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OSSERVATORIO E TECNOLOGIA PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Ne parliamo con

Pierluigi Mancuso - coordinatore Osservatorio Regionale sulla Rete Ecologica Regionale Calabria

Che cosa è esattamente la Rete Ecologica Regionale e perché è importante?
 
         
         

La rete ecologica si configura come una infrastruttura naturale e ambientale che persegue il fine di interrelazionare e di connettere ambiti territoriali che a vario titolo e grado presentano o dimostrano di avere una suscettibilità ambientale più alta di altre e modellabile in funzione di una gamma di pressioni antropiche. L'obiettivo generale, nella realizzazione della RER, consiste nella conservazione del patrimonio naturale e paesistico attraverso il recupero e il restauro ambientale e la valorizzazione di forme di imprenditoria verde necessarie per il mantenimento delle identità locali, che sappiano ben commisurarsi con l'insorgente dimensione globale del sapere e del vivere, avviando forme di sviluppo sostenibile in aree di elevato valore ambientale. In Calabria la RER, assume un ruolo significativo sia nei sistemi montani e collinari, storicamente modellati dall'azione antropica, ed oggi in fase di grave declino e abbandono, sia nei i sistemi costieri, ove si è maggiormente concentrata la pressione antropica, gli insediamenti urbani e lo sfruttamento delle risorse, perseguendo il recupero delle specificità naturali delle comunità e degli ecosistemi marini, costieri e terrestri.

Quali sono gli strumenti innovativi messi in campo dalla regione Calabria attraverso l'Assessorato all'Ambiente in questo senso?
 
         
         

Il Progetto Integrato Strategico Rete Ecologica regionale, promosso dall'Assessorato regionale all'Ambiente, persegue il raggiungimento degli obiettivi di tutela, di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturalistico della Regione Calabria coniugati con quelli dello sviluppo compatibile e duraturo delle popolazioni locali coinvolte. Il PIS Rete Ecologica Regionale in Calabria rappresenta lo strumento di programmazione in grado di orientare la nuova politica di governo del territorio verso la gestione dei processi di sviluppo integrandoli con le specificità ambientali delle varie aree, partecipando alla attuazione della Strategia paneuropea sulla diversità biologica e paesaggistica. La RER è intesa come un vero e proprio strumento territoriale, gestito tecnicamente da una macchina-Osservatorio, che soddisfa la necessità di creare dei collegamenti immateriali tra le aree naturali protette (Parchi, Riserve, Siti Natura 2000, ecc.) inseriti nella rete, ovvero i loro enti di governo, gli enti locali e gli imprenditori "verdi" al fine di "ottenere un sistema unitario, progettato in modo tale che ogni intervento si inserisca in un disegno complessivo articolabile nello spazio e implementabile nel tempo".

Cosa comporta e quali vantaggi offre per l'amministrazione un'infrastruttura di dati ambientali nonché territoriali?
 
         
         
L'Osservatorio costituisce un centro di raccolta di tutti i dati relativi al sistema fisico della RER ed alle sue dinamiche sia ambientali che sociali. Il monitoraggio costante dell'attuazione del PIS permetterà di valutare lo stato di salute degli ambienti naturali e la correlazione ed interazione tra il sistema fisico ed il sistema antropico. La creazione inoltre di sistemi di gestione ad elevato contenuto tecnologico permetterà di non disperdere i dati raccolti ma anzi di condividerli con la totalità della "rete" permettendo e spronando gli stessi soggetti attivi (enti pubblici e privati) ad implementarli ed aggiornarli nel tempo. Anche a tal fine è prevista la realizzazione di un percorso formativo per tutti i soggetti interessati che favorisca la conoscenza dei meccanismi di gestione e la diffusione delle risultati e delle buone prassi.
Qual è lo stato del progetto RER ad oggi?
 
