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Mandato
Informatico: un successo per Reggio Emilia
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In
termini giuridici il Mandato informatico è un messaggio elettronico,
composto da dati utente e da codici universali, che viene validamente
impiegato a fini probatori, amministrativi e contabili (Deliberazione
AIPA 9 novembre 1995 ). In pratica si tratta di una mail che, autenticata
per mezzo della firma digitale, autorizza lo svolgimento dell'iter della
pratica di pagamento, eliminando la necessità della forma cartacea,
prima unico veicolo per la firma con valore probatorio.
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Mandato
Informatico: vantaggi e criticità
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Come
è evidente i vantaggi dell'utilizzo di un simile strumento sono
molteplici, specialmente per quanto riguarda le applicazioni nel comparto
della tesoreria
Aumento della velocità
dell'iter della pratica;
Diminuzione della
possibilità di deterioramento od errore;
Possibilità
di un monitoraggio più efficiente dei flussi di spesa, grazie alla
possibilità di eseguire report in tempo reale;
Snellimento delle
procedure di protocollo e di archiviazione;
Semplificazione dei
rapporti con cittadini e imprese;
Nonostante
i lati positivi, un sistema di Mandato informatico richiede però
un notevole investimento sia infrastrutturale, che organizzativo, che,
almeno per il momento, ha limitato drasticamente la sua diffusione tra
le pubbliche amministrazioni. Se da una parte infatti occorrono piattaforme
e software gestionali in grado di implementare sistemi di gestione del
flusso documentale completamente informatizzati, dall'emissione, alla
validazione (con relativo utilizzo della firma digitale) fino all'archiviazione,
assicurando elevati livelli di sicurezza, dall'altra l'abbandono della
burocrazia cartacea, quasi impressa nel DNA della nostra amministrazione
pubblica, comporta un vero e proprio salto di mentalità del personale
e della dirigenza, e soprattutto necessita di una riformulazione delle
strutture organizzative e della formazione professionale. A questo va
aggiunto che nella pubblica amministrazione le operazioni di incasso o
di pagamento non si esauriscono in un rapporto contabile tra creditore
e debitore, ma chiamano in causa rapporti con diversi soggetti concatenati
a livelli differenti e regolati da stretti vincoli normativi.
Tra i rari
casi di eccellenza e di lungimiranza, come quello della Provincia
Autonoma di Trento presentato dall'Altra pa circa un anno fa, va segnalato
l'ultimo in ordine di tempo, portato a termine e presentato lo scorso
Ottobre dal Comune di Reggio Emilia.
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Mandato
Informatico a Reggio Emilia
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Il
progetto di Mandato Informatico del Comune
di Reggio Emilia è stato avviato nel mese di aprile 2003 con
uno studio di fattibilità, che aveva come obiettivo quello di verificare
la possibilità concreta di sostituire i tradizionali mandati di
pagamento cartacei emessi dalla tesoreria comunale, in flussi documentali
elettronici.
Allo studio di fattibilità è seguito poi un periodo di analisi
per l'individuazione del percorso ottimale, e delle specifiche tecniche
più adeguate alle esigenze delle strutture coinvolte, che ha portato
all'individuazione della firma digitale basata sul sistema della smart
card a doppia chiave, come lo strumento più idoneo. In pratica
si tratta di una coppia di chiavi una privata, posseduta dal soggetto
titolare della carta che appone la propria firma sul documento, e una
pubblica, attraverso cui il tesoriere può verificare l'autenticità
della firma e quindi autorizzare l'iter di pagamento. In questo modo un
documento elettronico firmato digitalmente acquisisce la stessa validità
di una firma apposta su una documentazione cartacea.
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Gli
atti preliminari
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Parallelamente
agli studi di carattere tecnologico, alle ricerche di mercato e alla predisposizione
del bando di gara per l'affidamento del servizio, è iniziata un'attività
di riorganizzazione logistica e normativa altrettanto importante. Innanzitutto
è stato modificato il regolamento di contabilità, in modo
da introdurre le disposizioni relative all'emissione degli ordinativi
di pagamento e di incasso, ed in secondo luogo si è proceduto alla
sottoscrizione di un protocollo di interscambio tra Comune e Tesoriere
che definiva caratteristiche tecniche, tempi e modalità del rispettivo
operare. In particolare il protocollo stabiliva:
la natura dei messaggi
scambiati,
la struttura e il
trattamento degli stessi,
le norme di sicurezza,
il monitoraggio del
flusso,
i tempi di invio e
le modalità di risposta,
le modalità
di firma degli ordinativi per pacchetto,
i messaggi obbligatori
ed opzionali,
la struttura delle
disposizioni di pagamento e di incasso,
il blocco, l'annullo,
la rettifica, la sostituzione e infine la gestione delle anomalie.
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La
sperimentazione
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Nel
gennaio 2004 è stata avviata una fase sperimentale. Durante i cinque
mesi della sperimentazione sono stati effettuati numerosi test utilizzando
parallelamente il supporto cartaceo e la firma digitale, e verificando
tutte le funzionalità della procedura del Mandato Informatico,
dalla trasformazione in formato standard dei mandati di pagamento utilizzati
dal programma gestionale dell'ente, alle modalità di selezione
ed estrazione dei singoli mandati (per operatore, per firma, per addetto
al controllo, per beneficiari, per data, per capitolo etc.), e dalla possibilità
di sospendere la procedura in qualsiasi fase del controllo, fino al riconoscimento
degli utenti, e alla consultazione dello stato del Mandato durante l'iter.
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La
fase operativa
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Nel
mese di maggio 2004 è stata data la piena operatività al
sistema eliminando definitivamente il mandato "cartaceo". Gli
obiettivi a cui mirava l'amministrazione, ovvero
migliorare l'efficienza
complessiva del servizio di tesoreria;
accelerare il processo
di pagamento dell'Ente;
semplificazione dei
controlli sui ritorni del Tesoriere;
conservazione dei
documenti e consultazione storica dell'iter di ciascun mandato;
assicurare una maggiore
efficacia al controllo a monte sui processi di spesa
sono stati confermati dalle prime rilevazioni, che hanno inoltre evidenziato
una maggiore responsabilizzazione degli operatori che, non potendo più
comunicare informazioni al tesoriere mediante segnalazioni sul cartaceo,
sono stato costretti a concentrare l'attività al momento dell'emissione
del mandato. In sostanza quindi l'intero progetto ha comportato un vero
e proprio cambio culturale per l'ente, ma anche per l'istituto bancario
che ricopre l'incarico di tesoriere.
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Progetti
futuri
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La
fase successiva di sviluppo per l'amministrazione comunale di Reggio Emilia,
vedrà la realizzazione del processo per la riversale informatica,
la cui sperimentazione dovrebbe partire a Gennaio 2005, con un'impostazione
analoga a quella del Mandato Informatico.
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| Approfondimenti
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Più
traspaenza e responsabilità con il Mandato Informatico. Un'intervista
a Lorenza
Benedetti, Responsabile dell'Unità Complessa Tesoreria
e Fiscale del Comune di Reggio Emilia
Il dossier
Altra pa del 24 Aprile 2003 sul Mandato
Informatico nella Provincia di Trento
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| appuntamenti |
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| news |
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