Tutte
le norme relative all'utilizzo delle tecnologie digitali nella
Pubblica Amministrazione raccolte in un'unico corpo: il Codice
delle Pubbliche Amministrazioni Digitali, di cui l'11 novembre
scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto istitutivo,
stabilisce nuovi assetti nell'azione amministrativa e nei rapporti
con i privati. Esso non si limita, infatti, a raccogliere e organizzare
tutta la normativa vigente in tema di PA digitale, quanto suggerisce
alle amministrazioni un nuovo approccio di servizio ai cittadini,
basato necessariamente sull'utilizzo delle nuove tecnologie dell'informazione.
Molte
le novità introdotte. Tra le altre:
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L'obbligo
per le PA di scambiarsi on line i dati relativi alle pratiche
di cittadini e imprese
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L'obbligo
di adottare, a partire dal 1° gennaio 2007, la CIE e la
CNS quali unici strumenti di accesso ai servizi on line |
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Il
diritto, per i cittadini, di trasmettere qualsiasi documento
alla PA con qualsiasi mezzo telematico o informatico |
Operativo,
secondo le previsioni, a partire dal 1° gennaio 2005, Il Codice
dellamministrazione digitale chiarisce anche le regole
che disciplinano luso delle Tecnologie per lInformazione
e la Comunicazione-ICT tra i privati. Nelle parole del Ministro
Stanca:
"Il
Codice, che mette al centro lidea del Diritto del Cittadino
ad una amministrazione amica ed efficiente, è
frutto di una meticolosa opera di riscrittura in chiave moderna
di tutte le molte norme che hanno attinenza, diretta o indiretta,
con lutilizzo dellICT nellazione amministrativa
e nei rapporti tra i privati, ha detto il Ministro Stanca,
ed è in sintonia con il principio Comunitario secondo
il quale le norme in materia devono essere scritte in modo tecnologicamente
neutrale, tale da non irrigidire e pregiudicare luso e lapplicazione
delle ulteriori evoluzioni tecnologiche".