         
         
Il PIS Rete ecologica Regionale è in piena fase di attuazione è coinvolge ad oggi oltre 80 enti locali, tra cui le Province e le Comunità Montane della Regione, enti di gestione dei Parchi Nazionali, Comuni, Enti di sviluppo locale, Agenzie di gestione sub regionale quali AFOR ed ARSSA, il Dipartimento Ambiente della stessa Regione. Per quanto attiene invece il sostegno alla imprenditoria verde, ovvero a soggetti privati che a vario titolo intendono avviare attività economiche ecosostenibili (nel settore del turismo, dei servizi, della ricettività, dell'artigianato tipico), sono state selezionate tramite bando pubblico oltre 130 aziende che attualmente hanno già tutte avviato i loro programmi di investimento. Al 31 dicembre 2004 il livello di spesa ha superato il 20% dell'investimento globale pari a 40,391 M€.
Qual è l'importanza delle infrastrutture tecnologiche in un progetto che voglia risultare il più possibile integrato e capillare? Quali sono le possibilità offerte in questo senso dalle nuove tecnologie applicate al mondo dell'ambiente?
 
         
         
Il principale strumento operativo del PIS Rete Ecologica è costituito dal SIT che dovrà necessariamente integrarsi con il SIRA. Il SIT è un'importante strumento per mettere in contatto diretto le diverse amministrazioni al fine di colmare le discrepanze tra le programmazioni territoriali ma soprattutto la carenza di informazioni: il SIT, infatti, si pone come uno strumento snello che attraversa trasversalmente tutte le istituzioni e gli organi regionali e sub-regionali, permettendo di costruire una banca di raccolta dati ed informazioni da reimmettere in circolo durante le operazioni di programmazione o di pianificazione. Il SIT, inoltre, è un'importante strumento di supporto per la fase decisionale, che comunque resta ad esclusivo appannaggio dell'Ente Territoriale o degli Enti territoriali che ne sono titolati, e la fase dell'attuazione dei programmi, fornendo di volta in volta, agli organi decisionali, le informazioni in materia di trasformazione del territorio e di aderenza a programmi avviati da Enti autonomi o periferici o sub-regionali. Questo tipo di impostazione dà al SIT, come laboratorio tecnico territoriale, una veste strettamente strumentale, in cui gli operatori sono, da una parte i meri traduttori di volontà superiori, dall'altra il supporto specialistico di cui Enti Territoriali si dotano per cogliere tempestivamente le evoluzioni in atto sul territorio.
Parlando di costi, qual è l'onere di una struttura di questo tipo, non soltanto in termini finanziari, ma anche dal punto di vista delle risorse umane dedicate? Qual è stato l'investimento del progetto?
 
         
         

Complessivamente il PIS Rete ecologica ha comportato un investimento pubblico, derivante interamente dal Programma Operativo Regionale 2000-2006, così articolato:

Questi investimenti hanno attivato un coofinanziamento di ulteriori 8.000 M€ circa, tra soggetti pubblici e privati. Per l'Osservatorio sono stati destinati 500.000 € e coinvolti complessivamente tutto il personale del settore n° 1 del Dipartimento Ambiente coadiuvati dallo staff tecnico di supporto all'Osservatorio della RER composto da 8 tecnici esperti esterni.

Ci spiega meglio che tipo di informazioni sarete in grado di raccogliere attraverso l'Osservatorio?
 
         
         
In primo luogo si avrà a disposizione un primo censimento della biodiversità regionale che andrà a costituire il Sistema Informativo della Biodiversità della Regione Calabria, questi dati andranno a sovrapporsi al SIRA ed al sistema cartografico fornito dal Centro Cartografico Regionale. A questi dati andranno a sommarsi tutti i rilievi ed i monitoraggi derivanti dall'avanzamento fisico e procedurale delle fasi di attuazione del PIS.
I dati raccolti dall'Osservatorio sono la base del Sistema Informativo Territoriale (SIT). A che punto è la sua implementazione?
 
