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NUOVE
TECNOLOGIE E OPEN SOURCE PER COMUNICARE LA BIODIVERSITA'
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L'attenzione
sulla difesa e conservazione della natura negli ultimi trent' anni è
fortemente cresciuta. L'esigenza di arrestare l'impoverimento della diversità
biologica in Europa e su scala mondiale, ha portato ad attuare misure
di protezione e salvaguardia delle specie faunistiche e floristiche, degli
habitat, dei paesaggi, e degli ecosistemi naturali. In questo processo
le nuove tecnologie rivestono un ruolo di primo piano non solo per quanto
riguarda il rilevamento e monitoraggio ambientale, ma anche nella diffusione
e promozione dell'informazione.
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Legislazione
internazionale: la Conferenza di Rio e la Convenzione sulla Biodiversità
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Il
3 e 4 giugno del 1992 a Rio de Janeiro si è tenuta la Conferenza
sull'Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite - (United Nations
Conference on Environment and Development - UNCED ) più
comunemente conosciuta come Earth Summit, che ha rappresentato
un punto nodale del diritto internazionale in campo ambientale. Nel
corso della Conferenza i 172 governi presenti sono stati concordi nell'affermare
la necessità di un'azione urgente per promuovere lo sviluppo
sociale ed economico ed, allo stesso tempo, preservare e proteggere
l'ambiente. A tal fine sono stati adottati tre importanti documenti
giuridicamente vincolanti:
L'Agenda 21: un piano complessivo per l'azione globale in virtù
di un utilizzo sostenibile delle risorse naturali.
I Principi relativi alle Foreste: le linee guida per gestire
lo sviluppo sostenibile delle foreste di tutto il mondo.
La Dichiarazione di Rio sull'Ambiente e lo Sviluppo , una serie
di principi che definiscono i diritti e le responsabilità degli
stati.
In
tale occasione si è posta alla firma la Convenzione
delle Nazioni Unite sulla Diversità Biologica che è
entrata in vigore il 29 dicembre 1993 e, da allora, ratificata da 183
nazioni. Particolarmente significativi sono gli articoli 16,17,e
18 che indicano che le parti si impegnano a promuovere la "condivisione,
l'accesso e lo scambio delle informazioni relativi alla diversità
biologica". Al riguardo viene proposto la costituzione, di
un meccanismo di sportello informativo informatico detto "Clearing-House"
organizzato su base internazionale come rete di nodi nazionali.
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L'impegno
dell'Europa e dell'Italia
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Anche
l'Unione Europea, come organismo autonomo, è presente tra i paesi
firmatari della Convenzione, e quindi, in ottemperanza alle indicazioni
della Conferenza, si è impegnata nella realizzazione di una rete
che fosse allo stesso tempo organizzativa e telematica per l'ambiente,
utilizzando l'allora neonata Agenzia
Europea dell'Ambiente (AEA) e il progetto
EIONET, rete europea d'informazione e di osservazione in materia
ambientale.
L'AEA,
istituita con il Regolamento Comunitario del 7 Maggio 1990 e resa operativa
nel 1994, ha quindi il mandato di fornire informazioni tempestive, mirate,
pertinenti e attendibili, al pubblico e agli organi decisionali, in
modo da consentire la formulazione e l'attuazione delle politiche ambientali
nell'Unione Europea e negli altri paesi membri.
Tre
le attività dell'Agenzia rientrano:
La creazione di strumenti interconnessi per la raccolta e l'elaborazione
di dati ambientali a livello paneuropeo. In questo senso esemplare è
la rete EIONET, alla cui componente organizzativa, operativa sin dal
1994, si è aggiunta, nel 1997, quella elettronica (e-EIONET),
realizzata con tecnologia italiana dal gruppo Finsiel,
sia nella sua versione intranet che internet e suddivisa in 32 punti
focali nazionali che operano da enti catalizzatori.
