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Anche nell'e-Gov un nuovo ruolo per la Provincia

Ne parliamo con

Pietro Gabrielli, direttore Generale di ASP NET, soggetto attuatore del progetto Comuni in rete

Il Progetto Comuni in Rete, partito nel Luglio del 2003, puntava a traguardi notevoli nell'arco di due anni. A quasi 18 mesi dall'avvio cosa è stato implementato e cosa ancora manca?
 
         
         

La strategia scelta è stata quella di individuare fin dall'inizio una serie di comuni "pilota" (Colleferro, Lanuvio, Ariccia, San Vito Romano, Montecompatri ed Artena) con i quali sviluppare un rapporto di studio e contemporaneamente di sperimentazione delle soluzioni man mano che venivano ultimate. In pratica si è trattato di un work in progress: non appena veniva ultimata una funzionalità essa veniva subito implementata e sperimentata in uno o più comuni pilota, dandoci la possibilità di cogliere le criticità derivanti dall'utilizzo concreto del servizio, ed eventualmente di individuare le soluzioni più adatte. La scelta dei comuni pilota non è logicamente avvenuta a caso, ma abbiano cercato di realizzare un campione che fosse il più possibile eterogeneo, in modo da permetterci di individuare gli standard per la messa in produzione dei servizi del progetto Comuni in rete (di cui COMNET è l'acronimo) per tutti e 107 i comuni della provincia. La piattaforma tecnologica e tutte le sue funzionalità sono state completate nel mese Luglio, è stata attivata la server farm per la gestione integrata, ed è stato definito tutto il sistema contrattuale di connettività con l'ente gestore, mentre le sperimentazioni, che dovrebbero termineranno entro la fine del mese di Dicembre, persistono per la sola messa in produzione.
Il termine previsto per la conclusione del progetto era Marzo 2005, quindi possiamo dire che i tempi del quadro organizzativo del progetto saranno rispettati, anche se c'è poi un problema di normativa e di organizzazione dell'ente locale che sarà molto più complesso da gestire.

Quindi i servizi sono attivi solo in fase sperimentale nei comuni pilota?  
         
         

Non è esatto. Innanzitutto ogni sperimentazione è stata un vero e proprio collaudo del servizio, che quindi diveniva attivo ed operativo al 100%. Inoltre questi stessi servizi ormai sperimentati sono stati attivati anche in tutti quegli enti che ne hanno fatto richiesta ritenendo di avere le competenze e le risorse per gestire le nuove funzionalità. Per farle un esempio basti pensare che sono già attivi 46 sistemi di protocollo informatico in altrettanti comuni, 13 portali e 50 Sistemi Informativi Territoriali, di cui circa la metà già perfettamente funzionanti. Qui in particolare abbiamo riscontrato diversi problemi che potremmo definire di allineamento e aggiornamento tra enti. Il SIT necessita infatti di una connessione diretta con il Catasto, e quindi richiede tempi lungi e procedure complesse. Questa criticità è stata affrontata attraverso un protocollo stipulato direttamente dalla Provincia con l'Agenzia del Territorio, che mette a disposizione di tutti comuni i dati necessari. Dietro questa scelta si può leggere la volontà strategica di vivere pienamente il nuovo ruolo che la Provincia assume con le recenti modifiche del Titolo V della Costituzione, e quindi l'impegno diretto per agevolare lo sviluppo degli enti territoriali.

Un ruolo di particolare rilievo nel progetto lo assumevano i 107 Sportelli Unici che avrebbero dovuto attivarsi negli altrettanti Comuni della Provincia di Roma. Potrebbe anche qui fare con noi il punto della situazione?  
         
         
Su questo c'è un'ampia riflessione da fare. Il progetto Comuni in rete infatti offre già da ora a tutti i 107 comuni le funzionalità dei sistemi SUAP e SUE e del Sistema Commercio. Tuttavia lo start up effettivo dipende dai singoli enti, che devono essere in grado di operare una vera e propria trasformazione nella propria struttura interna, organizzandosi in maniera adeguata alla gestione dei nuovi servizi. Al momento questi sportelli virtuali sono attivi in 13 comuni seguiti e coadiuvati da ASP Roma, ma la messa a regime in maniera sistematica incontra grossi ostacoli anche di tipo normativo, perché l'idea di un front office unificato per tutta l'attività comunale, non corrisponde alla reale organizzazione dell'ente pubblico locale così come è pensata dalla normativa attuale. Bisogna quindi procedere ad una reingegnerizzazione o se preferisce ad una sistematizzazione di tutta la pianta organica dell'ente locale, non tanto nei ruoli, quanto nel funzionamento. Questa credo sarà la sfida del futuro.
Per quello che ci riguarda i comuni prototipo più avanzati in questo senso sono il Comune di Lanuvio e quello di Colleferro, in cui stiamo iniziando ora ad approfondire a piccoli passi un percorso di riorganizzazione che dovrebbe concludersi entro un anno. Non siamo più quindi di fronte ad un problema di e-Government ma ad un problema organizzativo.
Il progetto è stato valutato positivamente e finanziato attraverso il primo bando per i progetti di e-Gov. Ritenete che la vostra soluzione sia replicabile? Avete già pensato di candidarvi per il Catalogo dei Progetti di riuso, previsto dal secondo bando?  
         