         
         
Attualmente è stato implementatati il sistema delle aree protette regionale, comprendente i Parchi Nazionali e le riserve dello Stato, i parchi e le riserve regionali, i Siti natura 2000 ed i corridori ecologici di interconnessione. È in corso di attuazione il censimento della Biodiversità regionale e si è in attesa delle prime carte tematiche ed interpretative.
L'obiettivo primario di una infrastruttura di questo tipo è la condivisione e l'interscambio di informazioni territoriali e ambientali tra Regione, Enti locali e Amministrazioni centrali: ci illustra brevemente quanti e quali enti sono ad oggi coinvolti nell'infrastruttura e per quali finalità?
 
         
         
Il Sistema informativo della Biodiversità Regionale collabora con il Centro Cartografico regionale, con il SIT Dipartimento Urbanistica, con l'Autorità di bacino, con il SIRA, con il Punto Focale regionale. Tutti questi enti e servizi di competenza regionale gestiscono dati cartografici e banche dati in materia ambientale, territoriale ed urbanistica.
Gli utenti privilegiati del servizi dell'infrastruttura dei dati geografici sono i professionisti del territorio: che cosa significa per l'amministrazione agevolare il loro lavoro?
 
         
         
Avere a disposizione una base comune sia per i dati geografici che per gli aspetti di valenza ambientale o ancora, ad esempio, per i rischi derivanti dai fenomeni di dissesto idrogeologico costituisce un validissimo strumento tecnico specialmente in questa fase in cui si da avvio in Calabria all'aggiornamento degli strumenti di programmazione urbanistica a seguito della emanazione della recente legge regionale in materia. La pianificazione di area vasta, dal Piano Territoriale regionale ai Piani territoriali di Coordinamento Provinciale, ai Piani dei Parchi, ecc. necessitano di un sistema di conoscenza diffuso e condiviso che non può fare a meno di strumenti tecnicamente avanzati. A tal fine l'Osservatorio vuole dare il suo contributo con l'implementazione del proprio SIT.
Parliamo di servizi e di applicazioni pratiche: la possibilità di "incrociare" basi di dati di diversa natura e provenienza raccolte attraverso l'attività dell'Osservatorio permette di effettuare analisi complesse che spaziano dalle tematiche ambientali e urbanistiche agli aspetti della mobilità o della conservazione della storicità dei luoghi: sono state già fatte applicazioni di questo tipo sul territorio regionale?
 
         
         
Attualmente esiste il Censimento aree calabresi storicamente colpite da frane ed inondazioni, la raccolta informatica di tutti i Piani Regolatori dei Comuni Calabresi, la banca dati dei siti archeologici della Calabria, la carta dei Siti Natura 2000, la Carta dei suoli, ecc. ma attualmente non si è dato ancora avvio alla integrazione e sovrapposizione di tutti i dati presenti nell'Amministrazione. Una finalità del SIT della Rete Ecologica è quella di permettere l'Incrocio di tali dati.
Riguardo al sito web previsto nel piano di comunicazione, sarà uno strumento meramente di consultazione e informativo? Sarà accessibile a tutti o solo ad addetti ai lavori? Quali sono i tempi di "messa on line" e cosa è previsto negli sviluppi?  
         
         
Attualmente è gia implementato un WEBGIS sulla rete ecologica regionale destinato ai soli soggetti autorizzati, ma è in fase di test il sito della rete ecologica che permetterà la consultazione diretta dei data base sullo stato di attuazione del PIS aperta a tutti. Appena disponibili saranno resi accessibili a tutti i dati derivanti dagli studi sulla biodiversità e sullo stato di attuazione del PIS e sul sistema della aree protette regionali. È gia disponibile il Portale INFEA sul programma di informazione, formazione ed educazione ambientale rivolto al mondo della scuola ed alla diffusione delle tematiche di agenda 21.
 
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