Il monitoraggio e la redazione di report periodici, allo scopo
di fornire in modo tempestivo dati uniformi e comparabili e valutazioni
ambientali integrate.
Il sostegno dell'azione politica, assicurando il facile accesso
alle informazioni di cui hanno bisogno i responsabili delle politiche
nelle istituzioni europee e negli stati membri.
L'attività di centro di riferimento europeo, ponendosi
come centro di eccellenza e come unica stanza di compensazione dei dati
in materia ambientale (Clearing-House Mechanism) e stimolando
l'armonizzazione dei metodi di misurazione.
Per
espletare il suo mandato, l'Agenzia si avvale delle capacità
della rete europea di informazione e di osservazione in materia ambientale
(EIONET), il cui focal point italiano è rappresentato
dall'APAT, l'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi
Tecnici del Ministero dell'Ambiente, al cui interno è stato creato,
seguendo lo stesso modello organizzativo dell'Agenzia Europea, il Servizio
Parchi, Ecosistemi e Biodiversità.
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Il
Clearing-House Mechanism
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Un Clearing-House, o stanza di compensazione bancaria, è
un elemento nato in ambito economco ed indica un luogo in cui circolano
liberamente le informazioni, un database aperto, consultabile da addetti
ai lavori, decision maker e ricercatori scientifici.
La
Commissione Europea ha richiesto all'Agenzia Europea dell'Ambiente di
realizzare una versione di CHM
europeo (EC CHM), che fosse interconnessa con il CHM
mondiale. L'EC CHM si presenta come un portale web implementato su EIONET
e sviluppato con il contributo del programma Interchange of Data
Between Administrations (IDA), in modalità open source,
sulla base delle linee guida stilate dal Segretariato della Convenzione
sulla Biodiversità. Tramite
il portale è possibile accedere ad un imponente database alimentato
dai dati raccolti dai 32 focal point di EIONET, attraverso cui
l'Unione Europea intende facilitare la cooperazione tecnico-scientifica,
facilitare l'accesso e lo scambio delle informazioni relativi alla diversità
biologica e, come prescritto dalla Convenzione di Rio, fornire la documentazione
necessaria alla realizzazione di programmi di formazione nazionali ed
internazioni. Il CHM europeo inoltre collega i principali attori delle
politiche ambientali, comprese le più grandi organizzazioni non
governative ed è indirizzato non solo alla classe politica, o
al mondo della ricerca scientifica ed universitaria, ma anche ai cittadini
che, possono accedere al database CHM e trovare tutte le informazioni
sulla biodiversità, e infine al mondo industriale. La biodiversità
è infatti essenziale per il sostentamento a lungo termine di
agricoltura e pesca.
Messo
on line nella primavera del 2001, dopo due anni di progettazione e sviluppo,
il portale si è evoluto, nel corso degli anni, tanto da rendere
necessaria alla fine del 2003 una nuova versione. Al momento è
in corso la progettazione della seconda versione del software CHM, una
versione in grado di rispettare tutti gli standard di accessibilità,
e di gestire funzioni multilingua, e nuove applicazioni.
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L'importanza
dell'Open source
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La strategia con cui è stato realizzato l'EC CHM, utilizzando cioè
elementi realizzati con tecnologia open source, ha fatto in modo che dal
portale originario prendesse avvio un progetto parallelo, incentrato sulla
realizzazione del CHM Portal To Kit (PTK), un kit riutilizzabile
ed esportabile anche su singole realtà nazionali, per la realizzazione
di Clearing-House in contesti diversi. Una particolare applicazione del
PTK, permette ai portali realizzati con la stessa soluzione, di riconoscersi
e di scambiarsi, in maniera automatica, gli aggiornamenti sulla documentazione
disponibile. Questo sistema ha avuto un tanto successo da essere subito
adottato da diversi paesi, e da preparare la strada ad un progetto ancora
più esteso: un kit più generico, non dedicato esclusivamente
all'implementazione di CHM ma di portali sull'ambiente in generale: l'ew-Publisher.
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