         
L'ASP Roma, è solamente il soggetto attuatore. È alla Provincia che spetta il compito di indirizzare le linee programmatiche, e quindi anche per quanto riguarda il riuso e la replicabilità del progetto. Da parte nostra ci siamo adoperati per predisporre tutto il sistema affinché fosse riutilizzabile. Riteniamo infatti che la nostra esperienza possa essere utile ad altre realtà, non solo come sistema di workflow, ma soprattutto come centro servizi, anche perché non ci risultano altri centri servizi a carattere provinciale: il nostro quindi potrebbe essere un esempio che spinga verso la presa di coscienza del nuovo ruolo dell'ente provinciale nei confronti dei comuni.
Spesso la vita in un piccolo comune viene presentata come semplice e tranquilla rispetto ai ritmi frenetici di quella nelle grandi metropoli. Quale è il vero vantaggio dell'e-Gov nelle piccole e piccolissime realtà comunali?  
         
         
Quello che più deve colpire è che la maggioranza dei piccoli comuni non ha l'opportunità di essere informatizzata perché non ha disponibilità di bilancio. Progetti come il nostro quindi risolvono un grosso problema che, se non affrontato, potrebbe portare ad un digital divide incolmabile. Tutti i comuni devono avere le stesse opportunità ed un sistema di servizi deve essere garantito in un piccolo comune montano esattamente come in una grande metropoli. Certo se ogni comune operasse isolatamente, la realizzazione di un portale e di tutti i servizi che vengono offerti dal progetto COMNET, non sarebbe né congrua né economicamente possibile, ma è proprio per questo che il progetto è stato pensato, per diminuire l'impatto economico e soprattutto fornire le competenze necessarie. In tal modo la Provincia punta a garantire lo stesso livello di servizio a tutti i comuni del proprio territorio, indipendentemente dalla posizione geografica e dalla grandezza. Bisogna infatti tenere conto che il 60% dei comuni della Provincia di Roma sono sotto i 5.000 abitanti, e che sono stati messi a disposizione 950.000 euro annuali di un sistema di assistenza e contribuzione per i micro comuni. Per la seconda parte di domanda, ovvero come viene accolto questo progetto posso rispondere con un esempio concreto: l'esperienza degli sportelli unici, nonostante tutte le difficoltà incontrate a cui accennavo, è comunque risultata molto interessante, e abbiamo ricevuto una risposta entusiasta da tutti i comuni, sia dalla parte politica che da quella più tecnica.
Visitando i siti dei comuni del progetto si nota subito come, pur essendo dotati di una personalizzazione grafica, siano basati su un'organizzazione e un'architettura standard. Su chi ricade il compito della costruzione vera e propria e la gestione del portale comunale?  
         
         
Parlare di standardizzazione può essere fuorviante. Quello che abbiamo cercato di realizzare con la nostra piattaforma è stato l'adeguamento alla normativa e alle direttive emesse dal Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie. Quindi non solo l'architettura, ma anche la navigabilità per eventi della vita ed una serie di servizi base non sono modificabili, e questo non per scelta nostra, ma per la volontà politica di fornire all'utente un'immagine unitaria di tutta la pubblica amministrazione.
Su questo quindi come lei ha notato non c'è necessità di una gestione sistematica, come invece avviene per tutte quelle altre pagine che sono personalizzabili a seconda delle singole esigenze. L'aggiornamento e la gestione di queste pagine può avvenire in due modalità: può essere gestito dalla redazione centrale dell'ASP Roma, che fornisce proprio questo tipo di servizi, o piuttosto può essere affidata a strutture interne al comune, che comunque hanno a disposizione in modalità remota tutto l'aiuto necessario da parte dei tecnici di ASP. Il problema che si riscontra a questo livello è ancora una volta un problema di tipo organizzativo, dato che qualsiasi struttura redazionale si metta in piedi, per funzionare deve avere il contributo di tutti gli uffici e di tutte le altre strutture interne, che però al momento non sono organizzate per gestire questo tipo di servizio e per far circolare il dato.
Come sono i rapporti con progetti analoghi realizzati in altri territori (penso ad esempio a Comonline)? Esistono tavoli di confronto o banchmark?  
         
         
Fino ad ora il tipo di confronto che abbiamo cercato è stato basato sulle modalità operative e sulle urgenze, anche perché avevamo dei tempi strettissimi e degli obiettivi precisi da rispettare. In questo senso abbiamo avuto rapporti diretti con l'Università di Ferrara, per quanto riguarda il workflow, e con il progetto Sigmater per il catasto. Il confronto strategico invece, pensato per crescere, partirà dall'analisi delle considerazioni riscontrare nella modalità operativa, appena avremo a disposizione dei dati precisi, e potremo effettuare dei benchmarking di tipo qualitativo e quantitativo, da utilizzare in maniera propositiva.
È proprio questo il programma che abbiamo improntato per gli ultimi tre mesi del progetto, e per cui abbiamo già chiesto un tavolo di confronto al Ministro per l'Innovazione e le Tecnologie e al Formez.
Approfondimenti

Il sito della Provincia di Roma

Il sito diell'Agenzia per lo Sviluppo della Provincia di Roma

Il portale del Progetto Comuni in Rete

 
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