecnologica per il Policlinico di Germaneto. Abbiamo quindi proceduto alla
realizzazione sia per quanto riguarda l'aspetto tecnologico e quindi la
progettazione vera e propria dell'infrastruttura, sia per qual che riguarda
invece la gestione di tutta la parte amministrativa, comprese le procedure
di aggiudicazione e di scelta dei fornitori, e di gestione e direzione dei
lavori sul campo. |
| A
che punto è il progetto? |
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Come
le dicevo il CISIR ha sviluppato tutta la parte di progettazione e di assegnazione
delle forniture, quindi si è trattato di un percorso abbastanza articolato
che stiamo ultimando proprio in questi giorni. La gara venne espletata nella
primavera del 2002, mentre alla fine dello stesso anno partì la realizzazione
vera e propria che è ormai in via di completamento, tanto che a breve
sarà anche possibile erogare i servizi. In realtà parlare
di completamento non è del tutto corretto, visto che il Campus Universitario
della facoltà di medicina, prevede la realizzazione di vari edifici
che si aggiungeranno ai due già realizzati e per cui, come le dicevo,
l'infrastruttura è ormai quasi completata. La logica è quella
di ripetere la stessa esperienza su ciascun edificio, collegandoli poi tra
loro, in modo da avere un Campus interamente connesso. Una struttura completamente
cablata, in cui siano presenti sia le attività di degenza che quelle
di ricerca dei laboratori universitari, in modo da garantire non solo una
comunicazione economica e veloce, ma anche l'utilizzo di moderne apparecchiature
ed apparati diagnostici basati su tecnologia IP dalla radiodiagnostica alla
videoconferenza. |
| Quali
erano le esigenze della struttura? |
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L'esigenza
è nata principalmente grazie alla lungimiranza del Rettore dell'Università,
il professor Venuta, che essendo un oncologo è particolarmente informato
sulle attività specifiche dell'ambito sanitario e sull'importanza
delle nuove tecnologie. Quando è nata l'idea di mettere in piedi
questa nuova realtà mista, che avrebbe dovuto offrire servizi al
territorio, ma anche ospitare i laboratori di ricerca della facoltà
di medicina e chirurgia dell'ateneo, il rettore ha spinto da subito verso
un approccio innovativo, suggerendo di realizzare tutti i servizi direttamente
in modalità IP. Su questo spunto iniziale è stata poi sviluppata
l'intera rete, e ne è scaturito un progetto estremamente innovativo,
considerando soprattutto che nel 2001 si era agli albori della tecnologia
IP nel nostro paese. Si è trattato, quindi di una scelta coraggiosa,
una volontà precisa di investire in una direzione che effettivamente
sta dando ottimi risultati. |
| Quale
sarà l'impatto del progetto sul territorio? |
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Il
progetto ha avuto un investimento complessivo ci circa 3 milioni di euro
e quindi anche un forte influsso su tutto il tessuto produttivo del territorio,
innanzitutto perché le realtà locali sono state coinvolte
direttamente nella realizzazione della parte infrastrutturale, in secondo
luogo perché una volta che i servizi saranno a pieno regime, essendo
tutto su IP, si tratterà solo di stabilire una politica degli accessi
per erogare tai servizi al territorio. Si tratterà, infatti, di servizi
che vanno dalla prenotazione degli esami per le degenze ambulatoriali, alle
visite mediche, e che poggeranno su questa infrastruttura, che una volta
completata offrirà la massima flessibilità e la massima scalabilità
da questo punto di vista. |
| Quali
servizi sono stati resi disponibili grazie a questa nuova infrastruttura? |
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Le
questioni più qualificanti in questo momento, oltre a tutta la parte
inerente la comunicazione interna tradizionale, sono proprio quelle relative
al collegamento della diagnostica. Pensiamo ad esempio ai reparti di radiologia
che logicamente sono stati sviluppati in modo tale da consentire un'integrazione
con l'infrastruttura IP che si stava realizzando. A questo va aggiunta la
connessione delle sale operatorie e delle aule e universitarie, in tal modo,
attraverso un sistema di audio/video conferenza gli studenti potranno seguire
ciò che succede a livello ospedaliero.
È stata poi predisposta a una server farm, su cui verranno immagazzinate
tutte le informazioni registrate, al fine di rendere disponibile in un secondo
momento, materiale informativo di alta qualità. Altre applicazioni,
infine sono relative alla telesorveglianza, ed al monitoraggio dei pazienti
e delle apparecchiature mediche. |
| Come
CISIR pensare che il progetto sia replicabile in altre situazioni? |
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Certamente
sì, in particolare la modalità con cui CISIR e Università
hanno cooperato, cioè attraverso una vera e propria commessa esterna
da parte dell'ateneo, ha già permesso di riproporre un'esperienza
analoga con l'Università di Teramo. La situazione era completamente
differente, nel senso che non si trattava di un policlinico, ma di una realtà
universitaria in senso stretto, però dal punto di vista tecnologico
le soluzioni adottate sono state esattamente le stesse. Questa esperienza
progettuale ha quindi una valenza permanete che potremmo definire strategica,
perché trattandosi di un'infrastruttura di rete, ciò che conta
non è tanto cosa si installa su questa struttura, ma l'architettura
portante. L'esperienza di Teramo è illuminate in questo senso perché
pur non avendo un policlinico ha utilizzato il nostro progetto per sviluppare
i servizi interni dell'Ateneo. Naturalmente ci sono anche stati una serie
di progetti che non hanno sfruttato tutto il livello di integrazione, ma
si sono limitati ad aspetti circoscritti come il wi-fi o la semplice infrastruttura
di rete, il che per noi rappresenta comunque un grande successo.
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