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IL
DATABASE INTEGRATO PER UN'INFORMAZIONE CONDIVISA
Ne
parliamo con
Beatrice
Di Sante, Responsabile Servizio Sistemi Informativi - CeSIA,
Centro Sviluppo e gestione Servizi Informatici di Ateneo UniBo
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In
generale, quali obiettivi si pone l'università di Bologna
attraverso il consolidamento e la razionalizzazione dell'infrastruttura
tecnologica?
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Il
principale obiettivo del progetto di consolidamento riguarda l'integrazione
dei dati relativi a distinti domini applicativi e la loro fruibilità
in modo controllato anche verso l'esterno. Fino ad oggi abbiamo avuto
sistemi completamente disgiunti, per i quali è stato necessario
creare dei meccanismi, a volte complessi e che comunque per la loro natura
presentavano dei limiti, che hanno dato risultati accettabili ma non ottimali.
Oggi, grazie alle nuove tecnologie, stiamo cercando di eliminare queste
complessità con l'obiettivo di essere molto più veloci nel
soddisfare le richieste dei nostri utenti.
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L'obiettivo
primario è quello di integrare i dati e creare un database
unico/integrato a cui ogni contesto applicativo potrà accedere:
ci illustra quanti e quali sono i contesti che potranno condividere
i dati e per quali finalità?
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La
realizzazione del data base unico consolidato è ovviamente progressiva.
Siamo partiti con i dati riguardanti gli studenti e la didattica in generale,
seguirà tutto ciò che riguarda l'area del personale, principalmente
per la gestione delle carriere e tutto ciò che è correlato
a questa area (presenze, concorsi ecc). Ovviamente, tutte le nuove applicazioni
da qui in avanti si appoggeranno su questo sistema e saranno totalmente
integrate nel sistema stesso.
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Qualche
mese fa abbiamo descritto il vostro sistema di Immatricolazioni
on line, AlmaWelcome. Ci spiega, come esempio, rispetto a questo
servizio e alle strutture coinvolte per la sua erogazione, in cosa
ha consistito l'integrazione dei database?
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Almawelcome!,
il nuovo sistema per l'immatricolazione e il pagamento delle tasse on-line,
è una applicazione web che ha bisogno di attingere a tutta una
serie di informazioni relative alla didattica presenti sul nostro database
e allo stesso tempo acquisisce informazioni preziose e indispensabili
che lo studente stesso, in modo autonomo e controllato, inserisce nel
sistema. La natura di questa applicazione richiedeva di essere sempre
attiva (7/24), fruibile da web e integrata con il database degli studenti
e didattica in genere. Questo sistema, per come è stato implementato,
risponde a tutte queste richieste e il risultato è stato soddisfacente.
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A
che punto siete del progetto rispetto alle fasi da voi individuate?
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La
prima fase è stata completata; l'allineamento degli ambienti
di sviluppo delle applicazioni e delle relative versioni dei DataBase
Oracle è stato portato a termine, sono state definite le linee
guida per lo sviluppo delle nuove applicazioni ed è stata implementata
la struttura HW e SW per il sistema ad alta affidabilità che
ospita il database consolidato. La seconda fase che prevede la migrazione
dei database da consolidare e il porting delle applicazioni è
stata avviata.
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Avete
incontrato quali criticità?
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Di
certo, abbiamo dovuto lavorare molto sull'aspetto metodologico. Abbiamo
dovuto gradualmente cambiare l'approccio che derivava dalla realtà
applicativa ormai cristallizzata al nostro interno. La fase più
critica è stata proprio quella della scelta iniziale, che voleva
dire una rivoluzione totale delle mondo applicativo sul quale avevamo
acquisito un soddisfacente livello di competenza con la prospettiva, da
un lato molto stimolante ma altrettanto faticosa, di un completo rinnovamento
tecnologico. Inoltre, non volevamo impattare molto sull'utente finale
pertanto abbiamo dovuto cercare di trovare delle soluzioni appropriate.
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Quanto
conta la gestione in proprio da parte dell'università attraverso
il CeSIA, dell'infrastruttura tecnologica? E' un modo per ottimizzare
i costi, o quale valore aggiunto dà all'ente?
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È
uno dei temi cardini perché è indubbiamente fondamentale
che la competenza interna è un valore che, a prescindere dai costi,
a lungo termine dà solidità alla struttura.
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Il
caso della vostra struttura si presenta isolato nel panorama universitario
italiano?
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Sinceramente
a questo riguardo non mi sento di fare delle affermazioni: credo, dalle
informazioni in mio possesso, almeno per quanto riguarda il mondo degli
utenti Oracle all'interno delle Università, che siamo stati i primi
ad affrontare questo percorso. Mi risulta, però, che anche altri
abbiano cominciato a valutare questo tipo di riorganizzazione.
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Come siete arrivati alla scelta del partner?
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La
scelta del partner è stata una naturale conseguenza della realtà
che era già esistente al nostro interno. E' ormai da molti anni
che l'Ateneo bolognese ha investito sulla tecnologia su cui basare i
data bases che ospitano i dati relativi alle applicazioni 'core': la
scelta dell'utilizzo di Oracle come RDMBS è avvenuta nell'ormai
lontano '95, quando fu presa la decisone di rinnovare l'applicazione
riguardate le segreterie studenti. E da allora non è più
stata abbandonata e nemmeno mai messa in discussione. Oggi possiamo
affermare Oracle, come altri, sono standard di fatto del mercato.
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Una
volta consolidata l'infrastruttura, il documento di progetto descrive
database condivisi anche da strutture esterne ed integrati anche
sul web per l'accesso. Quindi non possiamo fare a meno di menzionare
la tutela della privacy. Come state intervenendo rispetto a questo
aspetto?
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Puntualizziamo
subito un concetto: quando si parla di rendere accessibili i dati dall'esterno,
ci si riferisce alle richieste di visibilità sui dati che ci
arrivano dalle nostre strutture esterne come Dipartimenti, Facoltà,
Centri Biblioteche, che per necessità diversificate ci richiedono
visibilità sui dati. In tutti i casi è sempre il nostro
sistema che rende fruibili questi dati sotto il nostro controllo, che
garantisce quindi il rispetto della privacy.
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| E
la sicurezza dell'infrastruttura? |
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Il
sistema di cui ci siamo dotati ci cautela sotto molti punti di vista.
Il nostro è un sistema ad alta affidabilità, fortemente
ridondato in tutte le sue componenti e super-protetto da attacchi dall'esterno
da un sistema di fire-wall. Abbiamo allestito un sito di disaster-recovery
fisicamente e geograficamente ubicato in altra zona che dovrebbe cautelarci
sotto ogni aspetto. Questo sito, nel corso del 2005, evolverà per
essere utilizzato anche in una logica di 'BusinessContinuity'.
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| Qual
è stato l'investimento del progetto? |
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Pare
opportuno ricordare che sempre quando si parla di costi di progetti informatici,
i valori strettamente e direttamente attribuibili al progetto stesso,
sono una piccola parte rispetto ai costi da ripartirsi rispetto ad altri
progetti o servizi che condividono parte dell'infrastruttura sia hw che
sw. Inoltre, è opportuno correlare l'investimento e i risultati
in una analisi di costi e benefici per gli ovvi motivi di sostenibilità
dell'iniziativa. Pertanto, ritengo opportuno, anche per motivi di parziale
riservatezza su dati interni, di limitarmi a riconoscere che l'intera
iniziativa è risultata vantaggiosa in termini di raffronto di costi
relativi al medio periodo. Restiamo disponibili per eventuali approfondimenti
da parte di soggetti intenzionati interessati.
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