Home l'Altra P.A.      

Ci siamo trasferiti! Continua a seguirci su: http://portal.forumpa.it/, il canale web di FORUM PA dedicato all'innovazione.
ATTENZIONE: gli articoli privi di data in queste pagine, fanno riferimento a documenti precedenti al 2007

home redazione guest book newsletter cerca
dossier studi oltreconfine norme articoli vetrina trends
versione stampabile
lorenarocca-veloci
ne parliamo con
 

Progetto Pandora: l'intelligenza del web

Ne parliamo con

Lorena Rocca - Responsabile Progetto Pandora per la Fondazione Eni Enrico Mattei

Progetto Pandora: quando la rete diventa condizione e strumento di dialogo e confronto in cui tutti possono partecipare attivamente ad una costruzione collettiva del sapere. Lorena Rocca ci spiega l'idea che legittima un progetto di questo tipo.
 
         
         

Le comunità virtuali non rappresentano un villaggio globale bensì, utilizzando una metafora di Rheingold (1994), sono piuttosto una moltitudine di accampamenti riuniti da interessi trasversali o da particolari obiettivi. All’interno di questi l’interazione tra i “cittadini del Web” dà origine a quella che Lévy (1996) definisce “intelligenza collettiva” ovvero quella condizione in cui, grazie al dialogo al confronto e allo “scambio” di conoscenze tutti possono partecipare attivamente ad una costruzione individuale e collettiva del sapere.
Data la complessità che caratterizza l’agire dei “cittadini del Web” quando si avvia la progettazione di ambienti virtuali facilitanti la partecipazione non ci si può limitare ad analizzare le caratteristiche del Software (elemento comunque molto importante), ma occorre considerare anche le capacità del Sistema di sviluppare e mediare interazioni. In particolare sono almeno due gli aspetti da tener presente.
Il primo è la possibilità che gli attori hanno di “costruirsi” più personaggi contemporaneamente superando così il concetto di identità come caratteristica stabile e riconoscibile. Ognuno, infatti, può di volta in volta attivare “molteplici sé” scegliendo quali aspetti identitari rendere rilevanti. Le molteplici identità, che in una sorta di gioco, possono manifestarsi in rete, anche se di difficile lettura, costituiscono una preziosa risorsa e danno espressione ai differenti bisogni rendendo il processo di partecipazione ancora più ricco e variegato.
Il secondo è il legame imprescindibile tra “contesto d’uso” – il territorio reale/della rete- e “contesto sociale”
– la comunità locale reale/della rete. La tecnologia, infatti, può assolvere il ruolo di “ scaffolding”, vale a dire strumento, tra tanti, in grado di facilitare l’interazione tra i differenti attori per una riflessione critica sulla modalità di fruizione delle risorse e sulle forme di organizzazione delle attività nelle e tra le città.
È da evidenziare che oggi quasi l’80% dei cittadini dell'Unione Europea vive in centri urbani la cui gestione è caratterizzata da uno sviluppo “sbilanciato”: l’espansione economica spesso è anteposta ai bisogni ed alle esigenze sociali del cittadino. Tale tendenza ha portato a gravi conseguenze visibili nei centri urbani così come nei loro sobborghi: esclusione sociale, perdita dell'identità culturale, deterioramento dell’ambiente, insicurezza e criminalità, congestione di traffico, inquinamento dell'aria, speco delle risorse.
Molti sono i tentativi attuati per trovare rimedi a tali problematiche. Tuttavia, spesso, le politiche urbane si sono dimostrate miopi, concentrate cioè sulla risoluzione di problemi contingenti e settoriali, tralasciando, invece, le interconnessioni ambientali, sociali ed economiche che ogni singolo evento potrebbe avere nel medio, lungo periodo. Ciò è rinforzato, anche, della tradizionale modalità di gestione delle città caratterizzata dalla separazione di competenze tra i diversi settori.
Risulta evidente che una gestione “olistica” delle città non è di facile attuazione. Numerose sono le barriere che ostacolano un “governo urbano integrato”: culture differenti, assenza delle abilità richieste e delle risorse necessarie, mancanza di strumenti efficienti e metodologie idonee, contrasti, spesso anche molto forti, da parte degli stessi cittadini. Per ovviare ad alcune di queste problematiche, a partire dagli anni sessanta, si è fatta strada l’idea che un diretto contributo del cittadino nell’amministrazione del bene pubblico possa costituire un utile supporto per una gestione urbana sostenibile.
Il V ed il VI programma quadro per l’ambiente della Commissione Europea, il Libro Bianco sulla governance della UE, le tre Direttive in fase di elaborazione per la ratifica della Convenzione di Aharus, la Direttiva Quadro sull’acqua evidenziano come l’UE ponga sempre maggiore attenzione a tutte quelle azioni volte ad incrementare il coinvolgimento del cittadino per una maggiore consapevolezza delle implicazioni
delle proprie azioni e decisioni sull’ambiente circostante.
Il singolo quindi è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano nella realizzazione di uno sviluppo sostenibile locale (ANPA, 2000).
È infatti ormai evidente che un’efficace partecipazione del pubblico al processo decisionale presenta vari benefici:
- Consente agli attori di esprimere pareri e timori importanti per le decisioni da adottare e, allo stesso tempo, favorisce la legittimazione dei differenti punti di vista
- Aumenta la trasparenza del processo decisionale e contribuisce a sensibilizzare e a rendere più consapevoli gli attori in gioco su tematiche a loro vicine.

Approfondimenti Il dossier sul progetto Pandora
 
 partners
Nortel Networks
Siav
SAS
Microsoft
 appuntamenti
 news
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733

18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica

18/03 - Un canale youtube per la città di Genova

18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"

home redazione guest book newsletter cerca